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BENEDETTO XVI AD AQUILEIA: SOLO DA CRISTO LA FORZA DELLA GIUSTIZIA E DELLA PACE, UNA NUOVA GENERAZIONE IN POLITICA

Parole chiave: solidariet (37), dialogo interreligioso (276), immigrati (728), politica (409), benedetto xvi (2612), famiglia (461)

(Fonte: ASCA) - Aquileia (GO) - “Solo da Cristo l'umanità può ricevere speranza e futuro; solo da Lui può attingere il significato e la forza del perdono, della giustizia, della pace”. Lo ha detto Benedetto XVI ad Aquileia, l'antica Chiesa Madre non solo del Nordest d'Italia, ma anche di Croazia, Slovenia, Austria e di una parte della Baviera e perfino dell'Ungheria, rivolgendosi ad una folla di 5 mila persone, presenti fuori e dentro la basilica. Aquileia sorse nel 181 e prosperò nei secoli successivi, nel pieno della potenza dell'Impero romano, porta tra Oriente e Occidente, luogo di presidio e di scambi economici e culturali. La storia di questa città è stata ricordata puntualmente dal Papa. “La grandezza di Aquileia, allora, non fu solo di essere la nona città dell'Impero e la quarta dell'Italia, ma anche quella di essere una Chiesa viva, esemplare, capace di autentico annuncio evangelico, coraggiosamente diffuso nelle regioni circostanti e per secoli conservato e alimentato - ha sottolineato Benedetto XVI -. Pertanto, io rendo omaggio a questa terra benedetta, irrorata dal sangue e dal sacrificio di tanti testimoni, e prego i santi Martiri aquileiesi di suscitare anche oggi nella Chiesa discepoli di Cristo coraggiosi e fedeli, votati solo a Lui e perciò convinti e convincenti”. Il Papa ha salutato in friulano, tedesco, sloveno e croato i numerosi pellegrini provenienti dalla Mitteleuropa. In basilica lo attendevano 600 delegati delle diocesi del Nordest, con il patriarca di Venezia Angelo Scola ed una cinquantina di vescovi.

FAMIGLIA E VITA CONTRO CROLLO DELLA NATALITÀ.  “Abbiate cura di mettere al centro della vostra attenzione la famiglia, culla dell'amore e della vita, cellula fondamentale della società e della comunità ecclesiale”, ha detto rivolto ai 600 delegati delle Chiese del Nordest riuniti nella Basilica di Aquileia. “Questo impegno pastorale è reso più urgente dalla crisi sempre più diffusa della vita coniugale e dal crollo della natalità“. Benedetto XVI ha raccomandato attenzione anche per i giovani. “In tutta la vostra azione pastorale sappiate riservare una cura tutta speciale per i giovani: essi, che guardano oggi al futuro con grande incertezza, vivono spesso in una condizione di disagio, di insicurezza e di fragilità, ma portano nel cuore una grande fame e sete di Dio, che chiede costante attenzione e risposta”. Dopo aver rilevato che in questo contesto la fede cristiana deve affrontare oggi nuove sfide, il papa le ha così declinate: “La ricerca spesso esasperata del benessere economico, in una fase di grave crisi economica e finanziaria, il materialismo pratico, il soggettivismo dominante”. “Nella complessità di tali situazioni siete chiamati a promuovere il senso cristiano della vita, mediante l'annuncio esplicito del Vangelo, portato con delicata fierezza e con profonda gioia nei vari ambiti dell'esistenza quotidiana - ha aggiunto, sempre rivolto ai delegati delle diocesi nordestine -. Dalla fede vissuta con coraggio scaturisce, anche oggi come in passato, una feconda cultura fatta di amore alla vita, dal concepimento fino al suo termine naturale, di promozione della dignità della persona, di esaltazione dell'importanza della famiglia, fondata sul matrimonio fedele e aperto alla vita, di impegno per la giustizia e la solidarietà“.

UNA NUOVA GENERAZIONE IN POLITICA PER LA VITA BUONA. Una “nuova generazione” di uomini e donne “capaci di assumersi responsabilità dirette”, in campo sociale e politico, per edificare la “vita buona”. E' questo l'auspicio di Benedetto XVI rivolto ai 600 delegati delle 15 diocesi del Nordest, impegnati nella preparazione del secondo convegno ecclesiale interregionale. “Raccomando anche a voi, come alle altre Chiese che sono in Italia, l'impegno a suscitare una nuova generazione di uomini e donne capaci di assumersi responsabilità dirette nei vari ambiti del sociale, in modo particolare in quello politico - ha detto il Pontefice -. Esso ha più che mai bisogno di vedere persone, soprattutto giovani, capaci di edificare una 'vita buona' a favore e al servizio di tutti. A questo impegno infatti non possono sottrarsi i cristiani, che sono pellegrini verso il Cielo, ma che già vivono quaggiù un anticipo di eternità“.
“Continuate ad offrire il vostro contributo per umanizzare gli spazi della convivenza civile”, ha detto ancora Benedetto XVI. “Continuate con energia a testimoniare l'amore di Dio anche con la promozione del 'bene comuné: il bene di tutti e di ciascuno - ha detto il Papa -. Le vostre comunità ecclesiali hanno in genere un rapporto positivo con la società civile e con le diverse Istituzioni”.

NECESSARIE SCELTE DI VITA IN FAVORE DI POVERI E ANZIANI. Testimoniate l'amore di Dio per l'uomo, quello “concreto”, che soffre. E' la sollecitazione che Benedetto XVI ha rivolto alle Chiese del Nordest, attraverso i 600 delegati riuniti nella Basilica di Aquileia. “Siete chiamati a farlo prima di tutto con le opere dell'amore e le scelte di vita - ha spiegato il papa - in favore delle persone concrete, a partire da quelle più deboli, fragili, indifese, non autosufficienti, come i poveri, gli anziani, i malati, i disabili, quelle che san Paolo chiama le parti più deboli del corpo ecclesiale”. Benedetto XVI si è soffermato in particolare sugli anziani: “Le idee e le realizzazioni nell'approccio alla longevità, preziosa risorsa per le relazioni umane, sono una bella e innovativa testimonianza della carità evangelica proiettata in dimensione sociale”, ha detto, sottolineando poi le virtù dei popoli del Nordest. “Il Nord-est dell'Italia è testimone ed erede di una storia ricca di fede, di cultura e di arte, i cui segni sono ancora ben visibili anche nell'odierna società secolarizzata - ha detto -. L'esperienza cristiana ha forgiato un popolo affabile, laborioso, tenace, solidale. Esso è segnato in profondità dal Vangelo di Cristo, pur nella pluralità delle sue identità culturali”. L'orizzonte della fede continua ad offrire nuovo impulso alla vita sociale, ispirano le intenzioni e guidano i costumi. “Ne sono segni evidenti - ha spiegato il pontefice - l'apertura alla dimensione trascendente della vita, nonostante il materialismo diffuso; un senso religioso di fondo, condiviso dalla quasi totalità della popolazione; l'attaccamento alle tradizioni religiose; il rinnovamento dei percorsi di iniziazione cristiana; le molteplici espressioni di fede, di carità e di cultura; le manifestazioni della religiosità popolare; il senso della solidarietà e il volontariato”. Di qui l'invito di Benedetto XVI: “Custodite, rafforzate, vivete questa preziosa eredità. Siate gelosi di ciò che ha fatto grandi e rende tuttora grandi queste Terre”.

RAPPORTO FRANCO E SINCERO CON DIVERSAMENTE CREDENTI. “Rapporto franco e sincero” tra i cristiani e i non praticanti o diversamente credenti. Lo auspica Benedetto XVI, intervenendo ad Aquileia sulle nuove prospettive del pluralismo religioso in seguito alle migrazioni. “La collocazione geografica del Nord-est, non più solo crocevia tra l'Est e l'Ovest dell'Europa, ma anche tra il Nord e il Sud (l'Adriatico porta il Mediterraneo nel cuore dell'Europa), il massiccio fenomeno del turismo e dell'immigrazione, la mobilità territoriale, il processo di omologazione provocato dall'azione pervasiva dei mass-media, hanno accentuato il pluralismo culturale e religioso - afferma il Papa -. In questo contesto, che in ogni caso è quello che la Provvidenza ci dona, è necessario che i cristiani, sostenuti da una 'speranza affidabile', propongano la bellezza dell'avvenimento di Gesù Cristo, Via, Verità e Vita, ad ogni uomo e ad ogni donna, in un rapporto franco e sincero con i non praticanti, con i non credenti e con i credenti di altre religioni”.
I discorsi di Benedetto XVI ad Aquileia e Venezia

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