Vita Chiesa
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BENEDETTO XVI: «ANTEPORRE LA FEDE AD OGNI INTERESSE UMANO»

“Anteporre la fede ad ogni calcolo o umano interesse”: è l'esortazione fatta oggi da Benedetto XVI durante la catechesi del mercoledì in piazza San Pietro, di fronte a 20.000 pellegrini, che si riparavano dal caldo con ombrelli di tutti i colori. Il Papa ha dedicato l'incontro a Giovanni, figlio di Zebedeo e fratello di Giacomo, “il discepolo prediletto” secondo la tradizione, che ha una “posizione di spicco” nel gruppo dei discepoli. La sua “franchezza nel confessare la propria fede – ha affermato - resta un esempio e un monito per tutti noi a essere sempre pronti a dichiarare con decisione la nostra incrollabile adesione a Cristo, anteponendo la fede a ogni calcolo o umano interesse”. Giovanni è “il discepolo prediletto”, che poggia il capo sul petto del Maestro durante l'Ultima Cena, si trova ai piedi della Croce insieme alla Madre di Gesù ed è testimone sia della Tomba vuota che della stessa presenza del Risorto. “Sappiamo che questa identificazione è discussa dagli studiosi – ha commentato il Papa - alcuni dei quali vedono in lui semplicemente il prototipo del discepolo di Gesù. Lasciando agli esegeti di dirimere la questione, ci contentiamo qui di raccogliere una lezione importante per la nostra vita: il Signore desidera fare di ciascuno di noi un discepolo che vive una personale amicizia con Lui”. Ma per realizzare questo, ha precisato, “non basta seguirlo e ascoltarlo esteriormente; bisogna anche vivere con Lui e come Lui. Ciò è possibile soltanto nel contesto di un rapporto di grande familiarità, pervaso dal calore di una totale fiducia. È ciò che avviene tra amici”.

Benedetto XVI ha fatto anche notare che Giovanni, nell'iconografia bizantina, viene “spesso raffigurato molto anziano e in atto di intensa contemplazione, quasi nell'atteggiamento di chi invita al silenzio”. In effetti, “senza adeguato raccoglimento non è possibile avvicinarsi al mistero supremo di Dio e alla sua rivelazione”. A questo proposito il Papa ha citato l'incontro avvenuto anni fa tra Giovanni Paolo II e il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Atenagora, durante il quale il Patriarca ricordava che, come Giovanni, “i silenziosi conoscono quel misterioso scambio dei cuori”.

“Il Signore ci aiuti a metterci alla scuola di Giovanni – ha concluso Benedetto XVI – per imparare la grande lezione dell'amore così da sentirci amati da Cristo fino alla fine e spendere la nostra vita per Lui”. Nei saluti ai pellegrini nelle diverse lingue il Papa ha rivolto un benvenuto, tra gli altri, alla delegazione della Fiaccola benedettina per la pace in viaggio dalla diocesi di Spoleto. Ha poi rivolto un pensiero al beato Piergiorgio Frassati, di cui ieri si è celebrata la memoria liturgica, e ai giovani: “Il suo esempio di fedeltà a Cristo susciti in voi, cari giovani, propositi di coraggiosa testimonianza evangelica”.

Il Santo Padre ha citato anche il Simposio sulla salvaguardia del creato che si svolgerà nei prossimi giorni in Brasile, auspicando che “tale importante iniziativa, promossa dal Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I, contribuisca a promuovere un rispetto più grande per la natura, affidata da Dio alle mani operose e responsabili dell'uomo”.
Sir

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