Vita Chiesa
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BENEDETTO XVI: CRISTO È IL SIGNORE DEL MONDO GRAZIE ALLO SCANDALO DELLA CROCE E ALLA RESURREZIONE

“La singolarità di Cristo emerge dalla sua funzione di Signore del mondo redento, che gli è stato conferita a motivo della sa obbedienza perfetta ‘fino alla morte”. Lo ha detto il Papa, nel corso della tradizionale udienza generale in piazza S. Pietro, a cui hanno partecipato circa 50mila persone. Commentando il Cantico della Lettera ai Filippesi, Benedetto XVI ha sottolineato che Gesù “sceglie di scendere fino all'umiliazione della ‘morte di croce'”, mostrandosi così “veramente uomo e nostro redentore, con un'autentica e piena partecipazione alla nostra realtà di dolore e di morte”. Grazie, però, al “secondo movimento” del Cantico,quello “ascensionale”, si svela “la gloria pasquale di Cristo che, dopo la morte, si manifesta nuovamente nello splendore della sua maestà divina”. Nel testo di San Paolo , quindi, “c'è il riconoscimento della signoria universale di Gesù Cristo, che riceve l'omaggio di tutto il creato”, ma anche “l'acclamazione” di Cristo “sussistente nella forma o condizione divina”, quindi “degno di adorazione”. In questo inno, ha sottolineato il Santo Padre, “il riferimento allo scandalo della croce, e prima ancora alla vera umanità del Verbo fatto carne i intreccia e culmina con l'evento della risurrezione. All'obbedienza sacrificale del Figlio – ha detto il Papa – segue la risposta glorificatrice del Padre, cui si unisce l'adorazione da parte dell'umanità e de creato”.

“Conformare il nostro modo di pensare e di agire a quello di Cristo equivale a decidere di avere gli stessi sentimenti di Gesù. Se ci conformiamo ai sentimenti di Gesù, se prendiamo quella strada, viviamo bene e prendiamo la strada giusta”. Queste le parole pronunciate a braccio dal Papa al termine dell'udienza generale di oggi”. L'altra “cosa essenziale” dl Cantico di San Paolo ai Filippesi, oggetto della catechesi di oggi – ha sottolineato il Pontefice sempre fuori testo – è che Gesù ci vuole bene. Questa è per noi una parola di tenerezza, di grande consolazione e conforto, ma anche di grande responsabilità, giorno per giorno”. Salutando i pellegrini italiani, Benedetto ha rivolto un pensiero particolare “al folto gruppo di bambini” della “Città della speranza” di Padova, guidati dal vescovo, mons. Antonio Mattiazzo. “Cari amici, come abbiamo sentito nella catechesi – ha detto loro i Papa – la croce di Cristo ci fa comprendere il significato vero della sofferenza e del dolore. Unitevi spiritualmente a Gesù Crocifisso e abbandonatevi fiduciosi nelle mani di Maria, invocandola incessantemente con il Rosario”. E proprio a conclusione del mese di ottobre, tradizionalmente dedicato al Rosario, Benedetto XVI ha esortato “a recitare con devozione questa preghiera cara alla tradizione del popolo cristiano”. “Preghiamo – ha concluso il Santo Padre – per le tante necessità della Chiesa e del mondo, in modo speciale per le popolazioni colpite dal terremoto e da calamità fisiche e ambientali. Mai venga meno per quanti si trovano in difficoltà il nostro sostegno spirituale ne materiale”.
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