Vita Chiesa

BENEDETTO XVI, UDIENZA: A CIPRO PER INVOCARE LA PACE; IMPEGNO ECUMENICO «RECIPROCO E IRREVERSIBILE»

Il viaggio a Cipro “è un avvenimento storico perché, per la prima volta, il vescovo di Roma si è recato su quella terra benedetta dal lavoro apostolico dei santi Paolo e Barnaba”. Così il Papa ha definito il suo 16° viaggio apostolico internazionale, ripercorrendone idealmente le tappe nella catechesi dell’udienza generale di oggi, davanti a circa 10 mila fedeli. “Mi sono fatto pellegrino – ha spiegato Benedetto XVI – innanzitutto per rinsaldare la fede della comunità cattolica, una piccola ma vivace minoranza, ed incoraggiarla a proseguire nel cammino per l’unità dei cristiani specialmente con i fratelli ortodossi”. Altro scopo del recente viaggio internazionale, ha spiegato il Santo Padre, è stato quello di “idealmente abbracciare tutte le popolazioni orientali, invocando da Dio il dono della pace”. Riassumendo il clima in cui si è svolto il viaggio a Cipro, Benedetto XVI ha parlato di “cordiale accoglienza” ed ha espresso “viva gratitudine” per tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della visita apostolica. L’impegno ecumenico è “reciproco e irreversibile”, ha detto il Papa, sintetizzando nella catechesi dell’udienza generale di oggi la prima tappa del viaggio apostolico a Cipro. “A Paphos – le parole di Benedetto XVI – sono stato avvolto da un’atmosfera che è quasi una sintesi percettibile di duemila anni di storia cristiana”. A partire dai reperti archeologici, “antica e gloriosa eredità spirituale che ancora oggi mantiene un forte impatto nella vita del Paese”. Il Papa ha citato, in particolare, la “toccante celebrazione ecumenica” con l’arcivescovo ortodosso Chrysostomos II e i rappresentanti della chiesa armena, luterana anglicana. “Abbiamo fraternamente rinnovato il reciproco e irreversibile impegno ecumenico”, ha assicurato il Pontefice, sottolineando in particolare “il desiderio di una comunione piena e visibile tra ortodossi e cattolici”. Della tappa a Paphos, il Papa ha inoltre menzionato il “cordiale incontro” nella residenza del vescovo, che ha mostrato “quanto la Chiesa ortodossa di Cipro sia legata” ad esso. “Questo radicamento nella tradizione – ha commentato Benedetto XVI – non impedisce alla comunità ortodossa di essere impegnata con decisione nel dialogo ecumenico, unitamente alla comunità cattolica”, verso il traguardo di una “piena e visibile comunione tra le Chiese d’Oriente e le Chiese d’Occidente”. Un appello a “fondare la legge positiva sui principi etici della legge naturale” è stata rivolta dal Papa, ripercorrendo la seconda tappa del suo recente viaggio apostolico a Cipro. A Nicosia, capitale dell’isola, ha detto Benedetto XVI, “ho ribadito l’importanza di fondare la legge positiva sui principi etici della legge naturale”, al fine di “promuovere la verità morale nella vita pubblica”. Per il Papa, si tratta di “un appello alla ragione esigente per la società di oggi, che spesso non riconosce più la tradizione culturale su cui è fondata”. La tappa di Nicosia è stata per il Pontefice, inoltre, un’occasione per sperimentare “il fervore apostolico dei cattolici ciprioti, che si esprime anche attraverso le attività educative e assistenziali”, con decine di strutture “a servizio della comunità, apprezzate dalle autorità governative e dall’intera popolazione”. Oltre al “momento gioioso di festa con i ragazzi e con i giovani”, Benedetto XVI ha ricordato la presenza “particolarmente significativa dei cattolici maroniti”, che quest’anno fanno memoria dei 1.600 anni dalla morte del fondatore, S. Maronio, e i cattolici di rito latino, “molto attivi nell’ambito caritativo” e che dedicano “un’attenzione particolare verso i lavoratori e i più bisognosi”.Sir