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BENEDETTO XVI, UDIENZA: SENZA LA FEDE NELLA RISURREZIONE TUTTO SI FERMA

Parole chiave: benedetto xvi (2612)

“L'affievolirsi della fede nella risurrezione di Gesù rende di conseguenza debole la testimonianza dei credenti”, perché “se viene meno nella Chiesa la fede nella risurrezione, tutto si ferma, tutto si sfalda”, mentre al contrario “l'adesione del cuore e della mente a Cristo morto e risuscitato cambia la vita e illumina l'intera esistenza delle persone e dei popoli”.Lo ha detto il Papa, che ha dedicato l'udienza generale di oggi – svoltasi in piazza S. Pietro, dove il Santo Padre è giunto in elicottero dalla residenza estiva di Castelgandolfo, accolto da circa 30 mila fedeli – al significato della Pasqua,alla “professione di fede nella risurrezione di Cristo, evento sorprendente che costituisce la chiave di volta del cristianesimo”, “grande mistero che ha cambiato il corso della storia e che si rende attuale in ogni celebrazione eucaristica”. “Non è forse la certezza che Cristo è risorto a imprimere coraggio, audacia profetica e perseveranza ai martiri di ogni epoca?”, ha proseguito Benedetto XVI: “Non è l'incontro con Gesù vivo a convertire e ad affascinare tanti uomini e donne, che fin dagli inizi del cristianesimo continuano a lasciare tutto per seguirlo e mettere la propria vita a servizio del Vangelo? Se Cristo non è risuscitato, diceva l'apostolo Paolo, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la nostra fede”.

Per questo, secondo il Santo Padre, “è importante ribadire questa verità fondamentale della nostra fede, la cui verità storica è ampiamente documentata, anche se oggi, come in passato, non manca chi in modi diversi la pone in dubbio o addirittura la nega”. “Dobbiamo costantemente rinnovare la nostra adesione al Cristo morto e risorto per noi”, l'invito del Papa: “la sua Pasqua è anche la nostra Pasqua, perché nel Cristo risorto ci è data la certezza della nostra risurrezione finale”. “La notizia della sua risurrezione dai morti – ha assicurato il Pontefice -non invecchia e Gesù è sempre vivo; e vivo è il suo Vangelo”. Poi una citazione da Sant'Agostino: “La fede dei cristiani è la risurrezione di Cristo” e dagli Atti degli Apostoli: “Dio ha dato a tutti gli uomini una prova sicura su Gesù risuscitandolo da morte”. “Nel corso della storia – ha esclamato Benedetto XVI - quanti hanno consacrato la loro vita a una causa ritenuta giusta e sono morti! La morte del Signore dimostra l'immenso amore con cui Egli ci ha amati sino a sacrificarsi per noi; ma solo la sua risurrezione è ‘prova sicura', è certezza che quanto Egli afferma è verità”.

“Lasciamoci conquistare dalla Risurrezione di Cristo”. Con questa esortazione il Papa ha concluso la catechesi dell'udienza generale di oggi, incentrata sul significato della Pasqua. “Tutta la liturgia del tempo pasquale canta la certezza e la gioia della risurrezione di Cristo”, ha sottolineato Benedetto XVI, che si è soffermato sul brano evangelico dei discepoli di Emmaus, e in particolare sul gesto dello “spezzare il pane”, grazie al quale i discepoli riconoscono Gesù. “L'insegnamento di Cristo, la spiegazione delle profezie, fu per i discepoli di Emmaus come una rivelazione inaspettata, luminosa e confortante”. “Una nuova chiave di lettura della Bibbia – ha aggiunto il Papa a braccio – dove tutto appare chiaro, orientato verso questo momento”. “I due discepoli – ha fatto notare il Papa – riconobbero Gesù nello spezzare il pane, e proprio in quel momento Egli scomparve ai loro occhi. E' chiaro il riferimento al banchetto eucaristico, viva memoria del sacrificio di Cristo, celebrazione della Pasqua”. “Anche noi, come i due di Emmaus – ha ricordato il Papa - possiamo incontrare e conoscere Gesù Cristo nella celebrazione dell'Eucaristia. Ogni domenica la comunità rivive così la Pasqua del Signore e raccoglie dal Salvatore il suo testamento di amore e di servizio fraterno”.

Poi la conclusione dell'udienza, ancora una volta a braccio: “Gesù è in cammino con noi, e ci spiega le Scritture, e ci fa capire questo mistero, e come ha fatto con i discepoli di Emmaus dovrebbe far ardere i nostri cuori, cosicché possano aprirsi i nostri occhi”. Quello che cammina con i discepoli di Emmaus è dunque “il Signore che è con noi, ci mostra la vera via. Come si rivela ai discepoli di Emmaus nello spezzare il pane, così anche oggi nello spezzare il pane, nel banchetto eucaristico ci mostra la Sua presenza”. Lo “spezzare il pane”, ha aggiunto il Papa, “ci ricordala prima Eucaristia nel contesto dell'Ultima Cena, dove Gesù spezza il pane e così anticipa la Sua morte e risurrezione, e ha dato se stesso ai suoi discepoli”. “Gesù ci dona se stesso, e apre i nostri cuori: nell'Eucaristia possiamo riconoscerlo”, ha concluso il Papa, che in un altro passo della catechesi aveva detto, sempre fuori testo: “Il Signore è con noi, con la sua Chiesa, fino alla fine dei tempi”.

“Siate entusiasti protagonisti nella Chiesa e nella società”.E' il saluto rivolto dal Papa ai giovani, che al termine dell'udienza generale di oggi in piazza S. Pietro lo hanno lungamente applaudito, scandendo a più riprese il suo nome, tanto che Benedetto XVI ha constatato, a braccio: “Vedo che siete entusiasti!”. Rivolgendosi in particolare ai ragazzi e alle ragazze giunti a Roma da parrocchie e oratori dell'arcidiocesi di Milano, il Santo Padre ha detto loro: “Voi, che fate quest'anno la professione di fede impegnatevi a costruire la civiltà dell'amore, fondata su Cristo che è morto e risorto per tutti”. Tra i saluti ai fedeli italiani, il Papa ne ha rivolto uno “affettuoso” ai fedeli della parrocchia romana di Ognissanti, che ricordano quest'anno il centenario di fondazione della parrocchia, “affidata a San Luigi Orione dal mio predecessore San Pio X”, ha ricordato Benedetto XVI, augurando a tutti di “essere sempre fedeli testimoni di Cristo” e di “contribuire a diffondere ovunque la gioia di seguire il suo Vangelo per costruire insieme una società più fraterna”. Al termine dell'udienza generale di oggi, il Papa riceverà il presidente dell'assemblea generale delle Nazioni Unite, Sergjan Kerim.

Sir

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