Vita Chiesa
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BIOETICA: MONS. LADARIA (SANTA SEDE), «DIGNITAS PERSONAE DIFENDE I PIÙ POVERI»

Parole chiave: vaticano (52), bioetica (68)

"L'Istruzione «Dignitatis personae» su alcune questioni di bioetica fa riferimento alla dignità che va riconosciuta ad ogni essere umano, dal concepimento alla morte naturale": lo ha detto stamane in Vaticano mons. Luis Francisco Ladaria Ferrer, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, presentando il documento frutto del lavoro di numerosi studiosi, teologi, scienziati e ricercatori, "a seguito degli enormi progressi compiuti nel campo delle scienze biomediche negli ultimi vent'anni". "Il testo esprime un 'grande 'sì' alla vita umana – ha poi affermato – che deve essere posto al centro della riflessione etica sulla ricerca biomedica". Secondo mons. Ladaria, con questo documento "la Chiesa intende difendere i poveri del mondo, ai quali appartengono anche gli esseri umani non ancora nati". Ha poi aggiunto che "dietro ogni 'no' rifulge, nella fatica del discernimento tra il bene e il male, un grande 'sì' al riconoscimento della dignità e del valore inalienabili di ogni singolo ed irripetibile essere umano chiamato all'esistenza".
"La prassi della criocoservazione di embrioni viene valutata dalla Istruzione 'Dignitas personae' come 'incompatibile con il rispetto dovuto agli embrioni umani'": lo ha detto nella conferenza stampa di presentazione del documento vaticano "Dignitas personae" la docente di bioetica all'Università Cattolica del Sacro Cuore, Maria Luisa Di Pietro. Tale incompatibilità è dovuta – ha spiegato – "al fatto che vengono prodotti in vitro, li si espone al rischio della morte o di danno alla loro integrità. Li si priva temporaneamente dell'accoglienza materna, li si espone a ulteriori offese e manipolazioni. Spesso questi embrioni sono in stato di abbandono e si pone la domanda 'cosa fare di loro?'". Sollecitato dai giornalisti su quale destino sia possibile per le migliaia di embrioni congelati, mons. Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, ha affermato: "Il congelamento non si deve fare. E' un atto sbagliato, un misfatto. La loro situazione è peggio di un vicolo cieco. Qualunque strada si scelga, si sottoporranno gli embrioni a violenza, sia che si sperimenti su di loro distruggendoli, sia che li si impianti in utero diverso da quello materno". Alla domanda perché la Chiesa non reputi accettabile l'adozione prenatale, ha risposto che essa è contraria "al modo voluto dal Creatore per la trasmissione della vita, cioé attraverso l'atto d'amore tra i coniugi all'interno del matrimonio".
"Nel documento 'Dignitas personae' non vi è rifiuto dell'artificialità in genere, ma di quella che stravolge il più personale degli atti umani, quello procreativo": lo ha detto stamane ai giornalisti in Sala Stampa Vaticana la docente di bioetica Maria Luisa Di Pietro, illustrando il perché la Chiesa sia contraria alla fecondazione artificiale sia intracorporea, sia extracorporea in quanto "tecniche – ha spiegato – che sostituiscono l'atto coniugale nella chiamata all'esistenza di una nuova vita". Riferendosi a uno strumento chiamato 'Semen Collection Device', che – ha detto – "viene utilizzato all'Università Cattolica" in casi di infertilità nella coppia, ne ha spiegato la liceità in questi termini: "Questo strumento consente di prelevare il seme durante l'atto coniugale e quindi, dopo opportuna preparazione, lo stesso viene riveicolato nelle vie genitali femminili. C'è un ricorso alla tecnica e c'è intervento del medico ma senza che ci siano offese alla dignità delle persone coinvolte. Tale metodica mira ad aiutare l'atto coniugale sia per facilitare il concepimento, sia per consentirgli di raggiungere il suo fine, una volta che sia stato normalmente compiuto". In pratica, ha poi spiegato, "si tratta di uno strumento simile a un profilattico, ma composto di materiale non spermiotossico, perforato per raccogliere il seme e poi trattarlo in vista della reimmissione".
"La realtà dell'essere umano per tutto il corso della sua vita, prima e dopo la nascita, non consente di affermare né un cambiamento di natura né una gradualità di valore morale, poichè possiede una piena qualificazione antropologica ed etica. L'embrione umano, quindi, ha fin dall'inizio la dignità propria della persona": citando queste parole del documento "Dignitas personae" (n. 5), mons. Rino Fisichella, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se "l'embrione è considerato dalla Chiesa una persona". "Nel testo – ha proseguito – non viene detto che 'è' persona, ma che possiede la dignità della persona. Implicitamente viene riconosciuta la stessa dignità e questo non è un escamotage, bensì un modo per lasciare spazio a un dibattito complesso, tuttora in corso in ambito filosofico". Fisichella ha anche parlato del "rischio di schiavitù biologica, secondo cui una persona si arroga il diritto arbitrario di determinare le caratteristiche genetiche di un altro essere umano". "La manipolazione genetica – ha aggiunto – in molti casi ha tutte le caratteristiche per essere definita eugenetica e pertanto intrinsecamente immorale".
Sir

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