Vita Chiesa
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Dal n. 39 del 3 novembre 2002

Bellarmino Bagatti, l'archeologo della Bibbia

Per il grande pubblico probabilmente è un illustre sconosciuto. Ma tra gli studiosi della Bibbia di tutto il mondo, quello di padre Bellarmino Bagatti è un nome a cui si guarda con ammirazione. Toscano di origine (era nato a Lari, in provincia di Pisa, nel 1905), ha trascorso gran parte della sua vita a Gerusalemme dove è tuttora sepolto, dal 1997, nel cimitero del Monte Sion. E proprio a Gerusalemme, a cinque anni dalla morte, si svolgerà il 9 novembre prossimo un'intera giornata di studio dedicata alla sua opere e ai suoi studi.
DI RICCARDO BIGI

Bellarmino Bagatti, l'archeologo della Bibbia

di Riccardo Bigi
Per il grande pubblico probabilmente è un illustre sconosciuto. Ma tra gli studiosi della Bibbia di tutto il mondo, quello di padre Bellarmino Bagatti è un nome a cui si guarda con ammirazione. Toscano di origine (era nato a Lari, in provincia di Pisa, nel 1905), ha trascorso gran parte della sua vita a Gerusalemme dove è tuttora sepolto, dal 1997, nel cimitero del Monte Sion. E proprio a Gerusalemme, a cinque anni dalla morte, si svolgerà il 9 novembre prossimo un'intera giornata di studio dedicata alla sua opere e ai suoi studi.

A questa grande figura della storia mondiale dell'archeologia biblica è dedicato anche un volume pubblicato recentemente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato. Si intitola «Uomo di pace» (251 pagine con documenti, foto e schede originali ed in allegato un filmato inedito con una sua intervista) ed è stato curato dallo Studium Biblicum Francescanum di Gerusalemme e dallo Studio editoriale Ferrari di Cologno Monzese. Racconta la vita e l'attività del religioso francescano che, con rigoroso metodo scientifico, ha realizzato scavi importanti come quello della Visitazione ad Ain Karem, di Emmaus, di Betlemme, di Nazareth.

Con i suoi studi padre Bagatti ha confermato l'esistenza storica della Chiesa giudea-cristiana in Palestina e ne ha delineato la struttura gerarchica, le pratiche culturali, il pensiero teologico. Ha potuto dimostrare così che la Chiesa non ha avuto inizio nel IV secolo, con l'imperatore Costantino, ma con Cristo e gli Apostoli. Con lo studio dell'archeologia e dei testi letterari paleocristiani, ha illustrato la presenza cristiana in Terra Santa fin dalla morte di Gesù, contribuendo così a colmare un vuoto nella storia del cristianesimo dei primi tre secoli.
«Questo volume - spiega nella presentazione il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato Giacomo Conti - vuol far conoscere un grande toscano, un figlio delle nostre terre. Il personaggio è ben noto per le sue pubblicazioni e per le sue opere, ma vorremmo colmare una lacuna, raccontando la sua vita straordinaria».

Nel volume anche il racconto di padre Rodolfo Cetoloni, vescovo di Montepulciano, che è stato allievo di padre Bagatti allo Studio Biblico di Gerusalemme: «Lo ricordo a scuola quando riusciva con estrema semplicità e chiarezza a introdurci nei risultati dei suoi studi sui giudeo-cristiani: le cose nuove, che solo lui poteva dirci perché erano di ricerca di prima mano, le raccontava con un'umiltà disarmante». Le iniziative per ricordare padre Bagatti, commenta ancora padre Cetoloni, «nascono in tempi difficili per la città di Gerusalemme e forse per lei e per i suoi figli c'è bisogno di nuovi profeti o di sapienti che sappiano leggere la storia e far gridare anche alle pietre il bisogno di giustizia e di pace. Padre Bellarmino Bagatti era uno di questi».

TOMBA DEL FRATELLO DI GESU', IL COMMENTO DI DON BAZZI

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