Vita Chiesa

CARD. NEWMAN, BENEDETTO XVI: SEMPRE ONESTO NELLA RICERCA DELLA VERITA’

“È ancora viva la gioia per aver potuto proclamare beato il Cardinale John Henry Newman, durante il mio recente viaggio nel Regno Unito”. Lo ha scritto Benedetto XVI in un messaggio a padre Hermann Geissler, direttore dell’International Centre of Newman Friends, in occasione del simposio organizzato a Roma, da oggi, dal Centro internazionale Amici di Newman sul tema “Il primato di Dio nella vita e negli scritti del beato John Henry Newman”. Con esso questo tema, ha osservato il Papa, “viene posto in giusta evidenza il teocentrismo come prospettiva fondamentale che ha caratterizzato la personalità e l’opera del grande teologo inglese. È ben noto che il giovane Newman, nonostante avesse potuto conoscere, grazie alla madre, la ‘religione della Bibbia’, attraversò un periodo di difficoltà e di dubbi. Α quattordici anni subì, infatti, l’influsso di filosofi come Hume e Voltaire e, riconoscendosi nelle loro obiezioni contro la religione, si indirizzò, secondo la moda umanista e liberale del tempo, verso una specie di deismo”. L’anno successivo, tuttavia, “Newman ricevette la grazia della conversione, trovando riposo ‘nel pensiero di due soli esseri assoluti e luminosamente evidenti in se stessi, me stesso e il mio Creatore’”. Il card. Newman, ha ricordato Benedetto XVI, “scoprì quindi la verità oggettiva di un Dio personale e vivente, che parla alla coscienza e rivela all’uomo la sua condizione di creatura. Comprese la propria dipendenza nell’essere da Colui che è il principio di tutte le cose, trovando così in Lui l’origine e il senso dell’identità e singolarità personale. È questa particolare esperienza che costituisce la base per il primato di Dio nella vita di Newman”. Dopo la conversione, egli si lasciò guidare da “due criteri fondamentali” che manifestano appieno “il primato di Dio nella sua vita”. Il primo “la santità piuttosto che la pace” documenta “la sua ferma volontà di aderire al Maestro interiore con la propria coscienza, di abbandonarsi fiduciosamente al Padre e di vivere nella fedeltà alla verità riconosciuta. Questi ideali avrebbero in seguito comportato ‘un grande prezzo da pagare’. Newman infatti, sia come anglicano che come cattolico, dovette subire tante prove, delusioni e incomprensioni”. Tuttavia, “egli rimase sempre onesto nella ricerca della verità, fedele ai richiami della propria coscienza e proteso verso l’ideale della santità”. Il secondo motto scelto da Newman, “la crescita è la sola espressione di vita”, esprime compiutamente “la sua disposizione ad una continua conversione, trasformazione e crescita interiore, sempre fiduciosamente appoggiato a Dio”. Scoprì così, ha proseguito il Pontefice, “la sua vocazione al servizio della Parola di Dio e, rivolgendosi ai Padri della Chiesa per trovare maggiore luce, propose una vera riforma dell’anglicanesimo, aderendo infine alla Chiesa cattolica”. L’orizzonte del primato di Dio, ha sottolineato il Papa, “segna in profondità anche le numerose pubblicazioni di Newman”. Il primato di Dio si traduce, per Newman, “nel primato della verità, una verità che va cercata anzitutto disponendo la propria interiorità all’accoglienza, in un confronto aperto e sincero con tutti, e che trova il suo culmine nell’incontro con Cristo, ‘via, verità e vita’. Newman rese perciò testimonianza alla Verità anche con la sua ricchissima produzione letteraria spaziando dalla teologia alla poesia, dalla filosofia alla pedagogia, dall’esegesi alla storia del cristianesimo, dai romanzi alle meditazioni e alle preghiere”. “Presentando e difendendo la Verità – ha continuato Benedetto XVI -, Newman fu sempre attento anche a trovare il linguaggio appropriato, la forma giusta ed i1 tono adeguato. Cercò di non offendere mai e di rendere testimonianza alla gentile luce interiore (‘kindly light’), sforzandosi di convincere con l’umiltà, l’allegria e la pazienza”. Il beato John Henry Newman, ha concluso, è stato “maestro nell’insegnarci che il primato di Dio è il primato della verità e dell’amore”.Sir