Vita Chiesa
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COMECE, MONS. VAN LUYN: EUROPA, VERA SOLIDARIETÀ È ASSUNZIONE DI REPONSABILITÀ

Parole chiave: comece (68), ue (389), immigrati (728), rom (99)

“La vera responsabilità è assunzione di responsabilità”. Ne è convinto mons. Adrianus van Luyn, vescovo di Rotterdam e presidente della Comece (Commissione episcopati Comunità europea), che questo pomeriggio ha aperto a Bruxelles l'assemblea plenaria d'autunno dell'organismo di cui quest'anno ricorre il 30° anniversario. La crisi finanziaria in Europa, le sue conseguenze in termini di solidarietà sociale, la minaccia di una crisi di democrazia nel continente: questi, che costituiscono anche i tre “preoccupanti trend” ravvisati nei giorni scorsi da Herman van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, sono i temi al centro del report di mons. van Luyn. Dopo aver rammentato la scomparsa, lo scorso 30 marzo, di mons. Joseph Homeyer, suo predecessore alla guida della Comece (1993 – 2006), mons. van Luyn ha richiamato il discorso sull'Europa e sulla missione della Chiesa nel continente pronunciato nelle scorse settimane da Benedetto XVI a Santiago, e il bilancio tracciato nei giorni scorsi da Herman van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, al termine del suo primo anno di mandato, nonché le priorità indicate per il futuro. Il presidente Comece fa sue le preoccupazioni di van Rompuy, che negli ultimi mesi sono state oggetto di riflessione anche del segretariato dell'organismo episcopale e sono al centro di un progetto di lavoro che verrà discusso nei prossimi giorni.
Dopo aver ripercorso brevemente la crisi finanziaria della primavera scorsa, mons. van Luyn ha rammentato che il Consiglio europeo di dicembre “tenterà di modificare leggermente” il Trattato di Lisbona “adattando l'art. 122 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea che prevede che la stessa Ue possa fornire assistenza finanziaria in circostanze eccezionali”. Il presidente Comece si è soffermato anche sulla crisi irlandese e sulle conseguenze “che potrebbero essere drammatiche” delle misure di austerity necessarie per ottenere gli aiuti europei. Sottolineando l'importanza di creare “una governance economica dell'Ue dotata di ambiziose competenze in materia di politica finanziaria e di bilancio”, mons. van Luyn ha rilevato che “la direzione e la traiettoria” di tale governance possono riassumersi nell'affermazione “la vera solidarietà è assunzione di responsabilità”. Nel corso dalla plenaria, ha annunciato, verrà discussa l'idea di redigere un documento della Comece sull'economia sociale di mercato sotto la guida del vicepresidente, card. Reinhard Marx. Il recente dibattito sul futuro finanziamento dell'Unione europea, che ha impedito la conclusione dell'accordo sul budget Ue per il 2011” è, secondo mons. van Luyn, “un possibile segno” di perdita di solidarietà a livello europeo.
“Le nostre società – ha constatato mons. van Luyn – sono diventate più dure e in alcuni casi meno tolleranti”. Due gli esempi. Anzitutto le espulsioni di diverse centinaia di rom dalla Francia verso la Romania, l'estate scorsa, per presunti motivi di “sicurezza interna”, cui sono seguiti un “acceso dibattito” tra la Commissione europea e il presidente Sarkozy, oltre alle prese di posizione dei vescovi francesi e romeni e del segretario del Pontificio Consiglio per i Migranti mons. Agostino Marchetto. “La gestione della questione rom – puntualizza mons. van Luyn – non riguarda i singoli Stati membri, ma tutta l'Europa” perché “i rom sono cittadini Ue, con gli stessi diritti e doveri” degli altri. Il presidente Comece si sofferma anche sui 42 cattolici uccisi e sui 70 feriti nelle scorse settimane a Bagdad, “deprecabile zenit di una lunga serie di simili incidenti in Iraq negli ultimi anni, anche se le persecuzioni dei cristiani per motivi religiosi non sono limitate” solo a quel Paese e costituiscono il 70% di tali persecuzioni nel mondo. Di qui il richiamo all'audizione dello scorso 5 ottobre presso il Parlamento europeo e all'elaborazione di una Dichiarazione scritta sottoposta alla firma dei suoi membri, e al seminario dell'11 ottobre sulla libertà religiosa nelle politiche di vicinato europeo e nel nuovo servizio diplomatico europeo cui ha partecipato anche la Comece.
“Il segretariato Comece – ha fatto sapere mons. van Luyn – sta chiedendo alla Commissione europea l'inserimento del rispetto della libertà religiosa come parte integrante del nuovo Servizio Ue per l'azione esterna”. Preoccupante, secondo il presidente Comece, anche il crescente successo dei “partiti e dei politici populisti”, fenomeno “molto complesso” del quale si parlerà nel corso della plenaria per riflettere “sul contributo che come Chiesa possiamo offrire”. Infine il richiamo ad una “Europa aperta alla trascendenza e alla fraternità” lanciato da Benedetto XVI a Santiago di Compostela. “Resistere alla corrente del populismo e delle altre ideologie e nuotare controcorrente”: a questo, conclude mons. van Luyn, “ci chiama il Vangelo, oggi come nel passato”, in nome dei “principi fondamentali dell'inviolabile dignità della persona umana e del bene dell'umanità intera”.
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