Vita Chiesa
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COMECE: VESCOVI EUROPEI ALLARMATI PER LE CRESCENTI TENDENZE POPULISTICHE

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(Bruxelles) – “Constatiamo nei paesi dell'Ue un aumento significativo dei movimenti e delle tendenze populiste”; si tratta di “un fenomeno complesso” che “ci preoccupa profondamente”. I vescovi europei lanciano un messaggio al termine della assemblea plenaria Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), nel quale sottolineano come il populismo, talune forme di regionalismo o di nazionalismo esasperate, “tendono a dividere la società”, minando la “coesione sociale e la solidarietà”. Inoltre il populismo discrimina “i più deboli nella società” e le minoranze, e “dà l'illusione di poter trovare soluzioni semplicistiche a problemi complessi”. “Ci preoccupano in particolare – segnala il card. Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco-Freising e vice presidente Comece – gli sviluppi di queste tendenze in alcuni paesi e il fatto che i cristiani non ne siano esenti”. In risposta a questa “deriva culturale” e sociale, la Comece segnala la necessità di “promuovere un dialogo interculturale fondato sulla verità e la fraternità”, incoraggiando “i cristiani a perseguire l'impegno civile e sociale a servizio del prossimo”. “Il populismo – aggiungono i vescovi – è l'opposto dell'idea di integrazione europea” ed “è assolutamente incompatibile con la vocazione universale della Chiesa”.
Numerosi i temi affrontati nel corso della plenaria Comece, svoltasi dal 24 al 26 novembre. I vescovi dei paesi che aderiscono all'Ue hanno discusso, oltre che del crescente fenomeno del populismo, anche di crisi economica, libertà religiosa in Europa e nel mondo, della organizzazione della prossima edizione delle Giornate sociali dei cattolici per l'Europa, la cui prima edizione si svolse nell'ottobre 2009 a Danzica. “Per la prossima edizione – ha spiegato mons. Piotr Jarecki, vescovo ausiliare di Varsavia e vicepresidente Comece -, che si potrebbe forse svolgere nel 2013, stiamo pensando a una doppia sede, in una città dell'Europa occidentale e in un'altra città collocata nei paesi di più recente adesione all'Ue”. Mons. Jarecki ha quindi presentato gli atti dell'evento svoltosi lo scorso anno. Tornando al tema del populismo, mons. Adrianus Van Luyn, presidente Comece e vescovo di Rotterdam, ha spiegato: “I cristiani vivono nella società, accanto a tutti gli altri uomini. Dunque anch'essi avvertono le tensioni internazionali e i timori che giungono a causa della crisi economica, della disoccupazione” e di altri fattori sociali e culturali. “Così anche i credenti sono tentati da soluzioni semplicistiche”.
“Come cristiani abbiamo un duplice compito di fronte al populismo”, aggiunge mons. Van Luyn. “Il primo riguarda la nostra capacità, come credenti, di vivere secondo il vangelo e di creare delle comunità cristiane che sappiamo testimoniare, in modo credibile”, il messaggio che ne scaturisce. “Inoltre dobbiamo essere disponibili a sostenere un dialogo aperto, come Chiesa, verso la società civile, verso le altre confessioni cristiane e verso le altre religioni”. Rifacendosi agli atti delle Giornate di Danzica, mons. Jarecki sottolinea: “Occorre mettere a confronto il principio della solidarietà con la sua effettiva pratica” nella vita di ogni giorno e nelle politiche nazionali ed europee. “Solidarietà – aggiunge il vescovo polacco – tra le persone e tra le generazioni, fra i popoli e gli Stati europei, nonché tra l'Europa e il resto del mondo”. Al tema della libertà religiosa la Comece dedicata un ampio rapporto, illustrato da mons. Youssef Soueif, arcivescovo dei maroniti di Cipro: “Questo è un tema fondamentale, non solo in Europa, ma anche in Medio Oriente” e in altre regioni del mondo. “La libertà religiosa è un elemento essenziale della vita umana e, come tale, dev'essere tutelata” e promossa a livello di società civile, nel “dialogo tra le chiese e le fedi” e dalle istituzioni politiche.
Sir

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