Vita Chiesa
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Cammino sinodale: card. Bassetti (Cei), “non è un evento da celebrare o da fare, ma un modo di essere comunità cristiana”

Alla 70/ma Settimana del Centro di orientamento pastorale: “ogni diocesi impegnata ad ascoltare per discernere la realtà in cui è immersa” e “cogliere i segni di rinascita”. Il Cammino  “inizierà con un esercizio di lettura del presente” e cercherà di “rispondere alle sfide della nostra realtà”

Cammino sinodale: card. Bassetti (Cei), “non è un evento da celebrare o da fare, ma un modo di essere comunità cristiana”

Il percorso sinodale della Chiesa italiana “non vuole essere un evento da celebrare o da fare, ma piuttosto già un modo di essere comunità cristiana, che dopo duemila anni dall’inizio dell’annuncio di Cristo, possa ancora mostrare la bellezza di vivere il Vangelo nella Chiesa”. Lo ha affermato oggi pomeriggio il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, introducendo i lavori della 70ª Settimana di aggiornamento pastorale promossa dal Centro di orientamento pastorale (Cop) ad Assisi sul tema “In cammino verso il Sinodo della Chiesa italiana”.

“La comunità dei credenti – ha evidenziato il porporato – come affermava Papa Francesco nel discorso del 17 ottobre 2015, sperimentò sin dall’inizio ‘la sinodalità come dimensione costitutiva della Chiesa’”. “Dai ‘riassunti’ che si trovano nel libro degli Atti degli Apostoli, e che descrivono la vita della comunità primitiva, si comprende che la Chiesa più che parlare di come ‘camminare insieme’, o di stare ‘sulla stessa via’ – espressioni da cui, come sappiamo, deriva il nome ‘sinodo’ – metteva in pratica la sinodalità attraverso un confronto vitale, che avveniva normalmente su questioni emergenti, e che implicava decisioni da prendere con urgenza, anche nella fatica di dover ascoltare e accogliere le opinioni degli altri”, ha proseguito Bassetti, evidenziando che “attraverso il cammino sinodale la Chiesa delle origini ha affrontato le sue sfide: ora è nostro compito trovare il modo di elaborare, insieme, quanto lo Spirito non mancherà di dire alle comunità di fedeli in Cristo”.

“L’attuale pandemia mondiale ha messo in questione certezze consolidate e conquiste che sembravano irreversibili. Siamo in presenza di fratture sociali, economiche, antropologiche, educative e pastorali. Per questo è opportuno che il ‘cammino sinodale’ inizi con un esercizio di lettura del presente, con la coscienza che lo sguardo dei credenti e delle comunità cristiane è illuminato dallo Spirito che guida la Chiesa”, ha poi aggiunto. Richiamando le parole pronunciate Papa Francesco durante l’incontro con i membri dell’Ufficio Catechistico nazionale della Cei lo scorso 30 gennaio – “La Chiesa italiana deve tornare al Convengo di Firenze, e deve incominciare un processo di Sinodo nazionale, comunità per comunità, diocesi per diocesi: anche questo processo sarà una catechesi” -, Bassetti ha osservato che “se a Firenze abbiamo riscoperto che il Vangelo di Gesù è capace di umanizzare l’uomo, la nostra riflessione sul cammino sinodale si deve fondare sul ‘nuovo umanesimo in Cristo Gesù’, per rispondere alle sfide della nostra realtà, nella quale vediamo sofferenze, smarrimento, rabbia e angoscia per il futuro”. Di Francesco, il presidente della Cei ha ricordato anche quanto ha detto all’Azione Cattolica italiana: “La sinodalità non è cercare una maggioranza, un accordo sopra soluzioni pastorali che dobbiamo fare. Solo questo non è sinodalità; questo è un bel ‘parlamento cattolico’, va bene, ma non è sinodalità. Perché manca lo Spirito”. Bassetti ha poi spiegato: “Invoco con voi l’aiuto di Dio perché il cammino sinodale della Chiesa italiana, grazie alla presenza dello Spirito, possa essere una vera e propria ‘catechesi’ che intercetti i bisogni e le attese degli uomini e delle donne di oggi e sappia rispondere con il dono del Vangelo”.

“Ogni singola comunità diocesana sarà impegnata ad ascoltare se stessa e quanti potranno offrirle un contributo nel discernere la realtà in cui è immersa. Questo processo, dobbiamo dirlo, non parte dal ‘nulla’, ma è originato da quello stile ecclesiale fiorito dal Concilio, e che io stesso ho voluto richiamare nella mia Prolusione all’Assemblea generale dei vescovi italiani dello scorso maggio”, ha avidenziato il pesidente della Cei  introducendo i lavori. Le singole Chiese, ha proseguito, “dovranno non solo elaborare nuove strade o itinerari, ma anche affinare lo sguardo per poter cogliere quei segni di rinascita che già sono presenti e spuntano come piccoli germogli: una cura rinnovata per le azioni liturgiche; la riscoperta del ritmo salvifico dell’anno liturgico; la valorizzazione della Parola di Dio letta, meditata e pregata; la catechesi non scolastica e la passione creativa di tanti catechisti ed educatori; i preziosi gesti gratuiti e solidali di carità; la cura per le persone e per i loro passaggi di vita; lo sforzo di trovare linguaggi adatti a muoversi con sapienza nel nuovo mondo digitale”. “Accanto a questi segni di rinascita già visibili – la convinzione di Bassetti – ne emergeranno altri nel corso del cammino dei prossimi anni. Certamente ci stiamo accorgendo di che cosa è essenziale per la comunità cristiana: l’annuncio del Vangelo, in una fraternità che sia testimonianza credibile della nostra fede”.

Fonte: Sir
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