Vita Chiesa
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Card. Bagnasco: nuovi movimenti, in Italia presenza contenuta ma significativa

La presenza anche in Italia dei nuovi movimenti cristiani di area evangelica e pentecostale sebbene «ad oggi contenuta» deve comunque «far riflettere» perché evidenziano «il bisogno di una maggiore accoglienza, di un'appartenenza più avvertita, di una dimensione più gioiosa e partecipata della fede». Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e vice-presidente del Ccee, parlando a Sir Europa a margine dell'incontro congiunto dei responsabili delle Chiese cristiane d'Europa (Ccee e Kek) sul fenomeno de «I nuovi movimenti cristiani in Europa: sfide o opportunità?».

Parole chiave: Kek (64), Ccee (166)

«In Italia - ha detto il card. Bagnasco - la presenza dei nuovi movimenti è stimata attorno ai 250mila aderenti, fra italiani e immigrati da diversi Paesi. È una presenza quindi ad oggi molto contenuta, e viene avvertita relativamente rispetto a tante altre parti del mondo. Rimane comunque una presenza significativa che ci deve far riflettere sul perché ci sono eventuali fuoriuscite di cattolici o comunque di cristiani verso questi nuovi movimenti». «Evidentemente - ha aggiunto il cardinale - le nostre comunità devono forse anche rimotivare se stesse e riflettere su se stesse».

 «A volte - ha proseguito il card. Bagnasco - questi nuovi movimenti fanno promesse facili, non solo sotto il profilo strettamente spirituale ma anche sotto il profilo materiale, fisico, del successo nella vita. Sono promesse che poi non possono adempiersi e quindi deludono. Tanto è vero che al recente Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione molti vescovi dell'Africa, dell'Asia e dell'America Latina dicevano che il passaggio dalla Chiesa cattolica ai nuovi movimenti è un fenomeno che esiste ma che c'è anche il fenomeno di ritorno». Altro elemento che caratterizza questi movimenti è la proposto di «una teologia facile, un messaggio religioso facile» che non richiede «un impegno di approfondimento teologico o dottrinale, puntando molto di più sull'esperienza dell'essere insieme e quindi su una emotività molto forte».

Si tratta di «un elemento che le Chiese storiche non possono rincorrere». Spesso poi - fa ancora notare il card. Bagnasco - «i movimenti sono deboli se non assenti sul piano della dimensione sociale: il messaggio è per lo più centrato sulla persona ma tutto ciò che riguarda la trasformazione della società rispetto alla giustizia o alla pace sembra affidato più in termini personalistici». Come rispondere dunque a queste sfide? «Intanto - risponde il cardinale - con una catechesi più profonda, articolata e fedele», quindi con una «maggiore attenzione alla pietà e devozione popolare».

Fonte: Sir
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