Vita Chiesa
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Card. Betori: il sacerdote uomo di Dio e della Chiesa a servizio di tutti

«Essere preti significa essere uomini di Dio, uomini che con la loro vita indicano una netta alterità rispetto a questo mondo, al quale sì siamo mandati, ma dal quale non possiamo essere assimilati, altrimenti svuoteremmo il senso stesso della nostra missione» Lo ha detto l'arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, celebrando stamani nel Duomo di Firenze la Messa Crismale.

Il prete – ha proseguito citando "un piccolo libro di meditazioni sulla spiritualità sacerdotale" del card. Ratzinger (J. Ratzinger, Servitori della vostra gioia, Ancora, Milano 2002, p. 127) -  "è un uomo di Dio di fronte al mondo, che deve mantenere forte questa sua appartenenza, perché il necessario suo essere collocato nel mondo, al fine di compiere la missione che gli è affidata dalla Chiesa, non faccia sì che il suo essere per il mondo, mandato al mondo per la sua salvezza, lo renda come il mondo, assimilato alle logiche mondane. Tutto ciò esige la riscoperta della centralità di Dio nella nostra vita, una centralità a cui si giunge per una sola via, quella di Gesù. Possiamo diventare uomini di Dio solo se diventiamo uomini di Cristo, persone che si lasciano affascinare da lui".

"Lontano da noi – ha ammonito il Cardinale - il pensiero di edificare una nostra strada alla salvezza che non sia quella indicata dalla fede e dalla disciplina della Chiesa. Gli impegni che abbiamo assunto nella nostra ordinazione, come tra poco ricorderemo, sono impegni assunti liberamente verso la Chiesa, che sola può garantirci la fedeltà a Dio. Ciò esige coerenza con la sua dottrina, comunione nella sua disciplina, fraternità nella sua comunione, generosità nel corrispondere ciascuno per la propria parte al cammino che viene segnato nella Chiesa locale come modalità con cui oggi servire il Vangelo in questo territorio"."E, infine, - ha detto ancora l'Arcivescovo - dobbiamo sentirci uomini per il mondo, presi da Cristo per diventare servitori dei nostri fratelli" . E a questo proposito, dopo aver citato l'omelia di inizio pontificato di Papa Francesco, ha aggiunto: "A tutti noi è chiesta la custodia del gregge, che implica un potere, che però è secondo Cristo solo se è un servizio; a tutti noi è chiesta una predilezione particolare per tutti gli uomini e le donne che soffrono nelle tante povertà, materiali e spirituali, che segnano di dolore i nostri tempi. Un servizio reso con amore".

Oggi l'Arcivescovo ha anche aperto un account twitter (@giuseppebetori) e ha lanciato il suo primo «cinguettio», che riassume bene il senso della sua omelia nella Messa crismale: "Cari sacerdoti di #Firenze, siate uomini di Dio, uomini di Cristo e per questo uomini nella Chiesa al servizio di tutti".

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