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Card. Lojudice (arcivescovo Siena), un Natale per "scoprire più da vicino l’essenziale"

L'arcivescovo di Siena - Colle val d'Elsa - Montalcino Paolo Lojudice ha scritto un messaggio ai lettori di Toscana Oggi: "Un Natale più vero, che ci permetterà di scoprirci più vicini anche se distanziati, più aperti anche se col volto in maschera, più disposti a collaborare se scopriamo quanto è importante fare le cose insieme e che, se fatte insieme, producono frutti molto più abbondanti"

Card. Lojudice (arcivescovo Siena), un Natale per "scoprire più da vicino l’essenziale"
Ecco il testo integrale

«Niente attrae il cuore di un uomo quanto l’amore! Come potrebbe essere altrimenti? Per amore Dio lo ha creato, per amore suo padre e sua madre gli hanno dato la propria sostanza, egli stesso è fatto per amare». (Santa Caterina da Siena). Sta arrivando un altro Natale, forse diverso, forse simile agli altri Natale. Abbiamo tutti la sensazione che ci mancherà qualcosa. Ma chissà se non sarà invece una possibilità in più, rispetto ad altri Natale, quella, ad esempio, di scoprire più da vicino l’essenziale, ciò che conta, che non passa e non può essere nascosto per nessun motivo, da nessuna causa: «Dio si fa uomo, in Gesù di Nazareth».

Un Natale più vero, che ci permetterà di scoprirci più vicini anche se distanziati, più aperti anche se col volto in maschera, più disposti a collaborare se scopriamo quanto è importante fare le cose insieme e che, se fatte insieme, producono frutti molto più abbondanti. E allora l’augurio che vogliamo formularci è che quest’anno il Natale sia più «vero». Una delle cose che ho sempre suggerito di non farsi mai mancare è la pazienza. Il modello è lui, Dio. Viene, visita la nostra vita, trasforma le cose, ma ciò non avviene in un giorno solo. È un cammino che ha bisogno di tempo e tenacia. È Natale se imparate anzitutto a essere «padri», cioè se vi esercitate nell’arte del prendersi cura, se amate e proteggete chi vi sta vicino, assumendovi il rischio della sua vita, dei suoi fallimenti, dei suoi sogni e della sua crescita, come un padre fa col proprio figliolo. Che si trovino in voi persone dalle braccia spalancate e non giudici spietati col dito puntato. È Natale quando non sottolineiamo solo il negativo e non ci lasciamo irretire dalle cose che non vanno, ma riusciamo sempre a tornare in quella «bottega artigianale» che è la vita e a metterci dentro le mani. Levigando e piallando le asperità. Meravigliandoci per la «gemma che spunta piuttosto che per il temporale che avanza». È Natale se impariamo a coltivare il senso della giustizia, in tutto ciò che viviamo e specialmente nella società, nella politica, nel lavoro. Senza giustizia non c’è vera umanità, ma sopruso, violenza, disuguaglianze. Tutte cose che, alla fine, sono i poveri a pagare di più sulla loro pelle.
Natale dovrebbe ricordarci anche questo: che c’è Dio dove circola quell’amore che ci fa diventare una coperta calda per chi ha freddo, una compagnia per chi è da solo, una parola di conforto per chi è affranto, e soprattutto uno scudo di protezione per i più indifesi e i più deboli. In un mondo in cui l’arrogante e il potente calpestano i più piccoli è inutile fare il presepe. Care mamme e cari papà: fermate i ritmi del lavoro e arginate le preoccupazioni, se potete. Dedicate qualche momento ai vostri mariti, alle vostre mogli e ai vostri figli: ascoltare dal di dentro, esserci, condividere e fare una carezza, può significare tantissimo.

L’invito alla gioia è caratteristico del tempo di Avvento: l’attesa della nascita di Gesù è gioiosa, un po’ come quando aspettiamo la visita di una persona che amiamo molto, un grande amico che non vediamo da tanto tempo, un parente a cui siamo affezionati… Restiamo in attesa gioiosa… La gioia cristiana. Qual è il motivo di questa gioia? Che «il Signore è vicino». Più il Signore è vicino a noi, più siamo nella gioia; più Lui è lontano, più siamo nella tristezza. Questa è una regola per i cristiani.

Un’ultima raccomandazione, come ci ricorda spesso papa Francesco: non smettete di sognare. Anche nella fatica di un lavoro scomodo, di una relazione infranta, di un’angoscia interiore, di una speranza che si spegne, di un contagio in agguato, noi possiamo e dobbiamo continuare a guardare in alto perché quel Dio che è venuto in Gesù, viene ancora oggi per riaccendere la speranza nella vita. Sognate e aiutate gli altri a sognare, perché solo così un altro mondo sarà possibile.
E sarà Natale, anche quest’anno…

I migliori auguri di Buon Natale a tutti

*Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena – Colle di Val d’Elsa – Montalcino

Fonte: Tog
Card. Lojudice (arcivescovo Siena), un Natale per "scoprire più da vicino l’essenziale"
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