Vita Chiesa
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Cei, card. Bagnasco: famiglia e povertà, è l'ora degli aiuti

Il card. Angelo Bagnasco ha aperto il Consiglio permanente, con il pensiero rivolto alla drammatica situazione del Centro Italia. Toccati nella prolusione (testo integrale) i temi di più stretta attualità: preoccupazione per la crescita della povertà assoluta in Italia e richiesta di un Piano nazionale volto ad arginarla (anche tramite il Reddito d’Inclusione), maggiore attenzione alla famiglia, legge sul fine vita, immigrazione ed accoglienza; e sul piano ecclesiale un focus sulla formazione permanente dei sacerdoti.

Consiglio permanente della Cei (Foto Sir)

«Il nostro sguardo non può che partire dalla cronaca pesante e perdurante che in questi mesi ha interessato il Centro Italia: le continue scosse, le eccezionali nevicate, le vittime, i feriti, gli affetti, le case, le chiese e i paesi distrutti, ci hanno portato a esprimere in diversi modi la nostra vicinanza solidale alle popolazioni colpite dal sisma». Inizia così la prolusione del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, al Consiglio permanente dei vescovi italiani, che si è aperto questo pomeriggio a Roma e proseguirà fino a mercoledì 25 gennaio.

Terremoto: il grazie ai parroci. Con le parole del Papa, il cardinale ha ringraziato «i parroci che non hanno lasciato la terra»- «si sono comportati da veri pastori» – e «le mani di tanta gente che hanno aiutato a uscire da questo incubo, le mani dei Vigili del Fuoco, le mani di tutti quelli che hanno dato del proprio». «L’hanno fatto e lo stanno facendo con dedizione generosa e altamente professionale», il commento di Bagnasco, secondo il quale «la tragedia – che tale rimane – ci sta consegnando anche il volto migliore del nostro Paese, della nostra gente, pronta a mettere in gioco la propria vita per salvare quella altrui; disposta a rinunciare a qualcosa di proprio per condividerlo con chi tutto ha perso». Di qui il «grazie» alle comunità cristiane che – in risposta alla colletta indetta dalla Cei – «hanno contribuito finora con quasi 22 milioni di euro» e «attraverso le Caritas diocesane ci hanno dato la possibilità di intervenire con risposte ai bisogni primari, con la realizzazione di alcune strutture polifunzionali e l’avvio dei primi progetti sociali e di sviluppo economico».

Consonanza d'intenti. La Cei, ha reso noto Bagnasco, «oltre al primo milione di euro stanziato dai fondi otto per mille il giorno stesso delle prime scosse», ha messo a disposizione di ogni diocesi interessata 300mila euro «per interventi su edifici ecclesiastici, destinati al culto e alla pastorale». «Mentre facciamo nostre le parole del Capo dello Stato che ha chiesto grande unità e responsabilità per contribuire ad alleviare le sofferenze delle persone coinvolte assicuriamo che la Chiesa continuerà a offrire un contributo concreto ed efficace al cammino del Paese», le parole del cardinale, a parere del quale «questa tragedia ci sta consegnando un appello – peraltro già ampiamento raccolto – per una piena consonanza d’intenti». Oltre alle istituzioni, a partire dalla Protezione Civile, Bagnasco ha ringraziato «tanti Paesi del mondo intero – alcuni di loro, significativamente, fra i più poveri – per non aver fatto mancare il loro contributo».

«Massima attenzione» a reddito d’inclusione e a provvedimenti per la famiglia. «Dall’inizio della crisi, le persone in povertà assoluta in Italia sono aumentate del 155%: nel 2007 erano 1milione ed 800mila mentre oggi sono 4milioni e 600mila», ha ricordato il presidente della Cei, soffermandosi sulle «difficili condizioni in cui versa una fascia sempre più ampia di popolazione. «Dietro ai numeri – ha fatto notare il cardinale – ci sono i volti e le storie di centinaia di migliaia di famiglie che nelle nostre Diocesi e parrocchie, nei Centri d’ascolto, nelle Associazioni e nelle Confraternite hanno trovato una prima risposta – in termini di beni e servizi materiali, di sussidi e di alloggio – e spesso anche una presa in carico progettuale». Per questo, ha precisato Bagnasco, «sembra necessario prestare la massima attenzione alla legge delega di introduzione del Reddito d’Inclusione (Rei) e alla predisposizione del Piano nazionale contro la povertà». «La crisi economica continua a pesare in maniera significativa sulla nostra gente, specialmente sui giovani e sul Meridione», ha ribadito il cardinale citando l’ennesimo rinvio sui decreti attuativi: «Stentiamo a capire come mai tutti i provvedimenti a favore della famiglia – che potrebbero non solo alleviare le sofferenze, ma anche aiutare il Paese a ripartire – facciano così tanta fatica a essere realmente presi in carico e portati a effettivo compimento», il commento del presidente della Cei.

Preoccupazione per discussione su fine vita. Mentre la crisi economica ancora imperversa, e aumentano le persone in povertà assoluta – questa la denuncia di Bagnasco - «la discussione politica verte, piuttosto, su altri versanti, quali ad esempio il fine vita, con le implicazioni – assai delicate e controverse – in materia di consenso informato, pianificazione delle cure e dichiarazioni anticipate di trattamento». Il presidente della Cei ha espresso preoccupazione per «le proposte legislative che rendono la vita un bene ultimamente affidato alla completa autodeterminazione dell’individuo, sbilanciando il patto di fiducia tra il paziente e il medico». «Sostegni vitali come idratazione e nutrizione assistite», ad esempio, «verrebbero equiparate a terapie, che possono essere sempre interrotte», stigmatizza Bagnasco. «Crediamo che la risposta alle domande di senso che avvolgono la sofferenza e la morte non possa essere trovata con soluzioni semplicistiche o procedurali», prosegue il cardinale a nome dei suoi confratelli: «La tutela costituzionale della salute e della vita deve restare non solo quale riferimento ideale, bensì quale impegno concreto di sostegno e accompagnamento».

«Misurarci con la situazione dei minori non accompagnati ed esposti a ogni sorta di abuso». E’ l’appello rivolto dal cardinale Angelo Bagnasco nella parte della prolusione dedicata ai «drammi che continuano a consumare popoli interi, vittime di persecuzione e violenza, di povertà e guerra». «Quelli che abbiamo davanti agli occhi sono scenari che rendono attuale la ripresa e l’approfondimento della Populorum progressio», pubblicata 50 anni fa da Giovanni Paolo II, la tesi del cardinale, secondo il quale quella dei minori non accompagnati è «una realtà che interpella fortemente la coscienza civile del nostro Paese e le sue istituzioni». In tema di accoglienza, «il più cattivo consigliere è la paura, mentre il migliore consigliere è la prudenza», ripete Bagnasco citando il Papa. «La Chiesa – a partire dalle nostre parrocchie, dai centri della Fondazione Migrantes e dalle Caritas diocesane – è in prima linea nell’accoglienza», ribadisce: «Dove questa parola non richiama soltanto servizi offerti, ma famiglia, comunità, dialogo interculturale, iniziative di integrazione». In questa prospettiva, per la Chiesa italiana «diventa importante sia il riconoscimento della cittadinanza ai minori che hanno conseguito il primo ciclo scolastico, sia la possibilità di affidare i minori non accompagnati a case famiglia: le centinaia di esperienze promosse nelle nostre parrocchie costituiscono una conferma circa la direzione su cui andare».

Episodi di «scandalo» sono «motivo di dolore». «Episodi di infedeltà al ministero e di oggettivo scandalo sono motivo di dolore, ma non fanno comunque venir meno la stima e l’ammirazione per il presbiterio nel suo complesso». Sono le parole con cui il presidente della Cei, nella seconda parte della prolusione, dedicata ad uno «sguardo» sulla Chiesa, esprime un «pensiero fiducioso e grato» ai sacerdoti, al centro del tema della prossima Assemblea generale di maggio, durante la quale i vescovi sono chiamati ad eleggere la terna da sottoporre al Papa per la nomina del prossimo presidente della Cei: «Il rinnovamento del clero a partire dalla formazione permanente». Durante questo Consiglio permanente, invece, verrà esaminato il Sussidio in preparazione all’appuntamento di maggio, suddiviso in sei capitoli, ha reso noto il cardinale anticipandone ai suoi confratelli vescovi la struttura. Il tema della prossima assemblea, per Bagnasco, più che ad «un’esigenza di aggiornamento e qualificazione», rimanda «a un mistero di vocazione che trascende l’uomo e che nessuno, quindi, può mai dare per pienamente conseguito». «La volontà di aiutare i sacerdoti a sostenere e alimentare la loro vocazione di discepoli dentro il presbiterio e la comunità ci ha portato a individuare alcuni ambiti precisi, sui quali investire con rinnovata convinzione».

«Testimoniare ragioni di vita» ai giovani. I vescovi sono «responsabili» della formazione dei giovani, «accanto alle famiglie e alle altre agenzie educative», ha ricordato il cardinale  Bagnasco nella parte finale della prolusione, esprimendo gratitudine al Papa per aver scelto i giovani come tema del prossimo Sinodo e ha definito il documento preparatorio una «bussola». «Accanto a loro, per loro e con loro – ha assicurato il presidente della Cei a proposito dei giovani – intendiamo testimoniare ragioni di vita, affascinandoli alla fede in Gesù e a cercare risposta alle domande più profonde del cuore, quelle che la cultura dominante vorrebbe distrarre o liquidare con l’offerta di strade menzognere». «Educhiamo i giovani a riconoscersi popolo del Signore, educhiamo i giovani alla libertà, quindi a pensare con la propria testa, secondo verità», l’auspicio del cardinale: «Saranno portati a desiderare non solo una parte ma il tutto della gioia, e il suo per sempre, intuito in quei momenti di bellezza che si vorrebbe non passassero mai».

«Compiere ogni passo» verso l’unità dei cristiani. L’unità dei cristiani è «decisiva, perché il mondo creda». Ne è convinto il cardinale Angelo Bagnasco, che al termine della prolusione ha fatto sue le parole pronunciate dal Papa durante il viaggio in Svezia, in occasione del quinto centenario della Riforma luterana: «Non possiamo cancellare ciò che è stato, ma non vogliamo permettere che il peso delle colpe passate continui a inquinare i nostri rapporti». Nello spirito dell’appello contenuto nella Dichiarazione congiunta, incoraggiamo le nostre comunità a «compiere ogni passo, pur piccolo, che aiuti a progredire verso la comunione fraterna», l’invito alle comunità locali, «nello spirito dell’appello contenuto nella Dichiarazione congiunta». «Il nostro lavoro già guarda con fiducia alla prossima assemblea generale, dove saremo chiamati a eleggere la terna relativa alla nomina del Presidente della Cei», ha detto Bagnasco.

Il testo integrale della Prolusione

Fonte: Sir
Cei, card. Bagnasco: famiglia e povertà, è l'ora degli aiuti
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