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Cei, il comunicato finale del Consiglio permanente: «L'Italia non è un Paese per i giovani»

Il Consiglio permanente della Cei ha «apprezzato la volontà di camminare sempre più insieme, come Chiesa sinodale, che coinvolge e valorizza il contributo di ciascuno: in questa direzione, si è evidenziata la necessità di riprendere lo spirito del Convegno ecclesiale nazionale di Firenze, il discorso programmatico del Santo Padre, gli obiettivi concreti additati». È quanto si legge nel comunicato finale del Consiglio permanente della Cei, a conclusione dei lavori che si sono svolti a Roma dal 25 al 28 settembre.

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Cei, il comunicato finale del Consiglio permanente: «L'Italia non è un Paese per i giovani»

I vescovi hanno voluto esprimere la “gratitudine del cuore” e l’“affetto delle nostre Chiese” a Papa Francesco: “Il nostro pensiero si stringe a Lei nell’intento di raggiungerLa con la fraterna cordialità che ha animato queste nostre giornate collegiali”, hanno scritto. “Un clima – prosegue la nota – che si è respirato fin dall’inizio, con l’adesione convinta dei vescovi allo stile evangelico e allo sguardo pastorale della prolusione del cardinale presidente”. I vescovi hanno “condiviso il suo richiamo alla necessità di offrire, innanzitutto, la parola della Grazia, ponendo al centro l’annuncio del Vangelo: con questa prospettiva, è stato esemplificato, si può essere davvero vicini ai giovani in cerca di lavoro come alle famiglie ferite nelle relazioni”.
Tra i temi più affrontati nei lavori anche l’accoglienza dei migranti, con l’attenzione a favorirne l’integrazione anche attraverso “il riconoscimento di una nuova cittadinanza a quanti sono nati in Italia, parlano la nostra lingua e assumono la nostra memoria storica, con i valori che porta con sé”; il richiamo ai cattolici impegnati in politica a non contrapporsi tra “cattolici della morale” e “cattolici del sociale”; l’importanza di porre un’attenzione più puntuale al linguaggio usato dalla Chiesa come pure alle questioni ambientali, nella prospettiva dell’enciclica Laudato si’.

L’Italia, affermano i Vescovi, è “un Paese che non è per i giovani, dove questi faticano a entrare nel mondo del lavoro, quindi a staccarsi dalla famiglia d’origine e a sposarsi”. È la fotografia che emerge dalle risposte dalle diocesi al questionario predisposto in vista del prossimo Sinodo dei vescovi, dedicato appunto a “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, che il Consiglio permanente della Cei ha analizzato in questi giorni. Nel comunicato finale dei lavori diffuso oggi, viene evidenziato che “la lettura della situazione evidenzia come – pur a fronte di difficoltà nel rapporto intergenerazionale – non manchino iniziative pastorali portate avanti con passione, che coinvolgono le nuove generazioni”. “La condivisione delle pratiche – aggiungono i vescovi – individua luoghi ed esperienze significative di pastorale vocazionale”. Dal “vivace confronto” è emersa “l’urgenza che tutta la Chiesa italiana sia coinvolta nell’assumere come prioritaria l’educazione dei giovani, con un’attenzione integrale che proponga loro la persona di Gesù Cristo e il suo Vangelo come centrale per ogni dimensione della vita”. Per i vescovi, “si avverte l’importanza di non cedere alla rassegnazione e di incoraggiare sacerdoti ed educatori a spendersi per l’accompagnamento e la formazione delle giovani generazioni, sapendo riconoscere i segni di progressivo risveglio delle coscienze e il ritorno delle domande sulla vita”. “La via principale rimane quella della testimonianza sia personale che ecclesiale, nell’attenzione a investire sui formatori e sugli insegnanti di religione”, continua la nota, evidenziando che nella prossima estate le diocesi proporranno ai giovani pellegrinaggi verso luoghi di spiritualità per poi “convergere nei giorni 11-12 agosto a Roma per l’incontro con il Santo Padre”.

Tra i temi affrontati, anche quello del lavoro: secondo i vescovi italiani va creato “un lavoro degno, in quanto la persona è tale; un lavoro, quindi, che ne rispetta la vita e i suoi ritmi, la sicurezza e l’ambiente”. A poco meno di un mese dall’inizio della 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani dedicata ai temi del lavoro (Cagliari, 26-29 ottobre 2017), ai vescovi è stato presentato l’Instrumentum laboris che ne guiderà i lavori. Nel confronto “è stato evidenziato come nelle problematiche di una difficile stagione per l’occupazione il punto di partenza rimangano i volti e le storie delle persone”. “L’appuntamento di Cagliari – prosegue la nota – nelle intenzioni del Comitato scientifico e organizzatore, diventa essenzialmente l’occasione per ‘iniziare processi’, che impegnino le comunità cristiane e la società italiana nel suo insieme”. “Accanto e oltre la denuncia – viene ricordato – l’attenzione è alla valorizzazione di buone pratiche per imparare da quanti sono riusciti a vincere la sfida di creare valore economico e buon lavoro”. I vescovi, ad oltre vent’anni dalla sua nascita, hanno anche affrontato una riflessione sul “Progetto Policoro” che è presente in 139 diocesi e si esprime in oltre 700 “Gesti concreti” (cooperative, consorzi, imprese), occupando circa 3000 persone. Il Consiglio permanente ha espresso la volontà di “favorirne il rilancio e la diffusione con un percorso di confronto che coinvolga le Conferenze episcopali regionali, verifichi in sede diocesana il coinvolgimento della comunità, la qualità degli animatori e del coordinamento tra pastorale giovanile, pastorale del lavoro e Caritas, il rapporto con la filiera delle associazioni laicali”.

Il Consiglio permanente della Cei ha provveduto a numerose nomine. Mons. Luigi Renna, vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano, e mons. Roberto Filippini, vescovo di Pescia, sono stati nominati membri della Commissione episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi. Il vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, mons. Mariano Crociata, è invece il nuovo delegato della Cei presso la Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece). L’arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia, mons. Francesco Alfano, è stato nominato vescovo promotore dell’apostolato del mare. Cambi e conferme per servizi e uffici nazionali della Cei. Confermati mons. Giuseppe Baturi (Catania) come direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi giuridici, don Michele Falabretti (Bergamo) come responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile, don Daniele Saottini (Brescia) come responsabile del Servizio nazionale per l’insegnamento della religione cattolica. Don Gionatan De Marco (Ugento-Santa Maria di Leuca) è il nuovo direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport, don Massimo Angelelli (Roma) quello dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute, don Michele Gianola (Como) quello dell’Ufficio nazionale per la pastorale delle vocazioni.
Giuseppe Fabiano (Cosenza-Bisignano) è stato nominato membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione Migrantes, padre Athanase Joseph Rafanoharantsoa sj (Madagascar) è il coordinatore nazionale della pastorale dei cattolici malgasci in Italia. Il card. Camillo Ruini è nominato assistente ecclesiastico nazionale dell’associazione “Figli in cielo” Scuola di fede e di preghiera mentre mons. Gastone Simoni, vescovo emerito di Prato, è l’assistente ecclesiastico nazionale dell’Opera assistenza malati impediti (Oami).

Giuseppe Elia è stato confermato presidente del Movimento ecclesiale di impegno culturale (Meic). Confermato anche don Giovanni Tangorra come assistente ecclesiastico nazionale. Don Fabrizio De Toni (Concordia-Pordenone) è stato invece nominato assistente ecclesiastico centrale del settore adulti dell’Azione cattolica italiana mentre mons. Giuseppe Tonello (Roma) ricoprirà l’incarico di assistente teologico nazionale dell’Unione cattolica italiana tecnici (Ucit). Assistente ecclesiastico centrale per l’Italia della Fondazione Centesimus Annus – Pro Pontifice è stato nominato don Walter Magnoni (Milano) mentre animatore spirituale nazionale dell’Associazione “Cursillos di Cristianità in Italia” è padre Matteo Borroni (Novara). Il nuovo assistente ecclesiastico nazionale della Gioventù operaia cristiana (Gioc) è don Marco Ghiazza (Torino).
La Presidenza ha proceduto inoltre ad altre nomine. Membro del Consiglio nazionale della scuola cattolica: Rosa Cortese. Commissione nazionale valutazione film (Cnvf): Massimo Giraldi (presidente), Sergio Perugini (segretario), Eliana Ariola, Gianluca Arnone e mons. Franco Perazzolo. Assistenti pastorali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore: don Pierluigi Galli Stampino (Milano) e don Fabrizio Infusino (Locri-Gerace) per la sede di Milano; mons. Luciano Baronio (Brescia) per la sede di Piacenza; don Francesco Dell’Orco (Trani-Barletta-Bisceglie) per la sede di Roma. Infine, Michele Borghi, rappresentante di Comunione e Liberazione, è stato nominato membro del Comitato direttivo della Consulta nazionale delle aggregazioni laicali.

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