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Conclave: P. Lombardi, «Sentiamo salire emozione e attesa»

«Viviamo un momento estremamente bello e intenso, siamo giunti alla fase decisiva in questo mese che si è aperto con la rinuncia del Papa». Così padre Federico Lombardi, nel briefing di oggi, ha descritto il clima di attesa per il nuovo Papa.

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«Nei prossimi giorni e nelle prossime ore avremo il nome del suo successore», ha proseguito il portavoce vaticano: «Sentiamo salire l'emozione, l'attesa, e lo vediamo, lo viviamo in piazza san Pietro». «Già ieri sera - ha fatto notare il portavoce vaticano - c'era moltissima gente, più di quanta io stesso mi aspettassi. Ciò dice l'intensità dell'attesa, il clima molto sereno e gioioso, che certamente prelude ad un'esperienza bellissima», ha aggiunto padre Lombardi citando quanto è successo otto anni fa, quando la gente «veniva da tutta Roma a piedi, perché il traffico era bloccato, per assistere alla presentazione del nuovo Papa alla Loggia». In questo modo, secondo il portavoce vaticano, «si sperimenta come la città di Roma, sia i pellegrini sia i turisti, amano e vogliono bene al Papa, che accolgono da qualunque parte del mondo venga, con molta emozione e intensità».

Ieri e oggi due fumate nere, dunque tre scrutini senza nessun esito. Un processo «normale», ha commentato padre Lombardi: «Più o meno è quello che ci aspettavamo», ha aggiunto, «nessuno di noi ieri s'aspettava la fumata, infatti la gente è andata via tranquilla dalla piazza, non era delusa. Anche oggi è molto normale che la fumata sia stata nera». Del resto, ha ricordato il portavoce vaticano, solo il Conclave per Pio XII ha dato un risultato positivo al terzo scrutinio, tutti gli altri Conclave sono andati più avanti. Il fatto, dunque, che nei primi tre scrutini non si sia raggiunto il quorum dei due terzi necessari per l'elezione canonicamente valida di un Papa, ha dichiarato padre Lombardi, «non è un segno di divisione del Collegio, ma un normale procedere del processo di discernimento».

Il Papa emerito «segue con molta attenzione, molta partecipazione spirituale gli eventi di questi giorni», ha detto padre Federico Lombardi, che nel briefing di oggi ha riferito di una sua conversazione con monsignor Georg Gaenswein, prefetto della Casa pontificia e segretario personale di Benedetto XVI, presente ieri pomeriggio al Conclave fino all'«extra omnes» e che, verosimilmente, si tratterrà a Roma - dove è presente anche l'altro segretario del Papa, monsignor Alfred Xuareb - fino all'elezione del nuovo Papa. Ieri, in particolare, Benedetto XVI ha seguito la messa del mattino e l'ingresso dei cardinali nella Sistina per l'inizio del Conclave. Interpellato sulla presenza o meno del Papa emerito alla messa per l'inizio di pontificato del suo successore, padre Lombardi ha risposto: «Secondo le mie informazioni, non mi risulta che sarà presente».

Quello che si respira nella Cappella Sistina è «un clima di grande spiritualità e responsabilità». «Si parla a voce bassa, non c'è rumore di chiacchiere ad alta voce», ed è «impossibile sottrarsi all'impressione spirituale del Giudizio universale di Michelangelo». Lo ha detto padre Lombardi ai giornalisti, prendendo in prestito la testimonianza del cardinale Karl Lehmann a Radio Vaticana sullo scorso Conclave. «Chiamo a testimone Cristo Risorto che mi giudicherà», è del resto la prima frase del giuramento in latino fatto ieri dai 115 cardinali elettori, in un ambiente come quello della Sistina che «ispira grande attenzione e responsabilità». Quello delle votazioni, come ha testimoniato il cardinale Lehmann, «non è un procedimento affrettato».

Poi padre Lombardi ha offerto ai giornalisti la propria testimonianza personale di ieri pomeriggio, e del momento «molto emozionante» dell'ingresso dei cardinali nella Sistina. «Ero proprio sotto l'affresco del Perugino con la consegna delle chiavi di Gesù a san Pietro, sopra la Creazione, e il grande affresco del Giudizio universale era nel pannello conclusivo. Sentivo le voci dei cardinali, l'inflessione e l'emozione di tanti di loro nel pronunciare il giuramento». Ciò che dominava su tutto, per il portavoce vaticano, era «la consapevolezza dell'importanza del compito» loro affidato, che ha «un significato per tutta l'umanità, come esempio di grande comunione con cui la Chiesa cattolica vive un momento storico, attraverso la storia della salvezza, con grande responsabilità e intensità. Ci rendiamo conto che la storia della Chiesa avviene ogni giorno, e noi partecipiamo ad essa». L'elezione di un nuovo Papa è quindi un momento importante per la Chiesa, ma anche «per la comunità umana, attenta a punti di riferimento morale, religioso, di ispirazione per il nostro cammino», ha osservato padre Lombardi.

I 115 cardinali elettori ieri sera «hanno riposato bene, sono di buon umore e si sono recati in buona salute al Palazzo apostolico, alcuni anche a piedi», senza farsi portare dall'apposito pullmino messo a loro disposizione per gli spostamenti interni al Vaticano. Padre Federico Lombardi, rispondendo a una domanda sui pasti dei porporati ha risposto: «Non conosco il menù di Casa Santa Marta. Posso però dire che il vino di solito è previsto, ma non sono obbligati a berlo». Quanto al resto della giornata, il portavoce ha reso noto che i cardinali «hanno totale libertà di organizzare il tempo a loro disposizione, che oltre ai pasti e alla preghiera personale possono utilizzare anche per colloqui tra di loro». Non c'è «nessun limite», insomma, al rapporto tra i membri del Collegio, che possono «raccogliere le informazioni che ritengono utili per esercitare il loro discernimento» sull'elezione del nuovo Papa. Padre Lombardi ha ipotizzato che una parte del tempo la possano dedicare anche al riposo, «visto i ritmi molto intensi» di questi giorni.

Fonte: Sir
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