Vita Chiesa
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Dal n. 39 del 30 ottobre 2005

Diciamo no all'aborto, con o senza pillola

DI DON FRANCESCO SENSINI
Un noto sociologo ha espresso in una intervista un parere sulla Chiesa che mi ha fatto istintivamente reagire. Ha affermato che la Chiesa parla più di morte che di resurrezione. Una chiesa più triste che gioiosa; una chiesa che ama troppo la sofferenza e il dolore.

Ma la mia reazione è stata freddata dai titoli con cui i giornali hanno parlato della pillola abortiva dopo il caso dell'ospedale di Pontedera. «No all'aborto facile». Mi sono chiesto: se fosse difficile sarebbe meno grave?

Allora è vero che la chiesa vuole la difficoltà, la fatica, il dolore. Sono queste le strade per combattere l'aborto. Se mantengo una buona dose di dolore (= difficoltà), la donna capirà che è una cosa sbagliata, ne avrà paura e quindi non lo farà? È forse il timore dell'inferno che oggi fa riscoprire la fede? L'aborto rimane un gravissimo peccato perché è la soppressione di un essere umano innocente e che non può difendersi. Questo è ciò che la Chiesa crede e annuncia. Titolare contro l'aborto facile è cadere nella trappola del ricatto. Perché il problema si sposta sulle modalità e non sull'essenziale.

Bisogna riconoscere che esiste una cultura e conseguentemente una politica che si sta sostituendo a Dio stesso. E sta facendo questo con tutti i mezzi possibili, costruendo le proprie verità ma soprattutto deresponsabilizzando la donna.

È significativo a questo proposito ciò che le maggior parte delle donne che in America hanno praticato l'aborto chimico, ha risposto alla richiesta del perché di una tale preferenza: «More natural», è più naturale.
Andare in ospedale, incontrare il medico, sottoporsi all'intervento... sono segni di una scelta, sono gesti che implicano una volontà. Rimanere a casa, prendere una pillola, e attendere che succeda... sembra molto più naturale e quindi molto meno colpevole. Se una cosa è naturale non compromette la mia libertà: non posso farci niente.

Qui sta la gravità, la perfidia, la diabolicità della pillola abortiva. Andare forte in macchina quando si è ubriachi è forse più naturale e meno colpevole? Essere violenti quando si è drogati è più naturale e quindi meno grave? Non si sta confondendo il naturale con l' incoscienza e l'irresponsabilità?

La pillola abortiva toglie alla donna quella dimensione di ragionevolezza e di libertà che le permette ancora di comprendere la gravità dell'aborto. La chiesa non può certo obbligare a credere nella vita. Può solo ricordare che la libertà dell'uomo cresce insieme alla sua responsabilità.

Pillola abortiva, anche la Toscana era già pronta

Diciamo no all'aborto, con o senza pillola
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