Vita Chiesa
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Don Pallù, il missionario rapito in Nigeria, è rientrato a Firenze

«Cristo è risorto, e con Cristo risorto evangelizzeremo la Nigeria, l’Africa e il mondo». Con queste parole don Maurizio Pallù, il sacerdote di origini fiorentine rapito e liberato in Nigeria nei giorni scorsi, ha salutato questa mattina all'aeroporto di Peretola amici e confratelli delle comunità neocatecumenali di Scandicci, dove ha maturato la sua vocazione missionaria, venuti a salutare il suo ritorno. 

Percorsi: Firenze - Missioni - Nigeria
L'arrivo all'aeroporto di Firenze di don Pallù

Ad accoglierlo anche il sindaco Dario Nardella, che lo ha salutato privatamente. Don Maurizio, stanco per il viaggio, si è recato subito a salutare la madre novantaduenne che vive a Firenze, nella zona di Novoli. Ai suoi rapitori, ha raccontato, si rivolgeva  chiamandoli fratelli: «Siamo tutti fratelli» ha sottolineato.

Tra i presenti in aeroporto anche Padre Antonio Sergianni, missionario del Pime: «Siamo qui a celebrare un doppio miracolo – ha affermato – il ritorno di don Maurizio, e il fatto che lui, un uomo come tutti noi, di fronte alle minacce di morte non abbia provato odio per i suoi rapitori ma abbia continuato a testimoniare l'amore». 

Don Pallù, il missionario rapito in Nigeria, è rientrato a Firenze
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