Vita Chiesa
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Riflessione di Pasqua

E l’Amore arrivò ad amare anche la morte

«La Vita risorta pervase il tempo e scese nel profondo del mondo e raccolse quella sospesa di ognuno, dai Padri fino a tutti gli ultimi, gli scartati, i dimenticati.». La riflessione pasquale del vescovo di Grosseto, padre Rodolfo Cetoloni.

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Il tempo è stato sempre pieno di passione, fin dal principio. Il disagio profondo, l’uggia, in cui il diavolo mette la coda, perché sei solo creatura e vorresti essere di più, perché ti piacerebbe essere dio...

La vergogna di trovarsi scoperti, così, nudi di fronte allo sguardo di luce...

Il rimedio inutile di trovar scuse, accusando...

E poi la ferita nel confronto col fratello e l’invidia e la morte che elimina l’altro... Ti si attanaglia dentro... e devi solo scappare per il mondo, visto che non puoi più allontanarti da te stesso, dal baratro e dal tumore che ti sei seminato dentro...

E la morte entrò nel tempo... Quella di tutti, quando manca il respiro perché il fisico non ce la fa più...

Ma poi tutte quelle morti coperte di sangue e quelle che sanno di odio, mentre ad altri fanno cantare vittoria... E quelle dei deboli o dei piccoli esposti alle manìe di potenza o alla pazzia degli stermini...

O anche la morte del creato, esposto ai frutti mortali dei segreti rubati ai suoi atomi...

Il tempo, i tempi... da sempre pieni di vita e poi di morte, e sempre di nuovo... Ma dentro o sotto di esso, o infinitamente sopra o al di là, permane il suo Creatore, l’Eterno che lo ha voluto per dar spazio alla vita.

Infinite volte, attraverso i «nostri padri» o «per bocca dei profeti» si è fatto intuire, intravedere. In segni potenti come a Mosè sul Sinai o «nel soffio di un alito leggero» come ad Elia sull’Horeb, nella seduzione del cuore come a Geremia o nella luce del Tempio come ad Isaia... ma anche nel fiorire del primo mandorlo o nel perdono di un padre e nelle carezze di una madre al bimbo che allatta...

La Vita dell’Eterno è delicata e si offre esponendosi, debole.

Ma giunse il tempo dell’estrema vicinanza, dell’Incontro, quando Essa divenne carne e si espose perfino di fronte alla morte. Il tempo, con le sue trame, organizzò la «sua ora» e sembrò spuntarla. Gli scaricò addosso tutte le passioni, di tutti i tempi, il mondo del male, i suoi calcoli, le sue vendette e il morire (era l’ora delle tenebre)...

Ma la Vita era solo Amore, tutto Amore: quello del principio, quello delle alleanze, quello dell’innamoramento nel deserto, quello del perdono...  e l’Amore arrivò ad amare anche la morte! La morte lo inghiottì, ma l’Amore la fece esplodere nella risurrezione. «Dov’è o morte la tua vittoria?! dov’è o morte il tuo pungiglione?!»

La Vita risorta pervase il tempo e scese nel profondo del mondo e raccolse quella sospesa di ognuno, dai Padri fino a tutti gli ultimi, gli scartati, i dimenticati.

Essa è più vera della morte, più forte... Il tessuto del tempo rimane e scorrendo si lacera. Talvolta è così liso che la vita sembra non farcela più a tenere... Ma ora è intessuta anche dei fili d’oro della Vita eterna. Ha in sé il Dio fatto carne, morto e risorto per tutti. Egli ricuce ogni strappo,  offre sostegno a ogni briciolo di vita, le ridà forza, ricostruisce il tessuto del mondo.

Buona Pasqua di Resurrezione nel tempo, anche nel nostro!

* Vescovo di Grosseto

E l’Amore arrivò ad amare anche la morte
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