Vita Chiesa
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Estate, per le parrocchie è tempo di Grest: l’oratorio estivo dove tutto ha un senso

In molte parrocchie vengono chiamati Grest: una formula che significa «gruppo estivo». Altri la chiamano «Estate ragazzi», «oratorio estivo» o semplicemente «Centro estivo parrocchiale». Una tradizione che si è ormai consolidata anche in Toscana, dove proprio in questi giorni, con la chiusura delle scuole, è iniziata l’attività che riunisce bambini e ragazzi all’ombra del campanile.

Percorsi: Giovani - Oratori - Parrocchia
Festa degli oratori estivi a Grosseto

A Prato la tradizionale festa diocesana degli oratori, alla quale sono invitate a partecipare tutte le parrocchie coinvolte in questa bellissima esperienza, si è tenuta la mattina di mercoledì 19 giugno e ha un sapore particolare perché darà modo ai bambini e ai giovani di salutare e ringraziare monsignor Franco Agostinelli, che a settembre lascerà la guida della diocesi al suo successore, il vescovo Giovanni Nerbini. La festa si è tenuta nel parco dell’ex Ippodromo e intende coniugare sport e solidarietà: partner della Pastorale giovanile nell’organizzazione dell’evento sono infatti il Csi e la Caritas.

Per la diocesi di Fiesole, l’incontro diocesano dei Grest si è tenuto invece martedì 18 giugno alla cittadella di Loppiano, in  coincidenza con la giornata diocesana per il creato: in programma c'erano percorsi guidati, laboratori, giochi a tema e la preghiera finale con il vescovo Mario Meini.

A Firenze la tradizione più radicata è quella delle parrocchie salesiane della Sacra Famiglia e di Torregalli, ma l’oratorio estivo si svolge da molti anni anche in parrocchie di città, come San Jacopinio, o in altri centri, da Sesto a Campi Bisenzio.

Corrado Caiano, responsabile dell’oratorio Sant’Anna di Prato, ha una grande esperienza in questo ambito. L’oratorio estivo, spiega, risponde soprattutto a tre grandi obiettivi.

Perché i Grest hanno così tanto successo? E quali sono le finalità?

«Non c’è dubbio che gran parte del successo di queste iniziative è legata a un motivo molto semplice: finita la scuola, per molti genitori c’è bisogno di trovare qualcosa da fare a bambini e ragazzi. Questo significa offrire un servizio alle famiglie. Un servizio però che è prima di tutto un servizio educativo: ci si rivolge quindi a quelle famiglie che vogliono investire sull’educazione dei ragazzi sfruttando un momento, l’inizio dell’estate, che rappresenta un’occasione preziosa. Bambini e ragazzi trascorrono, in questi giorni, moltissime ore con noi: l’importante è che tutto quello che proponiamo loro abbia un senso. Il gioco, il canto, la riflessione... Niente è per caso, tutto è preparato con cura».

Diventa fondamentale, per questo, il ruolo degli animatori...

«Questo è l’altro grande obiettivo dell’oratorio estivo: formare gli animatori. Qualche tempo fa un prete mi diceva che mentre anni fa si cercavano gli animatori per stare dietro ai bambini, oggi si cercano i bambini per dare qualcosa da fare agli animatori. Sono ragazzi che hanno tempo libero, adolescenti o giovani, ai quali viene proposto di farsi coinvolgere in un cammino che dura tutto l’anno. Tramite questo servizio, offriamo anche a loro la possibilità di riempire la loro vita con qualcosa di bello. Quello che gli chiediamo è di donarci l’entusiasmo della loro gioventù».

Con le famiglie che rapporto si crea?

«Possiamo dire che questo è il terzo grande obiettivo: intercettare i genitori, coinvolgerli. È importante proporre qualche momento con loro, magari la sera. Per molte famiglie, può essere l’occasione per scoprire davvero cosa è la parrocchia, e magari per iniziare un percorso che prosegue anche oltre l’estate».

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