Vita Chiesa
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FAMILY 2012: CARD. BAGNASCO SU INVERNO DEMOGRAFICO, «IL PROBLEMA È CULTURALE»

Parole chiave: famiglia (461), family 2012 (50), angelo bagnasco (206), ccee (166), ass (391)

«La ragione del calo delle nascite non è soltanto di tipo politico-economico. Nasce anche da una povertà culturale e morale, che ha di molto preceduto l'attuale crisi economico-finanziaria che attanaglia l'Europa». Lo ha dichiarato il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, presidente della Cei e vicepresidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), presentando oggi il volume «I vescovi europei su demografia e famiglie in Europa» nell'ambito del VII Incontro mondiale delle famiglie. «Su questo decremento demografico - ha spiegato il card. Bagnasco - ha sicuramente un influsso il tipo di politiche familiari che i diversi Paesi stabiliscano, ma anche il clima culturale diffuso, che tende a relativizzare valori e istituzioni, e che incide non poco sui comportamenti personali e sociali». Quello dell'«inverno demografico» è da tempo tra le priorità del Ccee che vi ha dedicato la 40° assemblea plenaria svoltasi a Zagabria nell'ottobre 2010. Il volume raccoglie il dibattito dell'assemblea, corredato dai risultati di un'inchiesta realizzata per quell'incontro. Quella della Chiesa per la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, ha proseguito il cardinale, «è un'attenzione che nasce dalla consapevolezza del valore di questa ineguagliabile e spesso maltrattata struttura antropologica, l'unica che ci consenta di proiettarci nel futuro».
Per capire la portata del calo della natalità è sufficiente un dato presentato dal professor Giancarlo Blangiardo, curatore della ricerca insieme con Simona Marina Mirabelli: «Nella stragrande maggioranza dei Paesi Ocse il numero di figli per donna è inferiore a due, ovvero inferiore alla soglia che garantisce il ricambio tra generazioni. Negli anni ‘70 erano quasi tutti al di sopra». Guardando all'attenzione che i diversi Paesi europei dimostrano nei confronti di queste tematiche, il ricercatore ha evidenziato una realtà «abbastanza diversificata». «È però un dato assodato - ha proseguito Blangiardo - che nei Paesi in cui vi sono maggiori risorse pubbliche destinate al welfare e a politiche specifiche il livello di preoccupazione sia più basso». «La ricetta - ha concluso il card. Bagnasco - non può essere quella che ci ha portato a un presente difficile: non è con più consumo e meno figli che risistemeremo l'economia, quanto con una revisione radicale delle priorità. Pertanto, è necessario che i cattolici sappiano valutare con senso critico la cultura dominante che ha messo in discussione valori come la vita umana, la persona nella sua struttura oggettiva, la libertà come responsabilità morale, la fedeltà, l'amore e la famiglia». «L'evoluzione della popolazione del continente - ha concluso il vicepresidente del Ccee - è strettamente legata alla questione della famiglia». (Sir)

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