Vita Chiesa
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FIRENZE, CARD. ANTONELLI: SI' AL DIALOGO MA I LAICI ASCOLTINO ANCHE LE VOCI DELLA CHIESA

“Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e la stessa Cei hanno ribadito la necessità di mettere Cristo al centro. Il cristianesimo non è un'idea e la Chiesa non parla solamente di etica: il cristianesimo è anzitutto una persona, è Cristo stesso. Lo dico anche nelle mie lettere pastorali. Ma c'è la trappola dei media: se parli per tre quarti di Cristo e per tre righe di etica, magari con implicazioni politiche, passano solo le tre righe. Quello che interessa di più a me, ai giornalisti interessa molto poco”. Per questo i laici devono ascoltare anche le voci della Chiesa, “non leggere solo certi giornali o ascoltare solo alcuni teologi: devono leggere tutti i giornali, anche quelli cattolici, e ascoltare le voci del Papa e dei vescovi, non solo dell'uno o dell'altro teologo”. È l'invito rivolto dall'arcivescovo di Firenze, cardinale Ennio Antonelli, ai firmatari di una lettera alla Chiesa fiorentina in cui si chiedeva “una ripresa di dialogo e confronto all'interno della comunità ecclesiale su temi e avvenimenti eticamente sensibili”. Un dialogo che Antonelli ha accettato. La sera di giovedì 24 maggio, dopo aver ascoltato, per quasi due ore gli interventi di alcuni dei promotori della “Lettera alla Chiesa di Firenze” e di molti altri fedeli intervenuti, ha risposto citando testi biblici o leggendo passi dei documenti del Concilio Vaticano II, “che va conosciuto nei suoi documenti integrali e non dai discorsi di chi scrive o parla del Concilio”, ha aggiunto rispondendo alle critiche di quanti vedono nella Chiesa attuale un allontanamento dallo spirito conciliare.

Dico, omosessualità, mancanza di dialogo tra laici e gerarchia, ma anche il caso Welby con il no ai funerali in chiesa, aborto. Questi i temi proposti nei vari interventi al centro Spazio Reale della parrocchia di San Donnino, alle porte di Firenze, dove c'erano circa 200 persone. Temi sui quali il cardinale è intervenuto ricordando il magistero della Chiesa “che accetta ed è sempre pronta al dialogo” senza, però, correre il rischio di arrivare “ad una dittatura della maggioranza”. L'ascolto, che deve essere “reciproco”, non può prescindere dal magistero ecclesiale e dal fatto “che Cristo è sempre lo stesso, oggi come nei secoli passati”, mentre “lo Spirito ha accompagnato la Chiesa anche prima del Concilio” suscitando, tra i diversi carismi, quelli dei successori degli Apostoli. E se Gesù “ha obbedito” al Padre, i fedeli non possono esimersi almeno dal provarci. Antonelli ha quindi ricordato che la Samaritana, la donna dai cinque mariti citata nel dibattito, viene perdonata, ma Cristo le dice anche “Va e non peccare più”. Il peccato di oggi, invece, non è tanto il non vivere, ad esempio, la castità, ma proprio “il non riconoscersi peccatori, lo stabilire da sé cos'è bene e cos'è male”.

“Come disse un volta Giovanni Paolo II in Africa – ha aggiunto Antonelli – non si tratta di ‘abbassare' la montagna, quanto di accompagnare le persone a salirla, ognuno con il proprio passo: ma il passo che tutti possono fare è riconoscersi peccatori, chiedere la grazia di Dio, e intanto fare il bene che si è capaci di fare. La Chiesa deve essere aperta a tutti, anche a divorziati e omosessuali, ma l'eucarestia non possono riceverla tutti e misericordia è anche l'indicare la verità senza sconti per nessuno”. Ed ha concluso: “Siete stati franchi con me e io sono stato franco con voi. Ci vorrà molto tempo prima che ci capiamo reciprocamente, ma spero di compiere altri passi assieme”. (Marco Lapi)

Antonelli: «Cattolici, ascoltate la Chiesa»

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