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Festival della Dottrina sociale: card. Tagle, la quarta rivoluzione industriale chiede risposte

«La Chiesa è rinnovata nella sua identità quando testimonia il regno di Dio nel dialogo con le culture, le religioni e i poveri nel mondo». Lo ha detto il card. Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila e presidente di Caritas Internazionalis, intervenendo sul tema «Fedeltà è cambiamento», ieri sera in apertura della settima edizione del festival della Dottrina sociale della Chiesa, a Verona.

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«Il cambiamento riguarda anche la Chiesa, il suo è rinnovamento, conversione, non un cambio per cercare di produrre qualcosa che prima non esisteva». Una «Chiesa rinnovata», ha spiegato il porporato, «prende sul serio la sua porta». Perché «attraverso di essa la grazia della fede cristiana, del culto e del servizio si diffondono nel mondo. Ma attraverso la porta il mistero della presenza dello Spirito nel mondo viene portato nella Chiesa, specialmente dai fedeli». Il cardinale ha parlato del «potere dei feriti e degli ultimi nell’offrire la buona novella di comunione e inclusione». E lo ha fatto, nel corso del suo intervento, durato quasi un’ora, raccontando esperienze personali vissute con i poveri, come quella del venditore di biscotti che lo ha riconosciuto e ha voluto donarglieli o del giovane, lontano da suo padre, conosciuto in un campo-scuola che ha conservato per un anno la maglietta firmata dal cardinale. «Era così – mi ha spiegato quel ragazzo – che si sentiva parte della Chiesa che è la sua famiglia e vedeva me come padre».

Bisogna «affrontare la quarta rivoluzione industriale, caratterizzata dalla presenza ovunque di internet, di sensori più piccoli e più potenti, da intelligenza artificiale e machine learning, mobilitando cuori, pensieri e anime», ha poi affermato il presidente di Caritas Internazionalis. Durante il suo intervento, in cui ha citato in più momenti le parole di Papa Francesco, il porporato ha analizzato le ricadute della nuova rivoluzione industriale sul lavoro, sulle aspettative dei consumatori, sui governi, sull’insicurezza, sulle diseguaglianze sociali e sulla comunità. «Gli esperti non parlano di cambiamento ma di rottura», ha sottolineato. Da qui la necessità, segnalata dal cardinale, di «risvegliare tre tipi di intelligenza per rispondere a questi cambiamenti: l’intelligenza contestuale, cioè sviluppare la capacità di capire i contesti, agilità intellettuale e sociale per maturare interessi e opinioni; l’intelligenza emozionale, secondo cui mente e cuore devono incontrarsi e non lottare l’una contro l’altra; l’intelligenza ispirata, cioè l’ispirazione nella ricerca dell’anima e dello scopo – ha concluso -. L’anima dovrebbe ispirare fiducia per raggiungere obiettivi comuni e non personali».

Fonte: Sir
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