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GIORNATA MONDIALE DEL TURISMO: IL PAPA, NO A DIVARIO NORD-SUD

"Il dramma della povertà è una delle maggiori sfide attuali", di fronte a cui non si può rimanere "indifferenti" o "chiudersi n una sorta di ‘isola felice'". E' quanto scrive oggi il Papa, nel messaggio per la Giornata mondiale del turismo, che si celebrerà il 27 settembre sul tema "Il turismo: elemento propulsore di lotta contro la povertà, per la creazione di impieghi e per l'armonia sociale". Le "sacche di povertà esistenti in ogni continente", per Giovanni Paolo II, evidenziano il "divario" fra i Paesi ricchi e i Paesi poveri che "si va aggravando, nonostante si disponga dei mezzi necessari per porvi rimedio, avendo l'umanità raggiunto uno sviluppo scientifico e tecnologico straordinario". "Ricercare non il bene di una cerchia privilegiata di pochi, ma il miglioramento delle condizioni di vita di tutti": questo il monito del Pontefice, secondo il quale "non è possibile rimanere indifferenti e inerti dinanzi alla povertà e al sottosviluppo. Non ci si può rinchiudere nei propri interessi egoistici, abbandonando innumerevoli fratelli e sorelle nella miseria, e, cosa ancor più grave, lasciando che molti di loro vadano incontro a una morte inesorabile". Di qui l'invito del Papa a "trovare adeguate soluzioni di carattere economico, finanziario, tecnico e politico" per "porre fine a questa piaga sociale e morale".

Anche il turismo "può svolgere un ruolo rilevante nella lotta alla povertà, sia dal punto di vista economico, che sociale e culturale", scrive Giovanni Paolo II nel suo messaggio per la Giornata mondiale del turismo, in cui auspica che "l'attività turistica sia sempre più uno strumento efficace per la riduzione della povertà, per la promozione della crescita personale e sociale degli individui e dei popoli, per il consolidarsi della partecipazione e della cooperazione tra le nazioni, le culture e le religioni". Il Papa "detta", inoltre, vere e proprie "istruzioni" per un turismo responsabile. "Nei Paesi in via di sviluppo", in particolare, "il visitatore e il turista difficilmente possono evitare di venire a contatto con realtà dolorose di povertà e di fame". In questo caso, per il Santo Padre "bisogna non solo resistere alla tentazione di chiudersi in una sorta di ‘isola felice' estraniandosi dal contesto sociale, ma, ancor più, si deve evitare di approfittare della propria posizione di privilegio per sfruttare i ‘bisogni' della gente del luogo". Giovanni Paolo II esorta, dunque, ad impegnarsi "perché non avvenga mai che il benessere di pochi privilegiati sia conseguito a scapito della qualità di vita di molti altri" e a fare del turismo un'occasione di "dialogo fra persone di uguale dignità", attraverso una "nuova fantasia della carità" che ci renda "solidali con chi soffre".
Sir

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