Vita Chiesa
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Giornata persone disabili: messaggio del Pontificio Consiglio operatori sociali

Messaggio del presidente del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari mons. Zygmunt Zimowski presentato questa mattina nell'Aula San Pio X durante l'incontro organizzato dalla Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa) per celebrare la Giornata internazionale dei diritti dei disabili.

Percorsi: Disabilità - Santa Sede
Parole chiave: handicap (36)

In occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità che si celebra oggi, «la Chiesa intende esprimere la propria vicinanza a coloro che sono provati da diverse forme di limitazione, fisica o psichica. In tale modo essa afferma il valore proprio della fede, che abbraccia e dà senso ad ogni situazione della vita umana, e si fa altresì custode del bene che può apportare all'intera comunità la persona, anche con disabilità, che vive la sua sofferenza in Cristo e per amore di Cristo». È quanto si legge nel messaggio del presidente del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari, mons. Zygmunt Zimowski, presentato questa mattina nell'Aula San Pio X durante l'incontro organizzato dalla Simfer (Società italiana di medicina fisica e riabilitativa) per celebrare l'odierna Giornata. «Di fronte alle diverse patologie legate alla disabilità è sempre utile sensibilizzare l'opinione pubblica ai concetti di dignità, di diritti e di benessere di questi nostri fratelli e sorelle - ha detto mons. Zimowski -, accrescendo la consapevolezza dei benefici che possono derivare dalla loro integrazione nei vari aspetti della vita sociale».

Per il presidente del Pontificio Consiglio, il «mondo dei diritti non può essere appannaggio di pochi, dei forti e dei vincenti»: «Ne consegue che anche la persona con disabilità dovrà essere facilitata a partecipare, per quanto le è possibile, alla vita della società civile e dei credenti, ed essere aiutata ad attuare tutte le sue potenzialità di ordine fisico, psichico, spirituale. In tale modo la comunità civile ad ogni livello - locale, nazionale ed internazionale - e la stessa comunità cristiana - impegnata da parte sua a farsi sempre più ‘casa accogliente' - potranno attestare concretamente che la persona con disabilità ha la stessa dignità di tutti gli altri, per cui riconoscendo e promuovendo la sua dignità e i suoi diritti, vengono riconosciuti e promossi la dignità e i diritti di ciascuno». «Al di là di qualsiasi altra considerazione o interesse particolare o di gruppo, e rifuggendo qualsiasi atteggiamento paternalista e assistenzialismo pietistico - ha concluso mons. Zimowski -, è pertanto indispensabile cercare di promuovere il bene integrale delle persone con disabilità, assicurando loro il necessario sostegno e la necessaria protezione, anche se ciò può comportare un maggiore carico finanziario e sociale».

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