Vita Chiesa

IRLANDA: VESCOVI, MONS. MURRAY «HA FATTO LA COSA GIUSTA» DIMETTENDOSI

“Comprendo e rispetto la decisione presa dal vescovo Murray di dimettersi da vescovo di Limerick”. “Come ha detto il vescovo Murray nel suo comunicato, le vittime di abuso sopravvissute devono avere il primo posto nei nostri pensieri e preghiere”. Così il card. Sean Brady, presidente della Conferenza episcopale irlandese, ha accolto le dimissione annunciate ieri dallo stesso vescovo Donal Murray, coinvolto per negligenza nel Rapporto Murphy sugli abusi commessi da sacerdoti e religiosi dell’arcidiocesi di Dublino e reso pubblico lo scorso 26 novembre. Le parole del cardinale – affidate ad un comunicato – si rivolgono di nuovo a tutti coloro che “sono stati abusati da bambini dai sacerdoti”, che “sono stati traditi e si sentono offesi dalla mancata risposta da parte della leadership della Chiesa”. E promette: “La loro sofferenza deve avere sempre la considerazione primaria in ogni valutazione degli errori del passato, come Chiesa e come individui”. Sulle dimissioni del vescovo Murray, ha preso la parola anche l’arcivescovo di Dublino, mons. Diarmuid Martin. “Credo – ha detto l’arcivescovo – che il vescovo Donal Murray fatto la cosa giusta, per la sua diocesi e per tutta la Chiesa irlandese”. Ed aggiunge: “Ci sono stati gravi difficoltà a livello di gestione di struttura e comunicazione nella arcidiocesi di Dublino”.“Il Rapporto Murphy indica che sono state prese decisioni che hanno portato altri bambini ad essere abusati. Per questo motivo devono essere assunte le responsabilità e si rende necessaria una radicale riforma nell’Arcidiocesi, non solo nel settore della protezione dell’infanzia”. L’arcivescovo si dice “soddisfatto” dell’attuale situazione nell’ambito di questa protezione ma aggiunge: ciò “richiede anche un impegno continuo”. L’arcivescovo poi fa sapere di stare lavorando sulle responsabilità emerse dal Rapporto. “Sto incontrando e incontrerò – ha detto – coloro che in questa diocesi sono stati citati nella relazione”. Il lavoro dell’arcivescovo ora è quello di verificare il modo in cui “questa arcidiocesi ha gestito” la questione e “sui cambiamenti che voglio e che considero vitali. Questo è senza dubbio un periodo di profonda crisi in questa Arcidiocesi. I sacerdoti e la gente di questa diocesi vedere che non ci può essere nessuna guarigione senza un cambiamento radicale. Insieme a molti altri, mi impegno a questo cambiamento”.Sir