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Il Papa invoca la pace

Le «guerre e i conflitti armati che devastano intere regioni del globo», la «piaga del terrrorismo» e «le molte forme di violenza che straziano persone deboli e inermi» sono i «grandi mali che lacerano l'umanità» e per i quali il Papa, nel suo ventiseiesimo Natale, ha invocato l'aiuto di Dio. Un nuovo vibrante appello alla pace lo ha lanciato Giovanni Paolo II nel messaggio Urbi et orbi (alla città e al mondo) pronunciato nel giorno di Natale dal sagrato di piazza san Pietro. Dopo aver ricordato che oggi la Chiesa rinnova la «gioia immutata» della nascita di Cristo, il Papa ha commentato: «Un'onda di tenerezza e di speranza ci riempie l'animo, insieme a un prepotente bisogno di intimità e di pace». «Con la nascita di Gesù - ha aggiunto - rifiorisce l'albero della vita nel deserto dell'umanità».

Terra Santa, Natale dietro al «muro»

Il Natale della Parola

Messaggio per la Giornata mondiale della pace 2004

Il Papa invoca la pace

Le «guerre e i conflitti armati che devastano intere regioni del globo», la «piaga del terrrorismo» e «le molte forme di violenza che straziano persone deboli e inermi» sono i «grandi mali che lacerano l'umanità» e per i quali il Papa, nel suo ventiseiesimo Natale, ha invocato l'aiuto di Dio. Un nuovo vibrante appello alla pace lo ha lanciato Giovanni Paolo II nel messaggio Urbi et orbi (alla città e al mondo) pronunciato nel giorno di Natale dal sagrato di piazza san Pietro. Dopo aver ricordato che oggi la Chiesa rinnova la «gioia immutata» della nascita di Cristo, il Papa ha commentato: «Un'onda di tenerezza e di speranza ci riempie l'animo, insieme a un prepotente bisogno di intimità e di pace». «Con la nascita di Gesù - ha aggiunto - rifiorisce l'albero della vita nel deserto dell'umanità».

Il Pontefice ha invitato a non scoraggiarsi di fronte ai mali che affliggono l'umanità di oggi, ma a impegnarsi con coraggio per la pace, che è possibile e doverosa. E ha chiesto soprattutto pace per la Terra santa. «Salvaci dallo scoraggiamento nell'affrontare i cammini della pace, difficili sì, ma possibili e perciò doverosi; cammini urgenti sempre e ovunque, soprattutto nella Terra dove sei nato tu», ha detto nel messaggio Urbi et orbi diventato invocazione e preghiera.

Ecco il testo integrale del messaggio Urbi et Orbi»
1. Descendit de caelis Salvator mundi. Gaudeamus!
E' disceso dal cielo il Salvatore del mondo. Rallegriamoci!
Quest'annuncio, pervaso di gaudio profondo,
è risuonato nella notte di Betlemme.
Quest'oggi lo rinnova la Chiesa con gioia immutata:
è nato per noi il Salvatore!
Un'onda di tenerezza e di speranza ci riempie l'animo,
insieme a un prepotente bisogno di intimità e di pace.
Nel presepe contempliamo Colui
che si è spogliato della gloria divina
per farsi povero, spinto dall'amore per l'uomo.
Accanto al presepe l'albero di Natale,
con lo sfolgorìo delle sue luci,
ci ricorda che con la nascita di Gesù
rifiorisce l'albero della vita nel deserto dell'umanità.
Il presepe e l'albero: simboli preziosi,
che tramandano nel tempo il senso vero del Natale!
2. Risuona nel cielo l'annuncio degli angeli:
"Vi è nato nella città di Davide
un salvatore, che è Cristo Signore" (Lc 2, 11).
Quale stupore!
Nascendo a Betlemme, l'eterno Figlio di Dio
è entrato nella storia di ogni persona
che vive sulla faccia della terra.
Ormai è presente nel mondo
come unico Salvatore dell'umanità.
Per questo noi lo preghiamo:
Salvator mundi, salva nos!
3. Salvaci dai grandi mali che lacerano l'umanità
in questi inizi del terzo millennio.
Salvaci dalle guerre e dai conflitti armati
che devastano intere regioni del globo,
dalla piaga del terrorismo
e dalle molte forme di violenza
che straziano persone deboli ed inermi.
Salvaci dallo scoraggiamento
nell'affrontare i cammini della pace,
difficili sì, ma possibili e perciò doverosi;
cammini urgenti sempre e dovunque,
soprattutto nella Terra dove sei nato Tu,
Principe della Pace.
4. E tu, Maria, Vergine dell'attesa e del compimento,
che custodisci il segreto del Natale,
rendici capaci di riconoscere nel Bambino,
che stringi fra le braccia, il Salvatore annunciato,
che reca a tutti la speranza e la pace.
Insieme a te lo adoriamo e fiduciosi diciamo:
abbiamo bisogno di Te, Redentore dell'uomo,
che conosci le attese e le ansie del nostro cuore.
Vieni e resta con noi, Signore!
La gioia del tuo Natale giunga
fino agli estremi confini dell'universo!
Negli auguri ai fedeli accorsi in piazza San Pietro, Il Papa ha detto in lingia italiana:

Buon Natale ai romani e agli abitanti dell'intera Nazione italiana!
Questo giorno di festa rechi serenità e gioia nelle famiglie, nelle comunità e in ogni ambiente sociale. Il Bambino Gesù renda più salda la speranza e sempre più generoso l'impegno di tutti perché, attingendo al patrimonio di valori con cui il cristianesimo ha arricchito il costume e la cultura del popolo italiano, si costruisca insieme l'Italia del terzo millennio. Buon Natale!

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