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Il messaggio conclusivo: L'Eucarestia pane vivo per la pace del mondo

“L'Eucaristia: pane vivo per la pace del mondo” è il titolo del “messaggio” finale che il Sinodo dei Vescovi sull'Eucaristia ha approvato venerdì 21 ottobre, nel corso della XX Congregazione generale e che è stato diffuso dalla Sala stampa vaticana sabato 22 ottobre.

Il documento, di 17 pagine e 26 paragrafi, tradotto in cinque lingue (la versione originale è in francese), è frutto del lavoro di un'apposita commissione, presieduta dal Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Arcivescovo di Quebec City (Canada), che era stata in parte eletta (8 membri) e in parte nominata dal papa (4 membri) nei primi giorni del Sinodo.

Il testo inizia con un saluto ai vari stati di vita e ministeri della Chiesa, spiegando che il messaggio cerca in primo luogo di promuovere la pastorale eucaristica nella Chiesa stessa.

Nel testo vengono ringraziati i “fratelli delle Chiese orientali” per la loro partecipazione e si auspica che “venga il giorno della piena unità visibile della Chiesa”.

I Vescovi esprimono il proprio ringraziamento a Giovanni Paolo II, che ha avuto l'idea di questo Sinodo e lo ha preparato con l'Anno dell'Eucaristia, e a Benedetto XVI, che ha seguito la sua preparazione e il suo sviluppo.

Monsignor Giorgio Constantini, portavoce durante il Sinodo per i giornalisti di lingua italiana, ha spiegato che il documento ricorda le “sofferenze del mondo, come la fame, la povertà e le ingiustizie, i disastri naturali, le guerre, le situazioni difficili in Africa e Medio Oriente”.

I Padri sinodali denunciano anche l'indifferenza religiosa dell'Occidente e si appellano ai capi delle Nazioni perché abbiano a cuore la dignità dei singoli individui, ne difendano la vita fin dal concepimento e ne promuovano il progresso umano e sociale.

Il messaggio registra le consolazioni attuali per la vita della Chiesa: rinnovata presa di coscienza della Messa domenicale, aumento delle vocazioni di sacerdoti e religiosi in molte zone del mondo, presenza di molti giovani formati alla fede, grazie anche all'opera delle Giornate Mondiali della Gioventù.

Si parla poi degli abusi e si lancia un avvertimento, riferito da monsignor Constantini: “nessuno si consideri padrone della liturgia della Chiesa”, ma piuttosto Vescovi e sacerdoti, per primi, si adoperino per riportare al centro della pratica di fede il Sacramento della Riconciliazione.

Il Sinodo chiede ai fedeli coerenza pubblica con ciò che professano per fede e di promuovere più attivamente la pastorale per le vocazioni sacerdotali, perché dove c'è scarsità di presbiteri si mette a rischio la celebrazione dell'Eucaristia.

Il documento riafferma anche l'impossibilità di accesso alla comunione sacramentale per i divorziati risposati, argomento che ha suscitato un interesse particolare dei mezzi di comunicazione.

Durante la discussione di questo venerdì sul messaggio, vari Vescovi hanno contribuito affinché la redazione manifestasse come la Chiesa riconosca pienamente le loro sofferenze e frustrazioni interiori.

I Padri sinodali, pur non potendo condividere la scelta di tali coppie, le invitano a non sentirsi escluse dalla vita della Chiesa e a partecipare alla Messa domenicale e all'ascolto della Parola di Dio.

I Padri del Sinodo si rivolgono poi alle famiglie in generale, consapevoli delle fragilità e incertezze che minano attualmente l'istituzione familiare, e le incoraggiano a conservare l'abitudine di partecipare insieme all'Eucaristia domenicale.

Il Messaggio si conclude con due immagini: quella dei martiri cristiani del IV secolo di Abitene, in Nord Africa – ai quali si deve la celebre frase “Senza la domenica non possiamo vivere” – e quella dei discepoli di Emmaus. (Fonte: Agenzia Zenit )

Messaggio del Sinodo dei vescovi sull'Eucarestia

Il messaggio conclusivo: L'Eucarestia pane vivo per la pace del mondo
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