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Il vescovo Giusti a Livorno: «Conosciamoci e amiamoci»

Monsignor Simone Giusti (nella foto) è il sedicesimo vescovo di Livorno. Nato a Cascine di Buti 52 anni fa, ordinato sacerdote a Pisa nel 1983 e consacrato vescovo lo scorso 10 novembre, il nuovo pastore della Chiesa livornese fa il suo ingresso in Diocesi questa domenica, la prima di Avvento, in una città già adorna dei colori del Natale. Livorno attende con fermento l'arrivo del nuovo vescovo.
DI CHIARA DOMENICI

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Il vescovo Giusti a Livorno: «Conosciamoci e amiamoci»

di Chiara Domenici

Monsignor Simone Giusti (nella foto) è il sedicesimo vescovo di Livorno. Nato a Cascine di Buti 52 anni fa, ordinato sacerdote a Pisa nel 1983 e consacrato vescovo lo scorso 10 novembre, il nuovo pastore della Chiesa livornese fa il suo ingresso in Diocesi questa domenica, la prima di Avvento, in una città già adorna dei colori del Natale.

Numerosi sono gli interessi del Vescovo Simone: laureato in architettura, ha progettato alcuni edifici sacri e due chiese: la Regina Pacis di Fornacette (PI) e la Sacra Famiglia di Cecina (LI), in fase di ultimazione; è stato assistente nazionale dell'Azione Cattolica ragazzi, dal 1987 al 1995; ha diretto il Centro Pastorale per l'evangelizzazione e la catechesi della diocesi di Pisa e dal 1995 ad oggi ha guidato la parrocchia di Cascine di Buti. Attualmente è anche direttore della Commissione regionale della Conferenza episcopale Toscana per la dottrina della fede e la catechesi, e membro della Consulta dell'ufficio catechistico nazionale ed in questo ambito è autore anche di molti testi, pubblicati soprattutto per le edizioni Paoline.

Livorno attende con fermento l'arrivo del nuovo vescovo. E anche se il proverbiale campanilismo che vede Pisa e Livorno contrapposte ha dato adito a spiritose battute, la Chiesa livornese ha già fatto giungere a monsignor Giusti tante dimostrazioni di affetto, attraverso la partecipazione numerosa alla sua consacrazione a Pisa e moltissimi messaggi di saluto e di benvenuto.

Anche il vescovo Simone ha già rivolto alla sua Chiesa pensieri di amicizia e tenerezza paterna: «conosciamoci ed amiamoci - ha detto nel saluto al termine dell'ordinazione episcopale, ai livornesi presenti nel duomo di Pisa - Prima di ogni programma, prima di ogni iniziativa, occorre la comunione, ovvero Dio grandemente presente e possente nei nostri cuori, altrimenti siamo soltanto giocolieri dello spirito, ci agitiamo tanto, ma per muovere soltanto l'aria. Se rimarremo nella comunione allora tutto sarà possibile. Nella Imitazione di Cristo leggiamo: “Chi ama vola, corre, giubila, è libero e nulla può trattenerlo...Spesso l'amore non sente peso, non cura fatica, vorrebbe fare più di quello che può; non adduce a pretesto l'impossibilità, perché si crede lecito e possibile tutto…” Sia questa la nostra avventura, l'avventura della fede».

E dell'amore monsignor Giusti è tornato a parlare anche nel messaggio rivolto alla Chiesa di Livorno attraverso le pagine de La Settimana, l'inserto labronico di Toscana oggi: «Vorrei rivolgermi personalmente a ciascuno di voi… per dirvi che il mio obiettivo sarà quello di farvi incontrare Gesù. Egli è serenamente vicino a ciascuno di voi. È al vostro fianco, ma non in maniera invadente, anzi discreta. È affascinante la sua compagnia, illumina la mente e riempie di dolcezza il cuore….Non obbliga mai a nulla, ma propone e si propone.
Solo la sua proposta è sempre talmente affascinante che il cuore ne viene attratto come l'orecchio verso la musica e gli occhi verso la luce». Abituatevi a vedere con gli occhi di Dio - consiglia monsignor Giusti ai livornesi - con essi anche la sofferenza è utile e la morte in Dio di una persona carissima, diviene nuova e indicibile presenza, compagnia, tenerezza.

E conclude: «Carissimi, vengo per condividere con voi tutti ciò che vivo: la quotidianità dell'incontro con il Signore. Mi adopererò in ogni modo per insegnarvi ad accorgervi di Lui e a riconoscerlo affinché la vostra vita sia piena. Con l'Amore tutto è possibile».

Accoglienza in piazza, corteo e poi la Messa in Duomo
Quella che si troverà a guidare monsignor Giusti è una diocesi di medio-piccola grandezza: 220 mila abitanti, di cui 165 mila concentrati nella città di Livorno; 46 parrocchie suddivise in 6 vicariati; 69 sacerdoti di cui 42 incardinati in Diocesi, 5 italiani ma non incardinati a Livorno e 22 preti stranieri provenienti dall'Africa, dalla Polonia, dall'Argentina, dalla Romania; 25 diaconi e 2 seminaristi. La Chiesa livornese attende un vescovo dal 2 dicembre scorso, data in cui monsignor Diego Coletti comunicò la sua nomina a vescovo di Como. In questi mesi a guidare il popolo di Dio è stato monsignor Paolo Razzauti, vicario generale nell'episcopato di monsignor Coletti.

L'ingresso di monsignor Giusti è fissato per il 2 dicembre, prima domenica di Avvento: alle 15 incontrerà il sindaco di Collesalvetti e la comunità di Stagno, primo Comune e prima parrocchia del territorio diocesano di Livorno, al confine con la diocesi di Pisa da cui proviene; alle 15,30 in piazza della Repubblica incontrerà le autorità di Livorno e provincia e percorrendo la via Grande, accompagnato dai figuranti della «Livornina», si recherà al duomo, dove presiederà la celebrazione eucaristica di presa di possesso della Diocesi.

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