Vita Chiesa
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Dal n. 35 del 2 ottobre 2005

La domenica dei bambini

Una coloratissima iniziativa delle Dehoniane di Bologna editoriale aiuterà i più piccoli
a vivere e capire meglio l'Eucarestia. Lo scopo non è intrattenerli durante la liturgia per evitare che «disturbino», ma fornire loro uno strumento di comprensione adeguato. Il primo foglietto è stato realizzato per essere utilizzato il 27 novembre, prima domenica di Avvento. Su questa iniziativa abbiamo raccolto l'opinione di mons. Mario Meini, vescovo della diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello.
DI LORELLA PELLIS

La domenica dei bambini

di Lorella Pellis
Cari bambini, oggi inizia l'Avvento, il periodo in cui ci si prepara alla festa per la nascita di Gesù. Per attendere con gioia il Signore che viene potremmo prendere una candela, accenderla ogni giorno, e dire una preghiera insieme alla nostra famiglia.

L'idea è venuta a don Guido, il sacerdote che sta diventando amico di tutti i bambini. Ma don Guido chi? – vi starete chiedendo –. Il paffuto e simpatico «reverendo» è uno dei protagonisti de «La domenica dei bambini», i nuovi foglietti della Messa interamente dedicati ai più piccoli e realizzati dalle Edizioni Dehoniane di Bologna. La coloratissima iniziativa editoriale è curata da Mara Scarpa, responsabile Edb junior. Il primo foglietto è stato realizzato per essere utilizzato il 27 novembre, prima domenica di Avvento. Sarà quella l'occasione per far conoscenza con don Guido e con gli altri personaggi disegnati dall'illustratore Paolo Moisello.

«I bimbi – spiega Mara Scarpa, esperta di teologia e Sacra scrittura – fanno fatica a stare a Messa, la Liturgia della Parola rischia di essere loro estranea. Molto spesso succede perché non sono accompagnati a gustare la celebrazione liturgica. Bisogna, invece, coinvolgerli, non solo intrattenerli per evitare che “disturbino”». Per questo l'obiettivo di questi foglietti è «aiutare i bambini a seguire la Messa e trasmettere la Liturgia della Parola che unisce catechesi, cioè conoscenza del mistero cristiano, e comunione con Cristo».

«La domenica dei bambini», con i testi illustrati delle letture e il ritornello del salmo, si rivolge sia a coloro che sanno leggere (il testo è in caratteri maiuscoli), sia a quelli che ancora non ne sono capaci (il testo è spiegato attraverso l'immagine).

I foglietti sono centrati sulle tre letture della Messa (precisamente le due letture e il Vangelo) e ricalcano nello schema il «quartino» tipico dei fogli che siamo abituati a vedere sui banchi delle nostre chiese. Sulle prime tre facciate sono riportate le tre letture, una per pagina, con il testo in maiuscolo e suddiviso in piccoli brani, ritmati dagli «a capo» che ne semplificano la lettura.

Ma la vera novità sono le immagini perché ogni brano della lettura è rappresentato da un disegno che ne illustra il contenuto così che il testo biblico, proclamato durante la celebrazione, possa essere accolto dalla curiosità e dall'interesse dei bambini. Le parole che rappresentano il contenuto del disegno sono evidenziate in un colore diverso. «L'ascolto e la lettura favoriti dalle immagini – spiega la curatrice – possono dunque aiutare i bambini a comprendere, e quindi ad accogliere, una parola che sta diventando sempre più lontana dalla cultura e dalla storia dei più giovani». A questo scopo i personaggi ricorrenti disegnati da Paolo Moisello vengono proposti sempre con gli stessi lineamenti e gli stessi abiti per favorirne il riconoscimento. Maria e Gesù sono vestiti sempre allo stesso modo, ma Gesù dalla Risurrezione in poi si distingue perché ha una veste bianca. Dio, invece, ha un triangolino sulla testa.

La quarta pagina de «La domenica dei bambini» ospita alcune preghiere, diverse a seconda del tempo liturgico: si alternano Credo, Padre nostro, Gloria, Atto penitenziale... per aiutare i bimbi a recitarle insieme all'assemblea e a memorizzarle. La «fatica» della recita delle preghiere è consolata – sempre nella quarta pagina – dalla rappresentazione di un breve dialogo, protagonisti dei bambini e un sacerdote – don Guido, appunto – al quale è affidato un «messaggio» semplice tratto dalle letture del giorno.

Oltre che per la Messa il foglietto è stato pensato anche per la catechesi, per raccontare ai bambini le Letture della domenica.

In ogni caso «La domenica dei bambini» – dice Mara Scarpa – si offre, dunque, come un'opportunità per accompagnare i bambini di oggi – giovani di domani – a scoprire, attraverso una maggiore familiarità con la parola di Dio e la partecipazione più viva alla Messa, la relazione reale tra la storia della salvezza e la propria storia personale». I foglietti, in uscita in questi giorni, vanno dalla prima domenica di Avvento all'ottava del Tempo ordinario. Sono stati realizzati per ciascuna domenica e solennità dell'anno liturgico dei tre cicli A-B-C. Attualmente le Edizioni Dehoniane di Bologna stanno finendo di produrre il secondo blocco che arriva fino al Corpus Domini. Nei prossimi mesi verrà completato tutto l'anno liturgico. I foglietti si acquistano in pacchetti da 10 copie e costano 8 centesimi l'uno.

Nati come strumento per il rito romano, i foglietti sono stati realizzati anche per il rito ambrosiano, secondo le modalità proprie di quella liturgia.

«La domenica dei bambini» è presentata sul sito www.dehoniane.it (sezione Junior) e si può prenotare presso il Centro editoriale Dehoniano telefonando allo 051-4290011. Informazioni e prenotazioni anche su ced-amm@dehoniane.it. Oltre che su ordinazione, i foglietti possono essere acquistati anche in libreria.

Ma il bimbetto dove lo metto?
«Fate tacere quel bambino!». Così, nel bel mezzo dell'omelia, il sacerdote, spazientito, tuonò. E ai due poveri genitori, umiliati fino all'osso, non restò che la strada dell'uscita dalla chiesa. Potrebbe sembrare un brano di una novella della nonna se non fosse una scena che, invece, si ripete, e non di rado, durante la Messa domenicale. Non è per niente facile «immobilizzare» e «zittire» i bambini durante la celebrazione, si sa, e a volte non basta neppure il corredo domenicale dei genitori: libriccini, quadernini, pennarelli, macchinine, bambole e, nei casi più disperati – se proprio non stanno buoni in nessuna maniera – perfino cracker e grissini. C'è un limite tra il baccano senza contorni, indisciplinato, e il minimo accettabile. Comunque sia, alcune parrocchie si stanno attrezzando con «piani strategici»: dai servizi parrocchiali di baby sitter durante il rito al ripristino degli antichi usi dei catecumeni, che lasciavano l'assemblea più o meno all'offertorio. Ma c'è anche chi propone di rinchiudere le piccole pesti «in gabbia» ovvero in una specie di «acquari» insonorizzati in cui i piccoli possono seguire la liturgia senza disturbare.

Al momento nessuno ha pensato alla museruola, forse per il timore di un effetto boomerang che induca l'assemblea ad usarla per omelie troppo lunghe o noiose....

L'intervista:
Tutti insieme appassionatamente
anche alla festa domenicale
La migliore partecipazione dei bambini alla Messa è quella con la propria famiglia. Separare i bambini dal proprio contesto familiare, a mio parere, è una forzatura almeno fino a una certa età». Parola di mons. Mario Meini, vescovo della diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello. «Se il piccolo va insieme al babbo e alla mamma è un atto importante – spiega il vescovo –: dà il senso della famiglia e insegna a conoscere la famiglia. Un atteggiamento di riguardo che consiglio e che ho sempre avuto è questo: ogni volta che i genitori vengono a ricevere la Comunione con il bambino in braccio o per mano è importante un segno di benedizione su quel bambino come a dirgli: “Anche tu hai la tua parte intorno alla mensa del Signore”».

Mons. Meini, a Messa sì, dunque, e insieme a mamma e papà. E se i bambini sono un po' troppo vivaci e rischiano di disturbare come la mettiamo?

«Come in tutte le cose occorre usare intelligenza e buon senso: se il bimbo è rumoroso o molto piccolo e può succedere che strilli di continuo, anziché mettersi nella prima panca si può andare nell'ultima. Credo sia una questione di educazione e di equilibrio sia da parte del sacerdote come anche da parte dei genitori».

Come si può fare perché i bambini non vengano semplicemente tollerati o intrattenuti dalla comunità, ma siano considerati invitati a pieno titolo alla festa domenicale?

«Non vorrei dar giudizi perché ogni parrocchia ha la sua storia, le sue consuetudini, anche le proprie risorse umane e di ambienti, ma finché il bambino può stare insieme ai genitori per me è questa la partecipazione migliore all'Eucarestia. Quando poi il fanciullo si rende indipendente allora ci possono essere vari modi di coinvolgimento ma non perché il bambino nuoce ma perché può dare il suo apporto alla liturgia: da certi canti, al portare dei segni nella processione offertoriale, al fare accoglienza alla porta di chiesa e via dicendo. Certe cose le possono fare anche i bambini in maniera egregia e sentirsi parte attiva perché ormai capaci di comprendere ciò che fanno e essere coinvolti nella comunità».

Consiglia il rito delle Messe per i bambini?
«Le Messe per i bambini sono previste ma io le riserverei non tanto alla Messa della domenica – salvo certe consuetudini delle singole parrocchie – ma ad alcune circostanze particolari. Una soluzione che si è poco diffusa e che invece il rito della Messa per bambini contempla è che venga fatta una liturgia della Parola adeguata per i bambini, per esempio in una cappella accanto alla chiesa. Non perché i bambini disturbano – “Lasciate che i bambini vengano a me” è un punto fermo del Vangelo – ma per spezzare il pane della Parola di Dio in modo comprensibile anche ai più piccoli. Durante il “Credo” poi i ragazzi possono ritornare insieme a tutta la comunità intorno a un'unica mensa».
Cosa ne pensa dei nuovi foglietti della Messa realizzati appositamente per i bambini?
«Mi sembra un'ottima idea. Nella nostra diocesi le monache Carmelitane da molto tempo spediscono ogni settimana a chi vuole un breve commento alla parola di Dio. In realtà sono due commenti separati: uno per gli adulti e uno per i bambini. In ogni caso come per i testi di catechismo anche per i nuovi foglietti si porrà il problema di come i nostri catechisti li sapranno usare e far usare, come sapranno mediare. Ritengo i nuovi foglietti uno strumento importantissimo ma da solo non basta».

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