Vita Chiesa
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Dal n. 34 del 1° ottobre 2006

Madre Scrilli diventa beata

«Togliere fanciulle al mondo e farle spose di Dio»: non è un proposito di stampo medievale o reazionario quello che sta alla base dell'esperienza spirituale e della missione di Maria Teresa Scrilli, che domenica 8 ottobre prossimo, nel Teatro Romano di Fiesole, verrà beatificata nel corso di una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal cardinal Josè Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, la prima beatificazione che si celebra in Toscana dal 1986, quando Giovanni Paolo II durante la sua visita a Firenze elevò agli altari la «Bettina» di Campi Bisenzio.
DI ALESSANDRO ANDREINI

Madre Scrilli diventa beata

di Alessandro Andreini
«Togliere fanciulle al mondo e farle spose di Dio»: non è un proposito di stampo medievale o reazionario quello che sta alla base dell'esperienza spirituale e della missione di Maria Teresa Scrilli, che domenica 8 ottobre prossimo, nel Teatro Romano di Fiesole, verrà beatificata nel corso di una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal cardinal Josè Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, la prima beatificazione che si celebra in Toscana dal 1986, quando Giovanni Paolo II durante la sua visita a Firenze elevò agli altari la «Bettina» di Campi Bisenzio. Noi oggi vogliamo vivere nel mondo e dubitiamo istintivamente di quelli che predicano contro di esso e che non lo tengono - almeno così ci sembra - nella dovuta considerazione. Ci crea, insomma, un certo disagio sentir dichiarare con forza che l'opposizione tra Dio e il mondo non è affatto ancora superata, e anzi attende sempre di essere affrontata.

Ma il progetto di Maria Teresa Scrilli non è altro che il frutto concreto della sua esperienza umana e spirituale: non una visione pessimistica dell'uomo e di Dio, ma piuttosto la concreta e decisiva scoperta che solo Dio ci apre a un'esistenza veramente salvata, solo Dio ci sottrae alle logiche umane, troppo umane, che chiudono spesso la vita in vicoli ciechi e sterili e impediscono l'autentica maturazione della nostra personalità. Sì, il mondo non ha a cuore l'uomo, lo vediamo ogni giorno nelle pagine di cronaca, e Dio sempre di nuovo decide di intervenire per custodirlo e consentirgli di essere se stesso. E quando la Chiesa rischia di dimenticare questo compito decisivo, egli suscita nuovi carismi che la risveglino e la incitino a rinnovare quella custodia dell'uomo e della sua cultura che, diceva il card. John Henry Newman, sarà sempre più il futuro del nostro impegno ecclesiale.

Nata a Montevarchi il 15 maggio 1825, e dopo un'infanzia segnata dal rifiuto della madre, miracolosamente superato attraverso una profonda devozione verso la Vergine Maria, intensamente pregata nella sua parrocchia, la Collegiata di S. Lorenzo, Maria Teresa Scrilli riconosce presto l'attrazione di Dio nella sua vita. Le è di guida, in questi anni, l'esemplarità di santa Maria Maddalena de' Pazzi, tanto che, nel 1846, contro il parere della famiglia, fa ingresso nel monastero carmelitano di S. Maria Maddalena de' Pazzi, a Firenze. Ed è in monastero che Maria Teresa Scrilli ha una visione chiara del compito cui Dio la chiama e che la conduce di nuovo in famiglia, a Montevarchi, dove inizia a dedicarsi all'educazione delle fanciulle povere della sua città: «Un giorno - racconta lei stessa ricordando l'ispirazione ricevuta -, mentre, pregando, mi raccomandavo a Dio che si degnasse di farmi conoscere la sua volontà, mi sembrò che, trasportato il mio spirito nel mondo, egli mi additasse una quantità di Creature che Egli attendeva che io inviassi a lui».

Ben presto, intorno a lei si raccolgono alcune compagne e amiche, che condividono la sua aspirazione e che si lasciano formare dalla sua profonda vita spirituale. Il 15 ottobre 1854, dopo che da qualche anno è stata nominata Direttrice delle Scuole Normali di Montevarchi, Maria Teresa Scrilli fonda il suo istituto religioso, che oggi porta il nome di Istituto di Nostra Signora del Carmelo. Un inizio assai fecondo: le vocazioni si susseguono e ben presto viene aperta una seconda casa a Foiano della Chiana. Ma il "mondo" fa, per così dire, sempre resistenza all'azione di Dio: approfittando del processo di unificazione dell'Italia, nel 1859 i molti anticlericali della sua città riescono a far sopprimere il nascente istituto.

E occorreranno quasi vent'anni prima che Maria Teresa Scrilli possa ricostituirlo, questa volta a Firenze, anche con alcune delle compagne della prima ora, che ha continuato a guidare spiritualmente pur vivendo in famiglia. E, tuttavia, alla sua morte, avvenuta a Firenze il 14 novembre 1889, Madre Maria Teresa Scrilli non ha la gioia di vedere una famiglia religiosa fiorente: come Mosè, ha visto la terra promessa solo da lontano, ma ha gettato le basi di una fioritura che oggi vede il suo istituto presente in varie nazioni del mondo.

«Intendano - scriveva Maria Teresa Scrilli nelle sue Regole, parlando del compito educativo - che la vita di questo Istituto è mista; cioè contemplativa ed attiva; ma la contemplativa non deve essere che di aiuto all'attiva; non mai di aggravio; e guardino per troppo attacco alla prima, di non restare oppresse dalla seconda; che questo sarebbe un deviare dallo spirito dell'Istituto». Parole davvero modernissime, con le quali invitava le sue suore - ben prima della nuova coscienza conciliare - a vivere la loro missione come vero e proprio compito apostolico: «Di tal vita, ne considerino, ne ammirino il pregio; poiché simile a quella del Divino Maestro, e loro Sposo Gesù. E perciò, l'amino, e la rispettino…». Ne chiedano, dunque, la perseveranza a Gesù stesso, conclude, «che li guidi ed aiuti, per quella via di carità che Egli Divino Maestro insegnò; e spogliandosi di tutte se, ripetano con Esso Lui; non siamo in questa terra, che per adempire il volere del Padre nostro Celeste; e per faticare in condurre anime a Lui».

In fondo, non è questo il senso di quel diventare «pescatori di uomini» di cui parla Gesù nel Vangelo: pescare gli uomini, diceva papa Benedetto nella sua prima omelia, per toglierli dall'acqua salata della sofferenza; da un mare di oscurità senza luce: «La rete del Vangelo ci tira fuori dalle acque della morte e ci porta nello splendore della luce di Dio, nella vera vita».

Il programma
Fiesole - 8 ottobre: ore 16, Teatro Romano: beatificazione presieduta dal card. Josè Saraiva Martins, prefetto della Congregazione delle cause dei santi

Roma - 11 ottobre: ore 16, Basilica S. Maria in Traspontina: concelebrazione presieduta dal card. Agostino Cacciavillan

Montevarchi - 14 ottobre: ore 21, processione e consegna delle reliquie;15 ottobre - ore 17, piazza Varchi, concelebrazione presieduta dal card. Silvano Piovanelli, arcivescovo emerito di Firenze

Firenze - 11 novembre: ore 18, Basilica S. Maria del Carmine, concelebrazione presieduta dal card. Ennio Antonelli, arcivescovo di Firenze

Il vescovo Giovannetti: «Un dono speciale
che ci incoraggia»
«E' un dono davvero speciale quello che la diocesi di Fiesole si prepara a vivere il prossimo 8 ottobre 2006, con la beatificazione della venerabile Maria Teresa Scrilli». Così scrive il vescovo di Fiesole, Luciano Giovannetti, nel messaggio per la beatificazione di Maria Teresa Scrilli. In questo avvenimento, scrive Giovannetti, «noi contempliamo, in un certo modo, la fecondità della nostra stessa vita ecclesiale, e ci sentiamo particolarmente incoraggiati a rinnovare il nostro impegno e ad approfondire la nostra appartenenza al Signore».

Una famiglia cresciuta oltre i confini d'Italia
Oggi l'Istituto di Nostra Signora del Carmelo dalla Toscana si è esteso oltre i confini dell'Italia dando vita a comunità in Canada, Stati Uniti, Polonia, Repubblica Ceca, India, Filippine, Brasile, Indonesia, Israele. «A imitazione della nostra Madre - spiega la Superiora, madre Maria Teresa Natalini - noi Suore cerchiamo di armonizzare la vita contemplativa con il servizio».

La preghiera: «Ti amo,
mio Dio, nella mia nullità»
«Ti amo, mio Dio, nei doni tuoi,
ti amo nella mia nullità,
perché anche in questo
comprendo la tua infinita sapienza:
ti amo nelle vicende molteplici,
svariate e straordinarie,
con le quali Tu accompagni la mia vita.
Ti amo in tutto,
che rechi sofferenza o pace,
perché non cerco
né mai cercai le tue consolazioni,
ma Te, Dio delle consolazioni.
Perciò mai mi gloriai
né mi compiacqui
di quello che mi facesti provare
nel tuo divino amore
per sola grazia gratuita,
né mi angustiai né mi turbai
se abbandonata nell'aridità
e nella povertà».
Maria Teresa Scrilli

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