Vita Chiesa
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Monsignor Giuliano Agresti, l’unità dei cristiani come vocazione

Pubblichiamo la presentazione del libro che il delegato per l'ecumenismo della diocesi di Siena-Colle Val d'Elsa-Montalcino ha dedicato al fiorentino Giuliano Agresti, che è stato arcivescovo di Lucca e grande protagonista del dialogo ecumenico in Toscana.

Percorsi: Ecumenismo
Parole chiave: Giuliano Agresti (2)
La copertina del libro dedicato a mons. Agresti

«Ogni volta che facciamo uno sforzo per richiamare l’Unità dei cristiani nella storia di questo mondo, rispondiamo alla nostra vocazione». Da sei anni la Commissione regionale per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso della Conferenza Episcopale Toscana cura, nella persona del Delegato della Diocesi di Siena, diacono Renato Rossi, e propone all’attenzione di tutti una collana di volumi dedicati a testimoni, spesso poco conosciuti, della passione vissuta e del cammino fatto in Toscana su questi temi.

Consapevoli che lo strumento-libro, sia pure piccolo e scritto con intento divulgativo, sia oggi largamente in disuso presso il grande pubblico, rinnoviamo la nostra scelta di fissare sulla carta alcuni elementi della storia di queste persone che hanno creduto nel cammino verso l’Unità dei cristiani.

Il progetto della collana «Testimoni di Ecumenismo» nasce dal desiderio di portare alla luce o richiamare alla memoria il contributo di preti, suore, monaci, laici che, con vicende molto diverse tra loro, con reti di relazioni spesso rimaste nell’ombra, hanno fatto crescere il Regno di Dio, sono stati sale e lievito nella nostra regione, hanno annunciato con la loro vita il Vangelo di Cristo che è accoglienza, dialogo, inclusione.

Il volumetto che presentiamo quest’anno è dedicato a mons. Giuliano Agresti, vescovo di Lucca dal 1973 al 1990. La frase riportata in corsivo all’inizio di questa presentazione sembra riassumere perfettamente l’intento e lo spirito della nostra iniziativa.

Il vescovo Agresti la pronunciò in una omelia durante la settimana ecumenica in preparazione alla Pentecoste del 1985. Don Mauro Lucchesi, che da tanti anni ha proseguito l’impegno ecumenico del suo vescovo ne ricorda i ruoli ricoperti a livello nazionale, l’attività locale, svolta sempre con grande lungimiranza e chiarezza di vedute.

Il lettore è portato per mano alla scoperta di una visione di chiesa e di una maniera di vivere la responsabilità episcopale poco o niente affatto conosciute e, in Italia, decisamente rare.

Dopo brevi ma significative annotazioni biografiche, don Mauro sceglie di tratteggiare la passione con cui il vescovo Agresti si dedicò alla recezione del Concilio Vaticano II nella propria diocesi e nella chiesa italiana attraverso le parole del vescovo stesso.

Tante e diverse tra loro sono le occasioni in cui queste parole sono state scritte o dette: dalle conferenze tenute ai convegni del Segretariato per le Attività Ecumeniche (SAE) agli articoli pubblicati su vari periodici; dai documenti preparatori o consuntivi per la Commissione episcopale che presiedeva, fino alle omelie, agli appunti e alle annotazioni personali. Un gran numero di carte fortunatamente raccolte e conservate, sia pure in attesa di una inventariazione che possa favorire ulteriori e auspicabili approfondimenti.

Di estrema attualità la profetica sottolineatura sulla sfida alla nostra fedeltà al Vangelo e alle più volte sbandierate «radici cristiane» che l’arrivo di un numero sempre crescente di migranti avrebbe costituito per l’Europa. Mons. Agresti era consapevole che la chiesa italiana non era pronta e che bisognava adoperarsi in ogni modo per far lavorare le diocesi e le parrocchie a prepararsi per tempo, a rileggere la pastorale ordinaria con una mentalità ecumenica. 

Come vescovo si è speso senza riserve per la sua diocesi e la sua azione pastorale non è scindibile dall’impegno ecumenico di cui ha saputo permeare la quotidianità, in qualche modo precorrendo anche il Direttorio per l’applicazione dei Principi e delle norme sull’ecumenismo, varato in forma compiuta soltanto nel 1993. Il documento del Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani raccoglie e definisce nei particolari quanto promosso e auspicato dal Concilio e, pur rivolgendosi a tutti i fedeli, ha dichiaratamente come primi destinatari i Pastori della Chiesa cattolica e ne costituisce quindi, se non un onore, almeno un onere. 

Dal testo di don Mauro traspare la costanza e l’umile risolutezza (per dirla con le parole di Giovanni XXIII) con cui mons. Agresti promuoveva nella chiesa locale un costante laboratorio ecumenico.

Anche alla pastorale si può applicare lo slogan «pensare globalmente e agire localmente» diffuso negli anni 80 soprattutto dagli ambientalisti, ma pochi riescono ad andare oltre la dichiarazione d’intenti. E questo anche nella Chiesa cattolica che di per sé, da un punto di vista istituzionale è organizzata proprio secondo questo principio. Troppo spesso per rispondere alle urgenze delle piccole cose locali si perde la visione d’insieme, la capacità, appunto, di pensare «in grande».

Le fatiche e gli insuccessi ci saranno sempre ma non devono e non possono costituire un ostacolo.

Perfino il nostro lavoro di coordinamento tra delegati diocesani ha avuto nel vescovo Agresti un valido sostenitore. Il suo invito a svolgere questo impegno con gioia sembra anticipare lo spirito delle esortazioni di Papa Francesco.

Nemmeno il versante della formazione e della preparazione culturale viene trascurato. Entrambi gli Istituti di Studi ecumenici in Italia, il «San Bernardino» a Venezia e il «San Nicola» a Bari hanno avuto al loro sorgere, o al loro primo sviluppo, il contributo del vescovo di Lucca che negli anni ’80 li indicava agli altri vescovi e li sosteneva con calore.

Don Mauro ha scelto di far parlare direttamente il vescovo Giuliano, lasciare largo spazio alle sue parole in gran parte ancora attuali. Nel paragrafo che ha intitolato «L’eco» fa risuonare anche l’ampiezza e la profondità di molti legami con esponenti di altre confessioni che hanno fatto crescere il dialogo e aperto orizzonti alla piccola storia ecumenica della Toscana.

Un tratto particolare, infine, alla figura di questo testimone è dato dal suo amore per l’arte, la poesia, la bellezza che non sono certo elementi secondari della sua personalità. Tante cose ancora potevano essere dette sul suo conto ma si è scelto di lasciare il lettore col desiderio di saperne di più. Le immagini di qualche dipinto e qualche verso delle sue poesie concludono un ritratto che vuol essere una finestra aperta su un paesaggio ancora capace di dare fiori e frutti. 

*Coordinatrice della Commissione ecumenica toscana

IL LIBRO. Si intitola «Giuliano Agresti vescovo. La Chiesa ecumenica davanti a Dio» il nuovo libro della collana «Testimoni di ecumenismo», pubblicata nelle edizioni Toscana Oggi per conto della Commissione ecumenica regionale. Il volume è curato da don Mauro Lucchesi, riporta molti documenti provenienti dall’Archivio Agresti e una ricca appendice di immagini che, oltre a varie foto di monsignor Agresti, documentano anche la sua produzione come pittore. Il libro (14 euro) può essere richiesto nelle librerie o direttamente alla redazione di Toscana Oggi.

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