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Natale 2016: mons. Migliavacca, «costruire il presepio nel nostro cuore»

«Dov’è il presepio nelle case delle famiglie ferite, dove più forte è la voce di chi litiga e ferisce piuttosto di quella che riconcilia? E dov’è per le persone che non hanno più un lavoro e faticano a trovarlo? E dov’è nei luoghi di lavoro e di studio, negli spazi della nostra vita quotidiana, nei luoghi di incontro?». Sono gli interrogativi posti da monsignor Andrea Migliavacca, vescovo di San Miniato, nel messaggio di auguri per il Natale 2016.

Mons. Andrea Migliavacca

«Dov’è nella vita delle persone malate, anziane, sole? – incalza il presule -. E dove la vita stessa è ferita, e c’è la morte, la violenza: Aleppo e la Siria, l’Iraq, alcuni Paesi dell’Africa, la Terra santa, e anche Parigi, Nizza, Bruxelles, Berlino…? Dov’è il presepio?». C’è un luogo, spiega mons. Migliavacca, «dove è necessaria la presenza del presepio affinché siano veri, autentici quelli che abbiamo costruito noi, un luogo dove dobbiamo costruirlo perché ci sia anche negli spazi e nelle regioni dove tuona la guerra e viene seminata la morte. Questo luogo è il tuo cuore, la nostra vita, la nostra fede». Di qui l’augurio «a tutti gli amici, ai fedeli della diocesi, anche a chi solo cerca Dio di fare il presepio, di costruirlo nella propria esistenza, di non dimenticare di collocare anche Gesù bambino. Solo così laddove ce n’è più bisogno ci sarà un presepio, sarà Natale e si sentirà l’eco di una voce di pace e di gioia, l’annuncio che Dio è con noi».

Ecco il testo integrale del messaggio:

Carissimi amici, dov’è il presepio?

Visitando le nostre comunità parrocchiali, i nostri paesi, curiosando anche nelle vie, attraverso le vetrine, tra le nostre case o all’interno delle chiese, entrando nelle famiglie troviamo il presepio. Ve ne sono di espressione artistica, realizzazione, significati diversi: il presepio tradizionale, quello simbolico per consegnarci un messaggio, quello artistico, quello vivente, quello semplice fatto sul mobile di casa…

E’ bello poi trovare accanto al presepio anche l’albero di Natale, antico segno della nascita del Messia, del virgulto che spunta dal tronco di Iesse, annuncio di vita.

Ma dov’è il presepio nelle case delle famiglie ferite, dove più forte è la voce di chi litiga e ferisce piuttosto di quella che riconcilia? E dov’è per le persone che non hanno più un lavoro e faticano a trovarlo? E dov’è nei luoghi di lavoro e di studio, negli spazi della nostra vita quotidiana, nei luoghi di incontro? Dov’è nella vita delle persone malate, anziane, sole? E dove la vita stessa è ferita, e c’è la morte, la violenza: Aleppo e la Siria, l’Iraq, alcuni Paesi dell’Africa, la Terra santa, e anche Parigi, Nizza, Bruxelles, Berlino…? Dov’è il presepio?

C’è un luogo dove è necessaria la presenza del presepio affinché siano veri, autentici quelli che abbiamo costruito noi, un luogo dove dobbiamo costruirlo perché ci sia anche negli spazi e nelle regioni dove tuona la guerra e viene seminata la morte. Questo luogo è il tuo cuore, la nostra vita, la nostra fede.

Auguro a tutti gli amici, ai fedeli della Diocesi, anche a chi solo cerca Dio, di fare il presepio, di costruirlo nella propria esistenza, di non dimenticare di collocare anche Gesù bambino.

Solo così laddove ce n’è più bisogno ci sarà un presepio, sarà Natale e si sentirà l’eco di una voce di pace e di gioia, l’annuncio che Dio è con noi.

Auguri.

Andrea, vescovo di San Miniato

Fonte: Sir
Natale 2016: mons. Migliavacca, «costruire il presepio nel nostro cuore»
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