Vita Chiesa
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PAPA: MESSAGGIO ALL'ASSEMBLEA CEI, «LA CHIESA HA BISOGNO DI SACERDOTI CONSAPEVOLI DELLA GRAZIA DELL'ORDINAZIONE»

“La Chiesa oggi ha bisogno di sacerdoti consapevoli del dono di grazia che ricevono con l'Ordinazione presbiterale e con la missione loro affidata in un tempo di rapidi e profondi cambiamenti” e perché le comunità cristiane crescano “nella verità e nella carità”, è “indispensabile la presenza di sacerdoti che agiscano in nome di Cristo e vivano in intima unione con Lui che li ha chiamati e inviati”. La Chiesa “ha bisogno di presbiteri che sappiano sempre conformare il loro agire al modello del buon Pastore, lasciandosi guidare con docilità dallo Spirito Santo in piena comunione con i loro Vescovi”. E' quanto scrive Benedetto XVI ai vescovi italiani riuniti da oggi ad Assisi per la loro 55ma assemblea generale. Nel suo messaggio ai presuli italiani il Papa ha detto di condividere “la preoccupazione per la diminuzione del clero e per il progressivo innalzamento dell'età media dei sacerdoti. È quindi necessario e urgente incrementare la pastorale vocazionale, definire sempre meglio la proposta formativa, per garantire una preparazione all'altezza delle nuove sfide che il ministero sacerdotale è chiamato ad affrontare”.

Ad avviso del Pontefice
“il seminario deve essere il contesto in cui matura la ricerca di un rapporto personale con Cristo e quindi non tanto un luogo, ma, appunto, un significativo tempo della vita di un discepolo di Gesù per una formazione che ha diverse dimensioni, che convergono nell'unità della persona". E' fondamentale, ha avvertito Benedetto XVI che” questa azione formativa avvenga in un contesto comunitario per far sì che i diversi elementi del progetto educativo si unifichino attorno alle esigenze della carità pastorale. Essendo quello dei sacerdoti un compito centrale e insostituibile, ogni cura deve essere posta per la loro formazione a partire dalla qualità dei formatori”.

Benedetto XVI si è poi soffermato sull'altro tema in agenda all'assemblea della Cei, la pastorale della salute. “La malattia – scrive il Papa nel suo messaggio - costituisce una dimensione fondamentale dell'esperienza umana che interpella la missione della Chiesa e la coscienza dei credenti. Dal modo con cui si affronta la malattia e la sofferenza si manifesta anche la dignità e il senso dell'esistenza umana”. Chiaro il riferimento alla testimonianza di Giovanni Paolo II: “della cattedra della sofferenza ha fatto un vertice del suo Magistero. Illuminata e incoraggiata da una così grande testimonianza, la Chiesa è chiamata ad esprimere solidarietà e premura verso chi affronta la prova della malattia, in primo luogo aiutando a vedere la malattia e la morte stessa non come una negazione dell'umano, ma come un percorso che, sulla scia della sofferenza, della morte e della risurrezione di Gesù, ci conduce alla vita vera ed eterna”.

Il Papa ha poi invitato a sostenere “le istituzioni cattoliche che tanto fanno nell'ambito sanitario e dell'assistenza, affinché siano sempre più esemplari nel coniugare innovazione e la competenza scientifica con l'attenzione primaria alla persona e alla sua dignità. Di particolare rilevanza è poi la missione dei cappellani, che nelle corsie degli ospedali incontrano e sostengono spiritualmente le persone malate, facendo sentire loro la presenza affettuosa e confortatrice del nostro unico Salvatore Gesù Cristo. Di fronte poi alla pretesa, che spesso affiora, di eliminare la sofferenza, ricorrendo perfino all'eutanasia – ha concluso - occorre ribadire la dignità inviolabile della vita umana, dal concepimento al suo termine naturale.
Sir

Messaggio ai vescovi italiani (14 novembre 2005)

Prolusione card. Ruini alla 55ª Assemblea Cei (14 novembre 2005)

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