Vita Chiesa
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Papa Francesco, Angelus; Eucaristia «porta aperta tra il tempio e la strada». Appello per Nicaragua

«Ogni celebrazione eucaristica, mentre costituisce un atto di culto pubblico a Dio, rimanda alla vita e alle vicende concrete della nostra esistenza». Lo ha ricordato il Papa durante l'Angelus di ieri, a cui hanno partecipato in piazza S. Pietro - secondo la Gendarmeria vaticana - 15mila persone.

Papa Francesco, Angelus (Foto Sir)

«Mentre ci nutriamo del Corpo e Sangue di Cristo - ha spiegato Francesco a proposito della festa del Corpus Domini - siamo assimilati a lui, riceviamo in noi il suo amore, non per trattenerlo gelosamente, bensì per condividerlo con gli altri». «Questa è la logica eucaristica», ha sottolineato il Papa, grazie alla quale «contempliamo Gesù pane spezzato e donato, sangue versato per la nostra salvezza. È una presenza che come fuoco brucia in noi gli atteggiamenti egoistici, ci purifica dalla tendenza a dare solo quando abbiamo ricevuto, e accende il desiderio di farci anche noi, in unione con Gesù, pane spezzato e sangue versato per i fratelli». La festa del Corpus Domini, ha detto Francesco, «è un mistero di attrazione a Cristo e di trasformazione in lui. Ed è scuola di amore concreto, paziente e sacrificato, come Gesù sulla croce. Ci insegna a diventare più accoglienti e disponibili verso quanti sono in cerca di comprensione, di aiuto, di incoraggiamento, e sono emarginati e soli».

«La presenza di Gesù vivo nell'Eucaristia - la metafora scelta da Francesco - è come una porta, una porta aperta tra il tempio e la strada, tra la fede e la storia, tra la città di Dio e la città dell'uomo». «Anch'io questa sera, a Ostia - come fece il Beato Paolo VI 50 anni fa - celebrerò la Messa, a cui seguirà la processione con il Santissimo Sacramento», l'annuncio ai fedeli sulla seconda parte della giornata del Papa.

«Mi unisco ai miei fratelli vescovi del Nicaragua nell'esprimere dolore per le gravi violenze, con morti e feriti, compiute da gruppi armati per reprimere proteste sociali. Prego per le vittime e per i loro familiari». Sono le parole pronunciate ieri dal Papa, al termine dell'Angelus. «La Chiesa è sempre per il dialogo, ma questo richiede l'impegno fattivo a rispettare la libertà e prima di tutto la vita», l'appello: «Prego perché cessi ogni violenza e si assicurino le condizioni per la ripresa al più presto del dialogo». Subito prima, Francesco aveva invitato i 15mila presenti in piazza a fare un applauso per una nuova beata, suor Maria Galgani, fondatrice delle Suore Apostole del Sacro Cuore e «figlia spirituale» di Padre Pio. Infine, un saluto speciale ai fedeli riuniti a Sotto il Monte, con il vescovo di Bergamo, nell'anniversario di morte di San Giovanni XXIII: «La peregrinatio in terra bergamasca delle spoglie di questo Pontefice, tanto amato dal popolo, possa suscitare in tutti generosi propositi di bene», l'augurio del Papa.

Papa Francesco, Angelus; Eucaristia «porta aperta tra il tempio e la strada». Appello per Nicaragua
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