Vita Chiesa
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Papa Francesco, Angelus: nel giorno del giudizio, furbizia e potenza del denaro non serviranno più

Il Vangelo di oggi «non è in primo luogo un discorso sulla fine del mondo, piuttosto è l’invito a vivere bene il presente, ad essere vigilanti e sempre pronti per quando saremo chiamati a rendere conto della nostra vita». Lo ha spiegato il Papa, durante l’Angelus recitato dopo la messa nella basilica di San Pietro per la Giornata mondiale dei poveri. 

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Papa Francesco, Angelus (Foto Sir)

«La luce che in quel giorno ultimo risplenderà sarà unica e nuova: sarà quella del Signore Gesù che verrà nella gloria con tutti i santi», ha spiegato Francesco a proposito del giorno del giudizio: «In quell’incontro vedremo finalmente il suo Volto nella piena luce della Trinità; un Volto raggiante d’amore, di fronte al quale apparirà in totale verità anche ogni essere umano».

«La storia dell’umanità, come la storia personale di ciascuno di noi, non può essere compresa come un semplice susseguirsi di parole e di fatti che non hanno un senso», il monito del Papa: «Non può essere neppure interpretata alla luce di una visione fatalistica, come se tutto fosse già prestabilito secondo un destino che sottrae ogni spazio di libertà, impedendo di compiere scelte che siano frutto di una vera decisione. Nel Vangelo di oggi, piuttosto, Gesù dice che la storia dei popoli e quella dei singoli hanno un fine e una meta da raggiungere: l’incontro definitivo con il Signore».

«Non conosciamo il tempo né le modalità con cui avverrà», ha ammesso il Papa, perché «tutto è custodito nel segreto del mistero del Padre», ma conosciamo «un principio fondamentale con il quale dobbiamo confrontarci: ‘Il cielo e la terra passeranno – dice Gesù –, ma le mie parole non passeranno'». «Il vero punto cruciale è questo», ha commentato Francesco: «In quel giorno, ognuno di noi dovrà comprendere se la Parola del Figlio di Dio ha illuminato la propria esistenza personale, oppure se gli ha voltato le spalle preferendo confidare nelle proprie parole. Sarà più che mai il momento in cui abbandonarci definitivamente all’amore del Padre e affidarci alla sua misericordia».

«Nessuno di noi può sfuggire a questo momento», il monito del Papa: «La furbizia, che spesso mettiamo nei nostri comportamenti per accreditare l’immagine che vogliamo offrire, non servirà più; alla stessa stregua, la potenza del denaro e dei mezzi economici con i quali pretendiamo con presunzione di comperare tutto e tutti, non potrà più essere usata. Avremo con noi nient’altro che quanto abbiamo realizzato in questa vita credendo alla sua Parola: il tutto e il nulla di quanto abbiamo vissuto o tralasciato di compiere». «Con noi soltanto porteremo quello che abbiamo donato, quello che abbiamo dato», ha aggiunto a braccio Francesco.

Fonte: Sir
Papa Francesco, Angelus: nel giorno del giudizio, furbizia e potenza del denaro non serviranno più
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