Vita Chiesa
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Papa Francesco, Messa: croce non è «un distintivo», ma il segno dell’amore di Dio

Non portare la croce solo come un simbolo di appartenenza, «un distintivo», ma guardare al Crocifisso come a «questo Dio che si è fatto peccato» per salvarci. È l’esortazione del Papa, nell’omelia della messa celebrata oggi a Santa Marta.

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Messa del Papa a Santa Marta (Foto Sir)

Citando il serpente di bronzo nel deserto, quando il popolo in cammino «si allontana dal Signore» e «sparla di Mosè e del Signore», Francesco ha ricordato che il serpente è il «simbolo del diavolo», «il padre della menzogna», «il padre del peccato, quello che ha fatto peccare l’umanità».

«Il serpente di bronzo guariva» ma «era segno di due cose: del peccato fatto del serpente, della seduzione del serpente, dell’astuzia del serpente; e anche era segnale della croce di Cristo. Era una profezia», ha spiegato il Papa. Gesù quindi si «è fatto peccato», come dice San Paolo, e ha preso su di sé tutte le sporcizie dell’umanità, si è fatto innalzare perché tutta la gente ferita dal peccato, lo guardasse. E chi non riconosce in quell’uomo innalzato «la forza di Dio che si è fatto peccato per guarirci», morirà nel proprio peccato: «La salvezza soltanto viene dalla croce ma da questa croce che è Dio fatto carne. Non c’è salvezza nelle idee, non c’è salvezza nella buona volontà, nella voglia di essere buoni… No. L’unica salvezza è in Cristo crocifisso, perché soltanto Lui, come il serpente di bronzo, significava, è stato capace di prendere tutto il veleno del peccato e ci ha guarito lì. Ma cosa è la croce per noi? Sì, è il segno dei cristiani, è il simbolo dei cristiani. E noi facciamo il segno della croce ma non sempre lo facciamo bene, delle volte facciamo così… Perché non abbiamo questa fede alla croce. Altre volte, per alcune persone è un distintivo di appartenenza: ‘Sì, io porto la croce per far vedere che sono cristiano’. Sta bene quello ma non solo come distintivo, come se fosse una squadra, il distintivo di una squadra: come memoria di quello che si è fatto peccato».

Altri, poi, portano la croce come un ornamento, alcuni portano croci con pietre preziose per farsi vedere, ha fatto notare Francesco. Di qui la necessità di chiederci: «Come porto io la croce? Come un ricordo? Quando faccio il segno della croce sono consapevole di quello che faccio? Come porto io la croce? Soltanto come un simbolo di appartenenza a un gruppo religioso? Come porto io la croce? Come ornamento? Come un gioiello, con tante pietre preziose, d’oro…? Ho imparato a portarla sulle spalle, dove fa male? Ognuno di noi oggi guardi il Crocifisso, guardi questo Dio che si è fatto peccato perché noi non moriamo nei nostri peccati e risponda a queste domande che io vi ho suggerito».

Fonte: Sir
Papa Francesco, Messa: croce non è «un distintivo», ma il segno dell’amore di Dio
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