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Papa Francesco a Università Cattolica portoghese: «segno di speranza offerto al Paese»

Quando l’uomo «si arrende alle forze cieche dell’inconscio, delle necessità immediate, dell’egoismo, la sua libertà si ammala». Lo ha detto Papa Francesco, ricevendo questa mattina in udienza nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico la comunità dell’Università Cattolica portoghese, in occasione del 50° anniversario di fondazione.

Papa francesco (Foto Sir)

Dopo avere salutato il card. Manuel Clemente, Francesco ha ricordato il suo recente pellegrinaggio al santuario di Fatima e l’impossibilità di visitare in quell’occasione l’Ateneo che «compie 50 anni al servizio della crescita della persona a della comunità umana». «Per natura e missione – le parole del Papa – sei un’università, cioè abbracci l’universo della conoscenza nel suo significato umano e divino, per garantire quello sguardo di universalità senza il quale» la ragione «rinuncia alla sua aspirazione più alta: la ricerca della verità». Infatti, «la verità significa più che la conoscenza: la conoscenza della verità ha come scopo la conoscenza del bene. La verità ci fa bene e la bontà è vera». Per aiutare gli studenti a non guardare al titolo universitario come a un sinonimo di denaro o maggiore prestigio sociale il Papa ha spiegato che «non basta fare analisi»; è necessario «generare spazi per la ricerca vera e propria, dibattiti che generano alternative per i problemi di oggi. È importante essere concreti». «Per progetto e grazia di Dio sei cattolica», ha proseguito Francesco: «Una caratteristica che in nessun modo pregiudica l’università, ma al contrario, la valorizza al massimo».

Un’istituzione accademica cattolica, ha proseguito il Papa, «si distingue per l’ispirazione cristiana dei suoi membri». Si potrebbe pertanto obiettare che l’insegnamento offerto tragga «le sue conclusioni dalla fede» e, quindi, non possa pretendere «che coloro che non condividono questa fede accettino la validità dello stesso». «Ma, anche se è vero che non condividono la fede, possono riconoscere la ragione etica che viene loro proposta». Il docente, ha spiegato, «parla non tanto come rappresentante di una fede, ma soprattutto come testimone della validità di una ragione etica». Terza caratteristica dell’università in udienza da Francesco, l’essere «portoghese». Questo, ha osservato il Papa, «è un altro segno di speranza che la Chiesa offre al Paese, poiché mette a disposizione della nazione un’istituzione culturale che, avendo come obiettivo la perfezione cristiana dell’uomo, è chiamata proprio a servire la causa dell’uomo stesso».

Richiamando l’appello alla concretezza appena espresso, il Pontefice ha ricordato «il principio di incarnarsi nella pelle del nostro popolo. Le sue domande ci interrogano; le sue battaglie, i suoi sogni e preoccupazioni hanno un valore ermeneutico che non possiamo ignorare, se vogliamo veramente seguire il principio dell’incarnazione. Il nostro Dio ha scelto questa via: si è incarnato in questo mondo segnato da conflitti, ingiustizie e violenze, piene di speranze e di sogni. Non abbiamo altro posto per trovarlo se non nel nostro mondo concreto, nel vostro Portogallo concreto, nelle vostre città e nei vostri villaggi, nella vostra gente. Lì Dio sta salvando». Richiamando la promessa di suor Lucia: «In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede», Francesco ha affermato che per salvare l’uomo Dio attende la nostra collaborazione. «Anche la collaborazione dell’Università Cattolica portoghese».

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