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Papa Francesco: ad Apostolikì Diakonia Chiesa Grecia, «fare insieme aiuta a riscoprirsi fratelli»

«La collaborazione tra Apostolikì Diakonia e Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani si protrae da oltre quindici anni, nei quali hanno visto la luce tanti lodevoli progetti culturali e formativi. È un bell'esempio di quanto sia fruttuoso che cattolici e ortodossi lavorino insieme». Lo ha sottolineato, stamattina, Papa Francesco, ricevendo in udienza, nella Sala dei Papi del Palazzo apostolico vaticano, una delegazione della «Apostolikì Diakonia» della Chiesa di Grecia.

Udienza del Papa alla Delegazione Apostoliki Diakonia (Foto Sir)

L’Apostolikì Diakonia, di cui il Papa ha ricevuto oggi in udienza una delegazione, è l’organismo che, per conto del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa di Grecia, si occupa della promozione di attività pastorali, culturali ed editoriali in Grecia.

Nel cammino percorso, ha evidenziato il Pontefice, «chi ha organizzato le iniziative e chi ne ha beneficiato, principalmente giovani studenti delle nostre Chiese, ha sperimentato come quel che abbiamo in comune sia molto più di quanto ci tiene a distanza». «Fare insieme - ha osservato il Santo Padre - aiuta a riscoprirsi fratelli. I giovani ci insegnano a non restare prigionieri dalle differenze, ma ad accendere il desiderio di camminare insieme, sognando il superamento delle difficoltà che impediscono la piena comunione. Sta a noi continuare a camminare insieme, a fare insieme, per riscoprirci fratelli. Passo dopo passo, nelle cose che facciamo, potremo intravedere, con l'aiuto di Dio, la sua presenza di amore che ci unisce in una comunione sempre più forte». Di qui l'invito: «Vorrei allora chiedere con voi la grazia di camminare così: non ciascuno per la sua strada, inseguendo le proprie mete, come se l'altro fosse solo uno che la storia mi ha messo accanto, ma come fratelli che la Provvidenza ha fatto incontrare e che procedono insieme verso l'unico Signore, portando l'uno i pesi dell'altro, gioendo l'uno per i passi dell'altro».

«La pastorale familiare è un ulteriore fecondo campo di collaborazione tra ortodossi e cattolici, un campo che richiede di essere coltivato con passione e urgenza», ha affermato ancora il Papa. «In questo tempo, caratterizzato da cambiamenti molto rapidi nella società, che si ripercuotono in una crescente fragilità interiore, le famiglie cristiane, pur appartenendo ad ambiti geografici e culturali diversi, sono provocate da molte sfide simili - ha osservato il Pontefice -. E noi siamo chiamati a stare loro vicini, ad aiutare le famiglie a riscoprire il dono del matrimonio e la bellezza di custodire l'amore, che si rinnova ogni giorno nella condivisione paziente e sincera e nella forza mite della preghiera». Non solo: «Siamo chiamati ad essere vicini anche laddove la vita familiare non si realizza secondo la pienezza dell'ideale evangelico e non si svolge nella pace e nella gioia - ha aggiunto il Santo Padre, richiamando l'Amoris laetitia -. Insieme, pertanto, nel rispetto delle rispettive tradizioni spirituali, possiamo collaborare attivamente per promuovere, in vari contesti, nazionali e internazionali, attività e proposte che riguardano le famiglie e i valori familiari».

Il Papa ha colto l'occasione dell'udienza per trasmettere, al rientro della delegazione ad Atene, i suoi «cordiali e fraterni auguri» a Sua Beatitudine Ieronymos II, che pochi giorni fa, il 16 febbraio, ha celebrato l'undicesimo anniversario della sua intronizzazione.

Fonte: Sir
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