Vita Chiesa
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Papa Francesco: in piazza di Spagna, no a «virus» indifferenza, maleducazione civica, ipocrisia, paura dello straniero, rassegnazione al degrado

«Madre Immacolata, per la quinta volta vengo ai tuoi piedi come Vescovo di Roma, a renderti omaggio a nome di tutti gli abitanti di questa città». È cominciata così la preghiera mariana del Papa, durante il tradizionale atto di venerazione alla statua dell’Immacolata in piazza di Spagna.

Percorsi: Madonna - Papa Francesco
L'omaggio del Papa alla statua dell'Immacolata in piazza di Spagna (Foto Sir)

«Vogliamo ringraziarti per la costante premura con cui accompagni il nostro cammino, il cammino delle famiglie, delle parrocchie, delle comunità religiose», ha proseguito Francesco, evocando idealmente tutti i componenti della città di Roma: «il cammino di quanti ogni giorno, a volte con fatica, attraversano Roma per andare al lavoro; dei malati, degli anziani, di tutti i poveri, di tante persone immigrate qui da terre di guerra e di fame. Grazie perché, appena rivolgiamo a te un pensiero o uno sguardo o un’Ave Maria fugace, sempre sentiamo la tua presenza materna, tenera e forte».

«O Madre, aiuta questa città a sviluppare gli ‘anticorpi’ contro alcuni virus dei nostri tempi», ha detto il Papa che nella sua preghiera, ha poi elencato tutti questi «virus», che corrompono la nostra società: «l’indifferenza, che dice: ‘Non mi riguarda’; la maleducazione civica che disprezza il bene comune; la paura del diverso e dello straniero; il conformismo travestito da trasgressione; l’ipocrisia di accusare gli altri, mentre si fanno le stesse cose; la rassegnazione al degrado ambientale ed etico; lo sfruttamento di tanti uomini e donne». «Aiutaci a respingere questi e altri virus con gli anticorpi che vengono del Vangelo», l’invito di Francesco: «Fa’ che prendiamo la buona abitudine di leggere ogni giorno un passo del Vangelo e, sul tuo esempio, di custodire nel cuore la Parola, perché, come un buon seme, porti frutto nella nostra vita».

La visita a Sant’Andrea alle Fratte. Nella parte finale del suo atto di venerazione alla statua dell’Immacolata, in piazza di Spagna, il Papa ha fatto riferimento alla prossima tappa, la visita privata a sant’Andrea delle Fratte, novità assoluta di questo 8 dicembre, che il Papa compirà subito dopo, raggiungendo la chiesa che si trova a pochi minuti a piedi: «Vergine Immacolata, 175 anni fa, a poca distanza da qui, nella chiesa di Sant’Andrea delle Fratte, hai toccato il cuore di Alfonso Ratisbonne, che in quel momento da ateo e nemico della Chiesa divenne cristiano. A lui ti mostrasti come Madre di grazia e di misericordia. Concedi anche a noi, specialmente nella prova e nella tentazione, di fissare lo sguardo sulle tue mani aperte, che lasciano scendere sulla terra le grazie del Signore, e di spogliarci di ogni orgogliosa arroganza, per riconoscerci come veramente siamo: piccoli e poveri peccatori, ma sempre tuoi figli. E così di mettere la mano nella tua per lasciarci ricondurre a Gesù, nostro fratello e salvatore, e al Padre celeste, che non si stanca mai di aspettarci e di perdonarci quando ritorniamo a Lui. Grazie, o Madre, perché sempre ci ascolti!». «Benedici la Chiesa che è a Roma, benedici questa Città e il mondo intero», il congedo del Papa dalle migliaia di romani e turisti che sono confluiti in piazza di Spagna da ogni parte della città.

Prima la sosta in Santa Maria Maggiore. Il Papa era arrivato in anticipo, una decina di minuti prima delle 16, in piazza di Spagna, dove era stato accolto da una folla di romani e di turisti accalcati dietro i percorsi transennati pedonali pur di riuscire a catturare qualche immagine con i loro «smartphone». Poco prima, intorno alle 15.20, Francesco si era recato in auto alla basilica di Santa Maria Maggiore per sostare in preghiera davanti all’immagine della «Salus Populi Romani», come fa anche all’inizio e al rientro da ogni suo viaggio apostolico. Per tutto il giorno, la cittadinanza romana ha portato il proprio omaggio alla statua dell’Immacolata in piazza Mignanelli, a ridosso di piazza di Spagna. I primi, come tradizione, sono stati alle 7.30 del mattino i vigili del fuoco che, in onore di quei loro 220 colleghi che l’8 dicembre 1857 inaugurarono il monumento, sono saliti fin sulla sommità della statua per deporre la propria ghirlanda di fiori.

Al suo arrivo, il Papa era stato accolto dall’arcivescovo vicario Angelo De Donatis. Ad occuparsi dell’animazione della giornata sono stati i responsabili e i fedeli della basilica parrocchiale dei Santi XII Apostoli che, insieme ai frati minori conventuali, al gruppo giovani della «Sveglia Francescana», ai professi semplici studenti del Seraphicum e ai volontari, sono in piazza fin da questa mattina per pregare e assistere le persone accorse, ai quali è stata distribuita la «medaglia miracolosa!» ed è stata data la possibilità di accedere alla confessione.

Papa Francesco in piazza di Spagna: anticorpi ai «virus» dei nostri tempi
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