Vita Chiesa

Papa Francesco, udienza: la comunione vince sulle divisioni


«La comunione vince sulle divisioni, sull’isolamento, sulla mentalità che assolutizza lo spazio del privato». A garantirlo è stato il Papa, commentando così la «ricostituzione» dei dodici apostoli, dopo il suicidio di Giuda. Quella prima comunità era formata da 120 «fratelli e sorelle», ha ricordato Francesco durante l’udienza di oggi, in cui, davanti a 15mila persone che hanno affollato piazza San Pietro, ha proseguito il ciclo di catechesi dedicato agli Atti degli Apostoli: «Un numero che porta dentro di sé il 12, emblematico per Israele, perché rappresenta le dodici tribù, ed emblematico per la Chiesa, per via dei dodici apostoli scelti da Gesù». Dopo gli eventi dolorosi della Passione, gli apostoli non sono più dodici, ma undici: «Uno di loro, Giuda, non c’è più: si è tolto la vita schiacciato dal rimorso. Aveva iniziato già prima a separarsi dalla comunione con il Signore e con gli altri, a fare da solo, a isolarsi, ad attaccarsi al denaro fino a strumentalizzare i poveri, a perdere di vista l’orizzonte della gratuità e del dono di sé, fino a permettere al
virus dell’orgoglio
di infettargli la mente e il cuore trasformandolo da ‘amico’ in nemico e in ‘guida di quelli che arrestarono Gesù».

«Giuda aveva ricevuto la grande grazia di far parte del gruppo degli intimi di Gesù e di partecipare al suo stesso ministero, ma ad un certo punto ha preteso di ‘salvare’ da sé la propria vita con il risultato di perderla», il commento del Santo Padre: «Ha smesso di appartenere col cuore a Gesù e si è posto al di fuori della comunione con lui e con i suoi. Ha smesso di essere discepolo e si è posto al di sopra del Maestro. Lo ha venduto e con il prezzo del suo delitto ha acquistato un terreno, che non ha prodotto frutti ma è stato impregnato del suo stesso sangue».

Di fronte all’abbandono di uno dei Dodici, che ha creato una ferita al corpo comunitario, è necessario che il suo incarico passi a un altro, narra San Luca nel suo Vangelo: «E chi potrebbe assumerlo? Pietro indica il requisito: il nuovo membro deve essere stato un discepolo di Gesù dall’inizio, cioè dal battesimo nel Giordano, fino alla fine, cioè all’ascensione al Cielo. Occorre ricostituire il gruppo dei Dodici». «Si inaugura a questo punto la
prassi del discernimento comunitario,
che consiste nel vedere la realtà con gli occhi di Dio, nell’ottica dell’unità e della comunione», ha commentato il Papa: quando Mattia viene associato agli undici, si ricostituisce il corpo dei dodici, «segno che la comunione vince sulle divisioni, sull’isolamento, sulla mentalità che assolutizza lo spazio del privato, segno che la comunione è la prima testimonianza che gli Apostoli offrono».

«Il ricompattarsi del collegio apostolico mostra come nel Dna della comunità cristiana ci siano l’unità e la libertà da sé stessi, che permettono di non temere la diversità, di non attaccarsi alle cose e ai doni e di diventare martyres, testimoni luminosi del Dio vivo e operante nella storia». 

Così il Papa ha descritto lo stile dei dodici, che «non manifestano al mondo la loro presunta perfezione ma, attraverso la grazia dell’unità, fanno emergere un Altro che ormai vive in un modo nuovo in mezzo al suo popolo: il Signore Gesù. Scelgono di vivere sotto la signoria del Risorto nell’unità tra i fratelli, che diventa l’unica atmosfera possibile dell’autentico dono di sé». «Anche noi abbiamo bisogno di riscoprire la bellezza di testimoniare il Risorto, uscendo dagli atteggiamenti autoreferenziali, rinunciando a trattenere i doni di Dio e non cedendo alla mediocrità», l’appello finale.