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«Papa Francesco un anno dopo», Prato ricorda la visita del Papa

A Prato il portavoce vaticano, Gregory Burke, e il capo della sicurezza vaticana, Domenico Giani, per una serie di iniziative - tra cui un concerto del pianista Giovanni Nesi - che ricordano la visita di Papa Francesco, il 10 novembre 2015. Sarà anche l'occasione per presentare i «Patti di prossimità»

Papa Francesco con mons. Franco Agostinelli nella visita di un anno fa a Prato

Un anno fa di questi tempi Prato era in fermento. Era appena iniziato il conto alla rovescia per la tanto attesa visita di papa Francesco in città. L’abbraccio tra il Santo Padre e i pratesi durò soltanto un’ora e poco più, ma negli occhi di tutti i presenti è rimasto impresso un grande ricordo.

Era il 10 novembre 2015, prima di recarsi a Firenze per partecipare al Convegno Ecclesiale Nazionale, papa Bergoglio si fermò a Prato definendosi «un pellegrino di passaggio».

«Il nostro desiderio è quello di fare memoria e non dimenticare le emozioni di quei momenti – dice il vescovo Franco Agostinelli – ma soprattutto vorremmo non lasciar cadere gli inviti di Francesco». Per questo motivo la Diocesi di Prato ha deciso di ricordare il primo anniversario della storica visita attraverso un ricco programma di iniziative.

A Prato il portavoce e il capo della sicurezza del Papa. Il prossimo 10 novembre, giovedì, giorno della ricorrenza, è in programma una conferenza dedicata al Papa «visto da vicino». Ospiti saranno due tra i suoi più stretti collaboratori: il direttore della sala stampa della Santa Sede Gregory Burke e il direttore della gendarmeria vaticana Domenico Giani. Giornalista statunitense, Burke, 57 anni, venne chiamato in Vaticano nel 2012 come consulente per la comunicazione della Segreteria di Stato. Dallo scorso primo agosto ha sostituito padre Federico Lombardi nel ruolo di portavoce del Papa. Originario di Arezzo, 54 anni, Giani è un amico fraterno del vescovo Franco Agostinelli – da piccolo è stato suo chierichetto –, ed è responsabile primario e diretto dei servizi di protezione e sicurezza di Bergoglio. Probabilmente è la persona che quotidianamente lavora più vicino al pontefice. Il capo dei gendarmi e il portavoce racconteranno gli aspetti quotidiani e inediti della vita di Francesco. L’incontro si tiene in Palazzo vescovile con inizio alle ore 18.

Le musiche di Zipoli interpretate dal pianista pratese Giovanni Nesi. Il giorno prima, mercoledì 9 novembre, sempre alle 19 nella chiesa di San Francesco, ci sarà un concerto del grande pianista pratese Giovanni Nesi. Saranno eseguite musiche di Franz Schubert e di Domenico Zipoli, gesuita e musicista, originario di Prato, per molti anni missionario in America Latina. È uno dei compositori amati da Bergoglio. L’esibizione è a ingresso gratuito e bissa il partecipato evento dello scorso anno, promosso proprio in vista dell’arrivo del Papa in città. Al termine si tiene un buffet nel chiostro dell’ex convento di San Francesco. L’iniziativa è organizzata dal gruppo «Amici della Diocesi».

Tutte le realtà pratesi a convegno per stabilire i «Patti di prossimità». Il terzo appuntamento invece è di carattere operativo. La Diocesi di Prato ha fatto proprio l’invito che il Papa ha rivolto dal pulpito di Donatello il 10 novembre dello scorso anno: «Siate sempre animati dal desiderio di stabilire dei veri e propri “patti di prossimità”». Il Santo Padre indicò anche una modalità di lavoro: «Avvicinarsi per realizzare questo». La Pastorale diocesana per il lavoro ha incontrato negli ultimi mesi tutte le rappresentanze istituzionali, economiche e sociali della città. Dal sindaco Biffoni agli industriali, dagli artigiani ai sindacati, passando per gli ordini professionali. A tutti è stato rivolto lo stesso invito: «continuiamo a camminare insieme». Il frutto dei colloqui portati avanti da Michele Del Campo, direttore della Pastorale sociale, insieme al vescovo Agostinelli e al vicario generale Nedo Mannucci, sarà approfondito nel corso di un convegno convocato la mattina di sabato 5 novembre, intitolato «Un patto di prossimità per Prato». L’appuntamento inizia alle 9,30 nel salone vescovile. Dopo l’introduzione affidata a monsignor Agostinelli e la sintesi del lavoro svolto fino a quel momento, fatta da Del Campo, la parola passa alle varie realtà pratesi «avvicinate» nei mesi passati. Saranno presenti il Comune, la Camera di Commercio, le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, Confindustria Toscana Nord, Rete Impresa Italia, Legacoop, Confcooperative. Saranno presenti anche Caritas, Opera Santa Rita, Comunità di Sant’Anna, Acli, Mcl e Azione Cattolica. Tutti insieme per definire la propria adesione ad un cammino iniziato un anno fa in piazza Duomo.

Che significa prossimità? «La miglior definizione sta nella parola “fiducia” - dice Michele Del Campo - ovvero tornare a fidarsi l’uno dell’altro». Per la Chiesa di Prato è tempo di tornare ad essere vicini, «non lo siamo più perché siamo stati strapazzati da una parte dalla globalizzazione - aggiunge il Direttore della Pastorale del lavoro - dall’altra da un individualismo finalizzato a salvarsi. È stata trascurata la dimensione collettiva, che invece va valorizzata».

Un segnalibro per ricordare le parole del Papa. A partire dal 10 novembre in tutta la città sarà diffuso un segnalibro commemorativo dello speciale anniversario. Un piccolo segno da portare sempre con sé dove sono riportate alcune frasi contenute nel messaggio rivolto da papa Francesco a tutti pratesi dal pulpito di Donatello. Il segnalibro, stampato in 15mila esemplari, si potrà trovare e prendere gratuitamente nelle scuole, negli esercizi commerciali del centro storico e alla Libreria Cattolica.

L’opera di Hermann Nitsch in cattedrale grazie al Centro Pecci. Anche la cattedrale di Prato farà da cornice al progetto espositivo «La Fine del Mondo», la grande mostra che segna la riapertura del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci. Dal 12 novembre, vigilia della chiusura diocesana del Giubileo della Misericordia, nella cappella della Sacra Famiglia, accanto all’ingresso della sacrestia, sarà installata un’opera dell’artista austriaco Hermann Nitsch. Si tratta di una crocifissione evocata da un camice appeso posto sopra una portantina/altare con dietro una grande tela. Il tutto è «sporcato» da tracce di sangue, secondo lo stile rituale e istintivo di Nitsch. L’opera è il frutto di una «azione» tenuta dall’artista allo studio Morra di Napoli nel 1977, durante la quale ha reinterpretato pubblicamente la celebrazione del mistero e della passione cristiana con la sua pittura «frenetica». Gli oggetti e i materiali utilizzati esprimono crudezza e servono, secondo l’idea di Nitsch a «trasmettere forti emozioni, cercando così di celebrare la vita in modo profondo».

L’opera, intitolata 54.lerhaktion, verrà inaugurata il 12 novembre alle ore 11 e sarà visibile fino al 18 dicembre, ultima domenica di Avvento.

Fonte: Comunicato stampa
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