Vita Chiesa
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Papa Francesco, «vicinanza a malati del Coronavirus e a operatori sanitari che li curano»

«Desidero esprimere nuovamente la mia vicinanza ai malati del Coronavirus e agli operatori sanitari che li curano, come pure alle autorità civili e a tutti coloro che si stanno impegnando per assistere i pazienti e fermare il contagio». È l’appello lanciato dal Papa, prima dei saluti ai fedeli di lingua italiana che, come di consueto, concludono l’appuntamento del mercoledì in piazza San Pietro con i fedeli.

Percorsi: Papa Francesco
Parole chiave: coronavirus (144)
Papa Francesco all'udienza

Chiedersi “cosa significa spiritualmente il deserto, per tutti noi, anche noi che viviamo in città”. È l’invito del Papa, per l’inizio del cammino quaresimale, che comincia oggi e che tra quaranta giorni ci porterà a celebrare la Pasqua, “cuore dell’anno liturgico e della fede”. “È un cammino che segue quello di Gesù, che agli inizi del suo ministero si ritirò per quaranta giorni a pregare e digiunare, tentato dal diavolo, nel deserto”, ha ricordato Francesco: “Immaginiamo di stare in un deserto”, l’invito. “La prima sensazione – ha spiegato – sarebbe quella di trovarci avvolti da un grande silenzio: niente rumori, a parte il vento e il nostro respiro. Ecco, il deserto è il luogo del distacco dal frastuono che ci circonda. È assenza di parole per fare spazio a un’altra Parola, la Parola di Dio, che come brezza leggera ci accarezza il cuore”. “Il deserto è il luogo della Parola, con la maiuscola”, ha ricordato Francesco: “Nella Bibbia, il Signore ama parlarci nel deserto. Nel deserto consegna a Mosè le ‘dieci parole’, i dieci comandamenti. E quando il popolo si allontana da Lui, diventando come una sposa infedele, Dio dice: ‘Ecco, io la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. Là mi risponderà, come nei giorni della sua giovinezza’”. “Nel deserto si ascolta la Parola di Dio, che è come un suono leggero”, ha proseguito il Papa a braccio: “Il Libro del Re dice che la Parola di Dio è come un filo di silenzio sonoro”.

“La Quaresima è il tempo propizio per fare spazio alla Parola di Dio. È il tempo per spegnere la televisione e aprire la Bibbia. È il tempo per staccarci dal cellulare e connetterci al Vangelo”. È il triplice imperativo del Papa, che nella catechesi dell’udienza di oggi ha ricordato che “nel deserto si ritrova l’intimità con Dio, l’amore del Signore”. Gesù, infatti, “amava ritirarsi ogni giorno in luoghi deserti a pregare. Ci ha insegnato come cercare il Padre, che ci parla nel silenzio”. “E non è facile fare il silenzio nel cuore”, ha ammesso Francesco a braccio: “Sempre noi cerchiamo un po’ di andare a parlare, stare con gli altri: ma il silenzio è nel cuore”. “Quando ero bambino – ha raccontato ancora fuori testo – non c’era la televisione, ma c’era l’abitudine di non ascoltare la radio in Quaresima: è deserto”.

“Digiunare non è soltanto dimagrire: digiunare è andare proprio all’essenziale. È cercare la bellezza di una vita più semplice”. Lo ha puntualizzato il Papa. “Gesù, chiamandoci nel deserto, ci invita a prestare ascolto a quel che conta, all’importante, all’essenziale”, ha spiegato Francesco: “Al diavolo che lo tentava rispose: ‘Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio’”. “Come il pane, più del pane ci occorre la Parola di Dio, ci serve parlare con Dio, ci serve pregare”, l’invito del Papa a proposito delle pratiche quaresimali: “Perché solo davanti a Dio vengono alla luce le inclinazioni del cuore e cadono le doppiezze dell’anima. Ecco il deserto, luogo di vita, non di morte, perché dialogare nel silenzio col Signore ci ridona vita”. “Proviamo di nuovo a pensare a un deserto”, l’invito ai 12mila in piazza: “Il deserto è il luogo dell’essenziale. Guardiamo le nostre vite: quante cose inutili ci circondano! Inseguiamo mille cose che paiono necessarie e in realtà non lo sono”. “Quanto ci farebbe bene liberarci di tante realtà superflue, per riscoprire quel che conta, per ritrovare i volti di chi ci sta accanto!”, ha esclamato Francesco: “Anche su questo Gesù ci dà l’esempio, digiunando. Digiunare è saper rinunciare alle cose vane, al superfluo, per andare all’essenziale”.

“Anche oggi, vicino a noi, ci sono tanti deserti. Sono le persone sole e abbandonate”. Nell’ultima parte della catechesi dell’udienza, il Papa si è soffermato sul deserto come “luogo della solitudine”. “Quanti poveri e anziani ci stanno accanto e vivono nel silenzio, senza far clamore, marginalizzati e scartati!”, l’appello: “Parlare di loro non fa audience. Ma il deserto ci conduce a loro, a quanti, messi a tacere, chiedono in silenzio il nostro aiuto. Tanti sguardi silenziosi che chiedono il nostro aiuto”. “Il cammino nel deserto quaresimale è un cammino di carità verso chi è più debole”, ha spiegato Francesco: “Preghiera, digiuno, opere di misericordia: ecco la strada nel deserto quaresimale”. “Nel deserto si apre la strada che ci porta dalla morte alla vita”, ha concluso Francesco: “Entriamo nel deserto con Gesù, ne usciremo assaporando la Pasqua, la potenza dell’amore di Dio che rinnova la vita. Accadrà a noi come a quei deserti che in primavera fioriscono, facendo germogliare d’improvviso, dal nulla, gemme e piante. Coraggio, entriamo in questo deserto della Quaresima, seguiamo Gesù nel deserto: con Lui i nostri deserti fioriranno”.

Fonte: Sir
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