Vita Chiesa
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Papa negli Emirati Arabi Uniti, documento sulla fratellanza umana: cultura del dialogo per diffondere tolleranza, convivenza e pace

«Adottare la cultura del dialogo come via; la collaborazione comune come condotta; la conoscenza reciproca come metodo e criterio». Sono i tre principi del documento sulla «Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune», firmato dal Papa e dal Grande Imam di Al-Azhar al termine dell'incontro interreligioso al Founder's Memorial di Abu Dhabi, subito dopo il primo discorso del Papa negli Emirati Arabi Uniti (testo documento)

Papa Francesco, discorso al Founder's Memorial di Abu Dhabi

«Noi - credenti in Dio, nell'incontro finale con Lui e nel Suo Giudizio -, partendo dalla nostra responsabilità religiosa e morale, e attraverso questo Documento, chiediamo a noi stessi e ai Leader del mondo, agli artefici della politica internazionale e dell'economia mondiale - si legge nel testo - di impegnarsi seriamente per diffondere la cultura della tolleranza, della convivenza e della pace; di intervenire, quanto prima possibile, per fermare lo spargimento di sangue innocente, e di porre fine alle guerre, ai conflitti, al degrado ambientale e al declino culturale e morale che il mondo attualmente vive». «Ci rivolgiamo agli intellettuali, ai filosofi, agli uomini di religione, agli artisti, agli operatori dei media e agli uomini di cultura in ogni parte del mondo, affinché riscoprano i valori della pace, della giustizia, del bene, della bellezza, della fratellanza umana e della convivenza comune, per confermare l'importanza di tali valori come àncora di salvezza per tutti e cercare di diffonderli ovunque», prosegue il documento, in cui la Chiesa cattolica e al-Azhar, «attraverso la comune cooperazione, annunciano e promettono di portare questo Documento alle Autorità, ai Leader influenti, agli uomini di religione di tutto il mondo, alle organizzazioni regionali e internazionali competenti, alle organizzazioni della società civile, alle istituzioni religiose e ai leader del pensiero; e di impegnarsi nel diffondere i principi di questa Dichiarazione a tutti i livelli regionali e internazionali, sollecitando a tradurli in politiche, decisioni, testi legislativi, programmi di studio e materiali di comunicazione».

Al-Azhar e la Chiesa cattolica domandano, inoltre, «che questo Documento divenga oggetto di ricerca e di riflessione in tutte le scuole, nelle università e negli istituti di educazione e di formazione, al fine di contribuire a creare nuove generazioni che portino il bene e la pace e difendano ovunque il diritto degli oppressi e degli ultimi». Poi gli auspici conclusivi: «Questa Dichiarazione sia un invito alla riconciliazione e alla fratellanza tra tutti i credenti, anzi tra i credenti e i non credenti, e tra tutte le persone di buona volontà; sia un appello a ogni coscienza viva che ripudia la violenza aberrante e l'estremismo cieco; appello a chi ama i valori di tolleranza e di fratellanza, promossi e incoraggiati dalle religioni; sia una testimonianza della grandezza della fede in Dio che unisce i cuori divisi ed eleva l'animo umano; sia un simbolo dell'abbraccio tra Oriente e Occidente, tra Nord e Sud e tra tutti coloro che credono che Dio ci abbia creati per conoscerci, per cooperare tra di noi e per vivere come fratelli che si amano. Questo è ciò che speriamo e cerchiamo di realizzare, al fine di raggiungere una pace universale di cui godano tutti gli uomini in questa vita».

«L'estremismo religioso e nazionale e l'intolleranza hanno prodotto nel mondo, sia in Occidente sia in Oriente, ciò che potrebbe essere chiamato i segnali di una ‘terza guerra mondiale a pezzi'», si legge ancora nel documento firmato oggi ad Abu Dhabii. «Le forti crisi politiche, l'ingiustizia e la mancanza di una distribuzione equa delle risorse naturali - delle quali beneficia solo una minoranza di ricchi, a discapito della maggioranza dei popoli della terra - hanno generato, e continuano a farlo, enormi quantità di malati, di bisognosi e di morti, provocando crisi letali di cui sono vittime diversi paesi, nonostante le ricchezze naturali e le risorse delle giovani generazioni che li caratterizzano», si legge ancora nel testo: «Nei confronti di tali crisi che portano a morire di fame milioni di bambini, già ridotti a scheletri umani - a motivo della povertà e della fame -, regna un silenzio internazionale inaccettabile», la denuncia.

Tra le più importanti cause della crisi del mondo moderno, per la Chiesa cattolica e al-Azhar,  ci sono «una coscienza umana anestetizzata e l'allontanamento dai valori religiosi, nonché il predominio dell'individualismo e delle filosofie materialistiche che divinizzano l'uomo e mettono i valori mondani e materiali al posto dei principi supremi e trascendenti». «Pur riconoscendo i passi positivi che la nostra civiltà moderna ha compiuto nei campi della scienza, della tecnologia, della medicina, dell'industria e del benessere, in particolare nei Paesi sviluppati», i firmatari del documento rilevano che, «insieme a tali progressi storici, grandi e apprezzati, si verifica un deterioramento dell'etica, che condiziona l'agire internazionale, e un indebolimento dei valori spirituali e del senso di responsabilità». «Tutto ciò - l'analisi - contribuisce a diffondere una sensazione generale di frustrazione, di solitudine e di disperazione, conducendo molti a cadere o nel vortice dell'estremismo ateo e agnostico, oppure nell'integralismo religioso, nell'estremismo e nel fondamentalismo cieco, portando così altre persone ad arrendersi a forme di dipendenza e di autodistruzione individuale e collettiva».

(testo documento)

Fonte: Sir
Papa, documento su fratellanza umana: cultura dialogo per diffondere tolleranza, convivenza e pace
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