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Papa in Lettonia: visita alla cattedrale di S. Giacomo, «né il regime nazista né quello sovietico hanno spento la fede nei vostri cuori»

«Voi qui presenti siete stati sottoposti ad ogni sorta di prove: l'orrore della guerra, e poi la repressione politica, la persecuzione e l'esilio. E siete stati costanti, avete perseverato nella fede». È l'omaggio del Papa ai cattolici lettoni, durante la visita alla cattedrale di San Giacomo (testo integrale)

Il Papa nella cattedrale cattolica di Riga, dedicata a San Giacomo (Foto Media vaticani)

«Né il regime nazista né quello sovietico hanno spento la fede nei vostri cuori e, per alcuni di voi, non vi hanno fatto desistere neppure dal dedicarvi alla vita sacerdotale, religiosa, a essere catechisti, e a diversi servizi ecclesiali che mettevano a rischio la vita», ha proseguito Francesco: «avete combattuto la buona battaglia, state per concludere la corsa, e avete conservato la fede». L'apostolo Giacomo, ha fatto notare Francesco, «insiste sul fatto che questa pazienza supera la prova della fede facendo emergere opere perfette»: «Il vostro operare sarà stato perfetto allora, e dovrà tendere ancora alla perfezione nelle nuove circostanze». «Voi, che vi siete spesi corpo e anima, che avete dato la vita inseguendo la libertà della vostra patria, tante volte vi sentite dimenticati», ha denunciato il Papa: «Benché suoni paradossale, oggi, in nome della libertà, gli uomini liberi assoggettano gli anziani alla solitudine, all'ostracismo, alla mancanza di risorse e all'esclusione, e perfino alla miseria. Se è così, il cosiddetto treno della libertà e del progresso finisce per avere, in coloro che hanno lottato per conquistare diritti, la sua carrozza di coda, gli spettatori di una festa altrui, onorati e omaggiati, ma dimenticati nella vita quotidiana».

«Essere costanti, non abbassare la guardia». È l'invito del Papa ai cattolici lettoni, che nel Paese sono una minoranza, pari a circa il 20% della popolazione. «Non cedete allo sconforto, alla tristezza, non perdete la dolcezza e, meno ancora, la speranza!», ha esclamato Francesco nella cattedrale di San Giacomo, utilizzando due imperativi seguiti dallo stesso aggettivo: «sopportare pazientemente e sperare pazientemente». «Vi incoraggio ad essere anche voi, in seno alle vostre famiglie e alla vostra patria, esempio di entrambi questi atteggiamenti: sopportazione e speranza, tutt'e due impregnate di pazienza», l'invito del Papa: «Così continuerete a costruire il vostro popolo». «Voi, che avete attraversato molte stagioni, siete testimonianza viva di costanza nelle avversità, ma anche del dono della profezia, che ricorda alle giovani generazioni che la cura e la protezione di quelli che ci hanno preceduto sono gradite e apprezzate da Dio, e che gridano a Dio quando sono disattese», ha detto Francesco rivolgendosi idealmente ad ognuno dei presenti: «Voi che avete attraversato molte stagioni, non dimenticatevi che siete radici di un popolo, radici di giovani germogli che devono fiorire e portare frutto; difendete queste radici, mantenetele vive perché i bambini e i giovani si innestino lì, e capiscano che tutto ciò che sull'albero è fiorito vive di ciò che giace sotterrato». «Se ascoltaste oggi la sua voce! Non indurite il cuore», ha concluso il Papa citando l'iscrizione sul pulpito: » Il cuore duro è quello sclerotizzato, quello che perde la gioia della novità di Dio, che rinuncia alla giovinezza di spirito, a gustare e vedere che sempre, in ogni tempo e fino alla fine, è buono il Signore».

Mons. Stankevičs (arcivescovo), «tra di noi ci sono persone perseguitate per la fede». «Un benvenuto cordiale nella cattedrale di san Giacomo!». Con queste parole l'arcivescovo di Riga, mons. Zbigņevs Stankevičs, ha accolto il Papa nella cattedrale di San Giacomo, nella quale Francesco è entrato sotto la pioggia battente. «I fedeli cattolici in Lettonia sono simili a un piccolo gregge, ed essi, come il sale e il lievito, possono portare una qualità rinnovata nei processi culturali ed economici», ha detto l'arcivescovo: «In questa cattedrale ora sono presenti le nostre persone anziane. Hanno la loro esperienza di vita, cominciata e continuata prima della seconda guerra mondiale, durante la guerra e nel difficile dopoguerra, quando prevaleva l'ideologia ateistica con tutte le minacce e le restrizioni. Tra di noi ci sono persone che hanno subito le repressioni politiche, che sono state perseguitate ed esiliate per la fede in Cristo. Ci sono i pensionati, i quali talvolta riescono appena a sopravvivere a causa della pensione bassa. Tra noi ci sono anche coloro che hanno mantenuto la loro fede in Cristo durante il regime ateistico e oggi, nonostante la povertà, offrono il loro servizio nelle parrocchie e lì dove è necessario, come per esempio nella Legio Mariae. Sono presenti anche le religiose, le quali hanno vissuto la loro consacrazione a Dio anche nella persecuzione». «Tutte queste persone rappresentano anche quegli anziani che non possono incontrare Sua Santità, ma seguono le sue orme in Lettonia tramite Radio Maria e i media cattolici, che rendono possibile partecipare alla preghiera e alla liturgia», ha concluso il pastore luterano.

(Testo integrale del discorso del Papa)

Fonte: Sir
Papa in Lettonia: né il regime nazista né quello sovietico hanno spento la vostra fede
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