Vita Chiesa
stampa

Papa Francesco: a Gruppo Cal, «una nuova presenza di cattolici in politica è necessaria in America Latina»

«Una nuova presenza di cattolici in politica è necessaria in America Latina», ha auspicato stamani il Papa, ricevendo in udienza, nella Sala del Concistoro del Palazzo apostolico vaticano, un Gruppo della Pontificia Commissione per l'America Latina, a conclusione del seminario intensivo di formazione tenutosi in Vaticano. Ma ha anche aggiunto che è meglio una «polifonia ispirata» alla fede che un «partito cattolico».

L'udienza del Papa ad un gruppo del Cal (Foto Sir)

«Essere un cattolico impegnato in politica non significa essere una recluta di alcun gruppo, organizzazione o partito, ma di vivere dentro un'amicizia, dentro una comunità, che si trasforma nel mondo come la Chiesa si avvicina alla tua vita». Lo ha detto, stamattina, Papa Francesco, ricevendo in udienza, nella Sala del Concistoro del Palazzo apostolico vaticano, un Gruppo della Pontificia Commissione per l'America Latina, a conclusione del seminario intensivo di formazione tenutosi in Vaticano, dal 24 febbraio al 4 marzo 2019, sul tema «Dottrina Sociale della Chiesa e impegno politico in America Latina - Per una nuova generazione di cattolici latinoamericani in politica». Il seminario, promosso per la formazione di 26 giovani leader cattolici provenienti da culture e professioni diverse, è parte di un programma Post Diploma in Dottrina Sociale della Chiesa, organizzato dalla Pontificia Commissione per l'America latina (Cal) e dall'Accademia Latinoamericana di leader cattolici, in collaborazione con il Celam e con la Fondazione Konrad Adenauer.

«Se tu, formandoti nella Dottrina sociale della Chiesa, non scopri la necessità nel tuo cuore di appartenere a una comunità di discepolato missionario veramente ecclesiale, nella quale puoi vivere l'esperienza di essere amato da Dio, puoi correre il rischio di lanciarti» nelle «sfide del potere, delle strategie, dell'azione efinire, nel migliore dei casi, con un buon posto politico, ma solo, triste e manipolato», ha avvertito il Pontefice. Ricordando che «Gesù ci invita a essere suoi amici», il Santo Padre ha evidenziato che «se ci apriamo a questa opportunità», «potremo guardare la realtà in modo nuovo, potremo vivere con rinnovata passione le sfide nella costruzione del bene comune. Non dimentichiamo che entrare in politica significa scommettere sull'amicizia sociale».

In America Latina, ha ricordato Francesco, «abbiamo un santo che sa bene queste cose. Un santo che ha saputo vivere la fede come amicizia e impegno con il suo popolo fino a dare la vita per esso»: san Óscar Arnulfo Romero, che invitava i fedeli laici a essere liberi e non schiavi, affinché trovassero le ragioni per le quali vale la pena fare politica a partire dal vangelo, superando le ideologie. «La politica - ha osservato il Papa - non è mera arte di amministrare il potere, le risorse o le crisi. La politica non è mera ricerca di efficacia, strategia e azione organizzata. La politica è una vocazione di servizio, è una diaconia laicale che promuove l'amicizia sociale per la generazione del bene comune». Solo concependo così la politica, «questa collabora affinché il popolo torni protagonista della sua storia ed evita che le cosiddette ‘classi dirigenti' credano che sono loro quelle che possono risolvere tutto». Fare politica, ha ammonito il Pontefice, «non può ridursi a tecniche e risorse umane e capacità di dialogo e persuasione; non serve solo questo. Il politico sta in mezzo al suo popolo» e collabora con gli altri affinché «il popolo, che è sovrano, sia il protagonista della sua storia».

«In America Latina e in tutto il mondo ci troviamo a vivere attualmente un vero ‘cambio di epoca' - come è stato detto ad Aparecida -, che esige un rinnovamento dei nostri linguaggi, dei nostri simboli e dei nostri metodi. Se continuiamo a fare come si faceva alcuni decenni fa, - ha proseguito il Papa - torneremmo a ricadere nei problemi che abbiamo il bisogno di superare nel terreno sociale e politico». «Voi come giovani cattolici impegnati in varie attività politiche sarete la avanguardia nel modo di accogliere i linguaggi e i segni, le preoccupazioni e le speranze dei settori più emblematici del cambio d'epoca latinoamericano - ha esortato il Pontefice -. E toccherà a voi cercare le strade del processo politico più adatto per andare avanti».

Papa Francesco ha, quindi, indicato i tre settori più emblematici per questo cambio d'epoca in America Latina: le donne, i giovani e i più poveri, che sono, per diverse ragioni, «luoghi di incontro privilegiato con la nuova sensibilità culturale emergente e con Gesù Cristo».

Essi, ha proseguito il Santo Padre, «sono protagonisti del cambio d'epoca e soggetti di vera speranza. La loro presenza, la loro gioia e, soprattutto, la loro sofferenza sono una forte chiamata di attenzione per coloro che sono responsabili della vita pubblica. Nella risposta alle loro necessità e domande si gioca, in buona misura, la vera costruzione del bene comune. Costituiscono il luogo di verifica dell'autenticità dell'impegno cattolico in politica». Di qui l'invito: «Se non vogliamo perderci in un mare di parole vacue, guardiamo sempre il volto delle donne, dei giovani e dei poveri. Guardiamoli come soggetti del cambiamento e non come meri oggetti di assistenza».

«Una nuova presenza di cattolici in politica è necessaria in America Latina. Una ‘nuova presenza' - ha spiegato il Papa -, che non implica solo nuovi volti nelle campagne elettorali, ma, principalmente, nuovi metodi che permettano di forgiare alternative che contemporaneamente siano critiche e costruttive. Alternative che trovino sempre il bene possibile, anche se modesto. Alternative flessibili ma con una chiara identità sociale cristiana». Di qui l'invito a valorizzare in modo nuovo «il nostro popolo e i movimenti popolari che esprimono la loro vitalità, la loro storia e le loro lotte più autentiche. Fare politica ispirata al Vangelo dal popolo in movimento diventa una maniera potente di sanare le nostre fragili democrazie e i aprire lo spazio per reinventare nuove istanze rappresentative di origine popolare», ha osservato il Pontefice.

L'impegno dei cattolici in politica non deve tradursi in un partito cattolico: «In politica - ha avvertito il Santo Padre - è meglio tenere una polifonia ispirata a una stessa fede e costruita con molteplici suoni e strumenti che una noiosa melodia monocorde apparentemente corretta ma omogenizzata e neutralizzante - e in aggiunta - quieta. No, non va».

Il Papa si è anche detto contento della nascita dell'Accademia dei leader cattolici, diffusa in diversi Paesi dell'America Latina. Ricordando che nel 2031 si celebrerà il quinto centenario dell'avvenimento guadalupano e nel 2033 del secondo millennio della Redenzione, ha auspicato che i giovani leader cattolici possano lavorare per la diffusione della Dottrina sociale della Chiesa per arrivare alla celebrazione di queste feste «con veri frutti laicali concreti di discepolato missionario».

«Nel cammino per l'America Latina la parola è ‘meticciato'- ha concluso -. L'America Latina è nata meticcia, si conserverà meticcia, crescerà solamente meticcia e questo sarà il suo destino».

Fonte: Sir
Papa: una nuova presenza di cattolici in politica è necessaria in America Latina
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento