Vita Chiesa
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Dal n. 9 del 5 marzo 2006

Pensavo si parlasse di embrioni. Invece...

DI FRANCESCO MININNI
Leggendo, un po' distrattamente, un articolo su di una rivista vengo subito catturato dall'affermazione iniziale: «Le nostre ricerche dimostrano che hanno una capacità decisionale evoluta». Non continuo la lettura e mi fermo, a pensare, soddisfatto.

Finalmente, la verità sugli embrioni. Adesso sfido chiunque a dire che non sono esseri umani e che non hanno alcuna coscienza. Come può non esser chiaro che l'aborto è, nonostante tutte le giustificazioni possibili e ragionevoli, un'azione che elimina un essere vivente? Devo pensare che questi scienziati sono cattolici e quindi prevenuti, pregiudizialmente falsi? Se sono invece atei, hanno ragione? Affermano la verità?

Ma perché devo aver paura di essere cattolico? Che cosa ha l'ateo in più per capire la realtà? Il cattolico, mi si può rispondere, filtra la realtà attraverso la sua fede nella presenza di Dio Padre e Creatore. L'ateo invece la vede così come essa è. Il cattolico è dunque condizionato, l'ateo è libero. Quindi una scoperta scientifica per essere libera e quindi vera, ha bisogno dell'ateismo. Con questo tipo di ragionamento allora ne deduco che per parlare di amore, liberi senza alcun condizionamento, occorre non essere innamorati, per parlare liberamente di cultura occorre essere ignoranti, per parlare liberamente di politica occorre non appartenere a nessun partito, per fare un discorso libero sullo sport, occorre non esser sportivi. Insomma avere già delle idee o delle convinzioni mette la persona in condizioni di non essere libera.

Ma siamo proprio sicuri che coloro che si definiscono atei non abbiano idee e convinzioni? Credere che Dio non c'è, non è forse una convinzione? Credere che la realtà coincida solo con quello che vedo non è convinzione? Credere che tutto avvenga per caso non è convinzione? Per un cattolico la scienza è libera perché è vera, per un ateo la scienza è vera perché è libera.

Mi rimetto a leggere l'articolo. E sono sempre più soddisfatto: «Sono creature intelligenti, che sentono, dialogano, calcolano. A modo loro pensano». È bello immaginare questa relazione tra madre e figlio. C'è già una relazione prima ancora di un effettiva autonomia. Quasi che l' essere umano prima di esistere ha bisogno dell'altro. Anzi la sua esistenza è relazione o non è. La Bibbia lo dice chiaramente: l'uomo è fatto a immagine e somiglianza di Dio. E siccome Dio si è rivelato trinità, cioè relazione e comunione, l'uomo non è che «relazione e comunione». E questo è ben evidente proprio all'inizio della sua vita.
Continuo la lettura. Leggo con più attenzione. No... non è possibile! Mi sento profondamente un idiota. Si parlava delle piante.

Pensavo si parlasse di embrioni. Invece...
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