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Preti toscani, un giorno con i monaci

Ego vobis /vos mihi: «io per voi, voi per me» è il motto scolpito all'Eremo di Camaldoli e, sostanzialmente, il tema della Giornata di spiritualità presbiterale. Centocinquanta circa i preti presenti e 11 vescovi: un incontro bellissimo e «necessario», per ricordarci di essere insieme e diversi, diversi ma «in unum». Particolarmente «insufflato» dalla recente visita di Papa Benedetto, l'ambiente ecclesiale aretino, con il vescovo Riccardo Fontana, ha dato senso e altezza a tutto l'incontro.
DI GIACOMO BILLI

Parole chiave: camaldoli (40), sacerdoti (125)
Preti toscani, un giorno con i monaci

di Giuseppe Billi
Commissione presbiterale regionale

Ego vobis /vos mihi: «io per voi, voi per me» è il motto scolpito all'Eremo di Camaldoli e, sostanzialmente, il tema della Giornata di spiritualità presbiterale. Quest'anno si è scelto una lectio divina per l'identità del prete, tenuta dal maestro spirituale padre Innocenzo Gargano (che insegna al Celio a Roma) e a Camaldoli in onore delle celebrazioni del Millennio del Monastero. In riconoscenza, pure, di questa lunga e straordinaria storia dei monaci, cenobiti ed eremiti, sempre più attuali nel nuovo millennio, privo di «vere» parole e di «saporosi» silenzi.

Centocinquanta circa i preti presenti e 11 vescovi: un incontro bellissimo e «necessario», per ricordarci di essere insieme e diversi, diversi ma «in unum». Particolarmente «insufflato» dalla recente visita di Papa Benedetto, l'ambiente ecclesiale aretino, con il vescovo Riccardo Fontana, ha dato senso e altezza a tutto l'incontro.

La lectio divina tenuta da padre Gargano e introdotta dal padre generale dei camaldolesi, Alessandro Barban, e dal presidente della commissione presbiterale, il vescovo Guglielmo Borghetti, è stata il perno di tutta la giornata che, come sempre, si affida a un maestro della vita spirituale dei presbiteri.

Il tema è stato dedotto dal Vangelo di Marco, 3, 13-15: l'istituzione dei Dodici. Il rapporto - permanente - di Cristo con i suoi «apostoli» è lo stesso, del Vangelo e di sempre: « Salì, poi, sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici - che chiamò  apostoli - perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demoni». Qui tutta la spiritualità e la «mistica» del prete scelto da Lui, anzi «sposato» da Lui, il sacerdote ha tutto «dentro». L'importante, così, è vivere quello che si è. L'esemplare di questa accoglienza è Maria che «accoglie» il Verbo, lo «incarna» nella sua vita, nella «sua» predicazione, nel suo vivere e nel suo morire. Il tabernacolo e il Libro sono, del prete, le sue fonti e le sue mete.

Intensa, densa e di singolare misticismo la «lectio» di padre Gargano. Per riprenderla, meglio comprenderla e farne vita, presto se ne diffonderà la versione scritta.
Partecipata ed ecclesiologicamente intensa, la partecipazione all'Eucaristia, con i monaci, nella grande chiesa dell'arcicenobio, con le volte «sfondate» dalla gloria dei santi monaci e l'altare nobilmente barocco, esaltato dalla «Deposizione» del Vasari. E i canti e le musiche d'organo, nello squisito sapore mistico-monastico.

Poi il pranzo, consumato nel refettorio monastico, con tanta allegria sacerdotale.

È seguita una visita guidata all'Eremo, dove si conservano intatti i segni della millenaria storia di Camaldoli: da S. Romualdo ai gloriosi momenti di cultura e di fede, con Ambrogio Traversari e gli umanisti Lorenzo il Magnifico e Leon Battista Alberti, fino al card. Ugolino di Segni, che divenne Papa nel 1227, col nome di Gregorio IX, ed era il tempo dei santi reclusi, dai quali trovò ospitalità anche S. Francesco d'Assisi.

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