Vita Chiesa
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Dal n. 5 del 1° febbraio 2004

Religiosi in Toscana, il nuovo viene dalle missioni

La Giornata per la Vita Consacrata, che la Chiesa celebra lunedì 2 febbraio, è l'occasione per fare il punto sulla presenza delle religiose e dei religiosi in Toscana: ed è un bilancio con molti punti oscuri, anche se non mancano luci di speranza. «Le congregazioni religiose della Toscana vivono un momento di grandi trasformazioni, un momento delicato che deve essere affrontato in maniera consapevole» spiega madre Daniela Capaccioli, superiora delle suore Francescane di Santa Elisabetta di Firenze.

Religiosi in Toscana, il nuovo viene dalle missioni

La Giornata per la Vita Consacrata, che la Chiesa celebra lunedì 2 febbraio, è l'occasione per fare il punto sulla presenza delle religiose e dei religiosi in Toscana: ed è un bilancio con molti punti oscuri, anche se non mancano luci di speranza. «Le congregazioni religiose della Toscana vivono un momento di grandi trasformazioni, un momento delicato che deve essere affrontato in maniera consapevole» spiega madre Daniela Capaccioli, superiora delle suore Francescane di Santa Elisabetta di Firenze.

Gli istituti femminili della nostra regione vedono un calo generalizzato di presenze molto forte, compensato dall'arrivo di giovani novizie che vengono in Italia dai paesi missionari per formarsi, e poi tornare a svolgere il loro servizio nella terra di origine. Negli ultimi 30 anni, spiega madre Capaccioli, in Toscana sono stati molto pochi gli ingressi di giovani italiane, e l'età media delle suore si è notevolmente innalzata (in alcune congregazioni sfiora quasi i 70 anni, se si escludono le straniere). Questo, insieme ai cambiamenti sociali in atto, ha portato anche a rivedere molto le opere in cui le diverse congregazioni sono attive: forme di servizio alla comunità (in campo educativo, sanitario, assistenziale) che spesso costituivano una supplenza alle istituzioni pubbliche e che hanno subito negli ultimi anni profondi cambiamenti. A questo dato fa fronte uno sviluppo molto bello in campo missionario: da molte congregazioni toscane sono nate presenze in terra di missione attive e significative, realtà giovani che fanno un prezioso lavoro di testimonianza cristiana, di carità e di preghiera tra i poveri e in mezzo alla gente.

Un'altro dato positivo, prosegue madre Daniela, è la nascita di nuovi istituti a livello diocesano (sono già 8 in Toscana) che cercano di dar vita a nuove forme di vita religiosa.

In campo maschile, la situazione è leggermente diversa. I religiosi presenti in Toscana nelle varie congregazioni sono circa 600, divisi in un centinaio di case. «Anche noi abbiamo avuto un calo numerico, ma meno accentuato di quello femminile, e la fisionomia della presenza religiosa nelle diocesi toscane non ha subito una trasformazione altrettanto profonda» spiega il padre francescano Antonio Di Marcantonio, consigliere del Cism, l'organismo di coordinamento degli istituti religiosi maschili. I religiosi sono impegnati in ambito pastorale e spirituale: animazione di parrocchie e santuari, predicazione, missioni popolari, attività culturali. Non mancano anche i contemplativi, presenti in Toscana con sei case.

Gli istituti secolari una nuova vocazione di laici consacrati
Quando si parla di vita consacrata, viene spontaneo pensare a suore, frati, al silenzio della vita monastica. Eppure, da quasi un secolo, la vita consacrata è anche quella degli «istituti secolari». «Siamo laici che Dio consacra nella chiesa per il mondo» spiega Piera Grilli, coordinatrice per la Toscana. I laici consacrati conducono una vita secondo i «consigli evangelici» (povertà, castità, obbedienza), senza distinguersi dalle altre donne e dagli altri uomini. «Viviamo la consacrazione nel lavoro, nella competenza professionale e nelle circostanze ordinarie della vita. Facciamo nostra la passione per il mondo, perché questa è la passione di Dio. Siamo testimoni di un Dio che percorre le strade degli uomini Siamo nelle case, siamo tra la gente, per vivere il vangelo dove Dio ci ha posto. Vivere il vangelo, dunque, dentro gli eventi della storia, agire come sale, luce e fermento per la promozione dei valori umani e per la santificazione del mondo».

Uno dei primi aderenti a un istituto secolare è stato, nel 1928, Giorgio La Pira, che rispondeva così a chi gli chiedeva i motivi della sua scelta: «Restare nel mondo per testimoniare a tutti l'amore di Cristo; per contribuire a che la città dell'uomo sia prefigurazione della città di Dio».

Gli istituti secolari nel mondo sono attualmente 178 e contano oltre 40 mila membri; in Italia sono presenti 68 istituti per un totale di 16 mila membri. In Toscana gli Istituti Secolari sono 22, presenti in quasi tutte le diocesi, e contano 470 membri. Il Coordinamento regionale è affidato a Piera Grilli, raggiungibile per posta elettronica all'indirizzo perasa@libero.it.
R. B.

Vita consacrata, messaggio per la Giornata 2004

Religiosi in Toscana, il nuovo viene dalle missioni
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